Carè Alto (Monte) da Valle di Borzago per il Rifugio Carè Alto e la Cresta E e Via Normale

difficoltà: AD-   [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Nord-Est
quota partenza (m): 1260
quota vetta (m): 3462
dislivello complessivo (m): 2202

copertura rete mobile
dato non disponibile

ultima revisione: 26/02/10

località partenza: Valle di Borzago (Spiazzo , TN )

punti appoggio: Rifugio Carè Alto

note tecniche:
Salita alpinistica remunerativa, con terreno vario e dislivelli abbastanza importanti (2200 m in discesa il secondo giorno).

descrizione itinerario:
Dal parcheggio alla fine della strada della Val di Borzago (1260 m) si sale lungo il sentiero n. 213 al Rifugio Caré Alto (2459 m, 2h 30 / 3h).
Dal rifugio si sale su sentiero e tracce fino alla Bocchetta del Cannone (2850 m; circa 1h) all'inizio della cresta E. Da qui si prosegue su nevai e detriti tenendosi sul versante a sinistra della cresta stessa, fino a prendere piede sulla piccola Vedretta Orientale del Carè Alto.
La si risale tenendosi sulla destra salendo, rimanendo in prossimità delle rocce della cresta, fino a un tratto dove questa rivolge verso il ghiacciaio una paretina alta solo qualche decina di metri. Qui si attaccano le rocce (1 chiodo di sosta sulla sinistra, dopo qualche metro di roccette facili) cercando il percorso migliore, possibilmente senza tenersi troppo a sinistra sulla parete. Con uno o più tiri di corda, o eventualmente in conserva (difficoltà sul III, variabili a seconda del percorso scelto) si giunge sul filo di cresta.
Si risale interamente la cresta, incontrando passaggi di II e III e tenendosi preferibilmente sul lato destro (N), fino a uscire in vetta (3462 m, considerare come minimo 4 ore dal rifugio).

Discesa per la via normale: si percorre la cresta sommitale verso N, su roccette non sempre banali e con tratti innevati, cercando il punto migliore per scendere sulla Vedretta di Lares; si può seguire la cresta interamente fino al punto dove si salda con il ghiaccio, oppure con condizioni favorevoli scendere direttamente su neve sfruttando alcuni scivoli ripidi; dovrebbe essere presente anche un anello di calata nel tratto di cresta più a N.
Si attraversa il ghiacciaio prima verso N, poi verso NE e E, compiendo un ampio giro, fino a uscirne in prossimità della Sella di Niscli (nelle vicinanze, laghetti di fusione, i Pozzoni). Da qui si seguendo ometti e segnali bianchi si raggiunge un sentiero che riporta al rifugio (2h 30 dalla cresta sommitale).