Giuep (Monte) da Sant'Anna, anello per il Passo Mongioia e Col de Longet

difficoltà: EE   [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Varie
quota partenza (m): 1860
quota vetta/quota massima (m): 3100
dislivello salita totale (m): 1240

copertura rete mobile
vodafone : 0% di copertura
no operato : 0% di copertura

contributors: Andrea81
ultima revisione: 01/10/18

località partenza: Sant'Anna (Bellino , CN )

punti appoggio: Rifugio Melezè, Bivacco Boerio al Lago Mongioia

cartografia: Fraternali 1:25000 n.17 Alta Val Varaita

accesso:
Da Piasco si risale interamente la Val Varaita superando l’abitato di Casteldelfino, quindi poco oltre il paese a sinistra si incontra la deviazione per la Valle di Bellino (indicazioni). Si segue la strada asfaltata a tratti un po’ sconnessa fino a S.Anna. Posteggi sia all’inizio della boorgata o nello spiazzo sterrato poco oltre, alla partenza dei sentieri.

note tecniche:
Cima di modesta rilevanza, specialmente rispetto ai più estetici e frequentati Monte Salza e Mongioia.
Può essere facilmente abbinata con il Mongioia per poi compiere un anello, dove il sentiero di discesa risulta poco marcato e non consigliabile in caso di nebbia o poca visibilità.
Con neve o ghiaccio qualche problema sul traverso tra il Passo Mongioia e il Col de Longet.

descrizione itinerario:
Lasciata l’auto nei parcheggi di S.Anna di Bellino ci si incammina seguendo la sterrata con indicazioni sentieri U26-U67, in direzione ovest, tralasciando poi la deviazione di sinistra per Pian Ceiol, raggiungendo in breve il gruppo di baite delle Grange Cruset, sotto la caratteristica Rocca Senghi. Oltre queste la stradina diventa un bel sentiero che si inoltra ancora nel fondo del vallone, fino a che si inizia a salire più marcatamente a destra (nord) risalendo una serie di dossi erbosi che consentiranno di immettersi nel vallone di Rui.
Raggiunta una baita sull’ultimo dosso il terreno spiana, e con qualche leggero saliscendi si entra nel cuore del vallone di Rui, toccando altre baite fino quasi al termine del pianoro di Rui. Qui si tralascia il sentiero che prosegue dritto per il Passo di Fiutrusa, e si devia a sinistra, iniziando una ripida salita su china erbosa verso il Bivacco Boerio-Mongioia. Dopo la prima parte di salita si attraversa un pianoro erboso, per poi riprendere a salire a sinistra ora su terreno decisamente faticoso composto prevalentemente di sfasciumi e qualche roccetta. Si arriva quindi nella spianata del Passo Mongioia 3085 m con il Monte Giuep a sinistra ed il Mongioia a destra. Non lontano da qui si nota il bel lago Mongioia con il Bivacco Boerio, utile come punto d’appoggio.
Per proseguire al Monte Giuep, eventualmente dopo aver salito il Mongioia, si continua sulla dorsale nord del Monte Giuep per un breve tratto fino ad un dosso detritico, oltre il quale la prosecuzione in cresta non è più possibile; si individua quindi una traccia piuttosto marcata che in leggera discesa attraversa tutto il versante ovest del Monte Giuep, per poi risalire velocemente alla depressione opposta del Col de Longet 3060 m (o colle Giuep). Da questo versante il Monte Giuep non pone nessuna difficoltà di salita, si tratta di un facile e breve pendio di detriti, fino all’ometto della cima 3100 m.
Per compiere l’anello in discesa si ritorna rapidamente al Col de Longet, dal quale si nota in direzione sud-est un rudere militare con diverse bobine di filo spinato, gli si passa accanto seguendo con logica il corso di questa specie di altopiano detritico (nevai a inizio stagione), piegando poi decisamente verso sinistra quando compare una traccia (resti di un sentiero militare) con qualche raro ometto come riferimento. Il pendio accentua la pendenza e scende verso la conca posta sotto la Punta Mait. Raggiunta la conca, ci si sposta a sinistra dove si nota un intaglio roccioso, anziché scendere da questo si nota una traccia negli sfasciumi poco prima, sulla sinistra, che consente di accedere ai pendii sottostanti tutto sommato con facilità, prestare solo attenzione ad un breve tratto sospeso su un risalto roccioso oltre che alla natura friabile e ripida del terreno. Terminato il tratto più ripido si arriva nella fascia erbosa fino ad un ripiano: qui non si deve proseguire in discesa per evitare dei successivi salti di roccia ed erba, ma si deve deviare a destra (sud) attraversando il ruscello (se presente) nei pressi di un canalino e andando poi a reperire delle tracce di bestiame sulla sponda opposta. Seguendo le tracce principali si inizia a percorrere un lungo traverso “sospeso” ben al di sopra del fondo del Vallone di Rui, attraversando alcuni canaloni, fino a che dietro ad un dosso appare la valletta dove è posta la Grangia Sablus, che si raggiunge con una ripida discesa. Dalla grangia il sentiero diventa più evidente, aggira ancora il successivo canalone e confluisce nel sentiero di salita alla Testa di Malacosta, per poi scendere all’imbocco del Vallone di Rui all’altezza circa delle Grange Sarnicel. Esiste anche un secondo sentiero, un po’ più diretto ma meno evidente, che evita di proseguire il traverso scendendo più direttamente alle Grange Sarnicel.
Da qui si rientra a S.Anna dal sentiero di salita.

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