Sant’Agostino (Lago di) da Quarona, anello

Sant’Agostino (Lago di) da Quarona, anello

Dettagli
Dislivello (m)
250
Quota partenza (m)
406
Quota vetta/quota (m)
492
Esposizione
Varie
Grado
E
Sentiero tipo, n°, segnavia
731, 624

Località di partenza Punti d'appoggio

Note
Il punto più alto della gita è il Poggio Cerei, 595 m, ma il vero obiettivo della gita è ovviamente il Lago di Sant'Agostino, quotato 492 m. Lo specchio d'acqua, privo di emissario di superficie, è posto in uno stretto e lungo valloncello parallelo al corso del Sesia, da cui separato dalla costiera Poggio Rancacci- Poggio Pianale. Lungo circa 300 metri e largo 50, nei periodi di siccità tende a dividersi in due, mentre in caso di forti precipitazioni deborda invadendo parte del sentiero. La caratteristica per cui è più noto è il raduno e l'accoppiamento di rospi e rane all'inizio della primavera, evento che richiama un buon numero di escursionisti e curiosi.
Avvicinamento
SP 299 della Valsesia, si prende la prima deviazione per Quarona. Entrati in paese, si seguono le indicazioni per il campo sportivo nei cui pressi si parcheggia
Descrizione

Si lascia a destra il campo sportivo seguendo i segnavia per poi andare subito a sx, poi nuovamente a dx e infine ancora a sx a imboccare Via Dante. Qua a dx parte il sentiero 731 che risale in maniera decisa la montagna passando di fianco ad alcune costruzioni.
Sempre su traccia ripida e su terreno scivoloso per la presenza del fogliame si raggiunge il Poggio Roncacci 524 m per poi proseguire sulla dorsale su sentiero non sempre evidente ma ben segnalato superando le Coste della Suggia.
Si superano alcuni cancelletti (richiuderli dopo il passaggio), si lascia a dx una sterrata e si prosegue sempre nel bosco fino a portarsi al Poggio Cerei 595 m, che sovrasta la zona industriale di Varallo. Si scende ora su terreno più impervio per la presenza di qualche saltino di roccia che però il sentiero evita, si lascia a dx il segnavia 624a e subito dopo si incontra il bivio 624/731. Si prosegue su quest’ultimo che comunque dopo pochi metri termina in corrispondenza delle rovine del Castello di Arian.
Si ritorna al bivio e si prende il 624 che costeggia il Lago di Sant’Agostino su ottimo sentiero che presenta qualche tratto scomodo solo nel tratto finale, subito prima di raggiungere l’estremità nord del lago.
Si segue sempre il 624 che adesso contorna la sponda orientale, con qualche tratto disagevole in caso di piena, fino a portarsi alla punta sud dello specchio d’acqua.
Si continua in direzione sud passando nei pressi di un grosso masso detto “Sass dij Strij e d’Ava Corna” (Sasso delle Streghe e acqua che sgorga dal masso), sotto il quale esce la risorgiva superiore del lago. Siamo ora in una stretta forra detta “Bunda Tuppa” (valle buia) che si supera a mezzacosta fino a raggiungere una sterrata che poi diventa una strada asfaltata che riporta al punto di partenza. Tempo complessivo indicativo di percorrenza: circa 3 ore.

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Storico:
Il Castello d'Arian è una costruzione di cui rimangono pochissimi resti e di cui si è persa la memoria storica. Il nome farebbe ipotizzare che fosse stato eretto dagli eretici Ariani, ma molti studiosi ritengono questa ipotesi assurda. Più verosimilmente potrebbe essere una fortezza utilizzata come rifugio dalle popolazioni locali in caso di pericolo.
giuliano
10/12/2019
2 anni fa
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