Tribolazione (Testa della) dal Lago di Teleccio per la cresta Est

Tribolazione (Testa della) dal Lago di Teleccio per la cresta Est

Dettagli
Dislivello (m)
1950
Quota partenza (m)
1918
Quota vetta/quota (m)
3642
Esposizione
Sud-Est
Grado
PD-

Località di partenza Punti d'appoggio
Rif. Pontese, bivacco Ivrea

Note
salita faticosissima. tutte le relazioni che hanno più di 5 anni si possono buttare. la montagna così come descritta sulla guida cai-tci, su quella del berutto o su quella della collana in cima non esiste più. il ghiacciaio di gay è pressochè scomparso, al suo posto immonde, faticosissime e pericolose pietraie mobili. i tratti di ghiaccio sono delicati.
la salita della cresta est è il tratto più solido. passaggi fino al II+ quasi mai esposti. da percorrere comunque con cautela. ritengo comunque sconsigliabile quest'ascensione (come su tutte queste montagne) in queste stagioni. va anticipato tutto di un paio di mesi, quando c'è ancora neve là dove una volta c'era il ghiacciaio.
Descrizione

dal parcheggio si attraversa la diga e si sale per il sentierino sul lato dx idrografico del lago, per pendio cespuglioso e poi pascoli. verso i 2600 inizia la caotica pietraia che porta al colle dei becchi. molti sgni bianco-rossi, salita però molto faticosa e in cui prestare attenzione (3 ore).
si scende sul versante opposto, superando la pietraia, fino a quota 2850 m, dove si risale ad un laghetto e quindi si prende la strada di caccia che porta al bivacco Ivrea 2770 m (1h10m).
dal bivacco si risale la ripida morena a destra della bastionata che sorregge il lago di gay. si giunge così ad un pianoro sabbioso (30 min). si prosegue verso le pietraie che han preso il posto del ghiacciaio, risalendo verso il colle di Gran Crou, su terreno infido.
Si punta quindi a sinistra, verso la lingua terminale di ciò che resta del ghiacciaio. Questa è ripida e delicata, ghiaccio vecchio e nero.
Superatala con cautela (possibili scariche di pietre da destra), si attraversa un’altra pietraia portandosi sulla parte più consistende del ghiacciaio, che si attraversa in diagonale verso il colle di Valnontey. lasciato il ghiacciaio, si risale il ripido canalone (35°) di pietre mobili, faticoso e pericoloso, fin sotto il nevaio del colle.
E’ possibile risalire le roccette di sinistra uscendo in cresta poco sopra il colle (3 h 30 m).
Da qui si percorre la cresta est, di rocce pù solide, con passaggi di I fino al massimo II-II+, in gran parte poco esposti, facendo comunque attenzione.
Si evita il primo tratto di neve sulle roccette di sinistra, quindi si tocca l’anticima. Un breve tratto di cresta nevosa, quindi si arriva alle roccette dove è posta la madonnina (3642 m, 30 min). Panorama indimenticabile.

Discesa: per la via di salita, facendo molta, molta attenzione per la natura schifosa del terreno.

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roby4061
23/07/2017
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