San Matteo (Punta) dal Passo Gavia

San Matteo (Punta) dal Passo Gavia

Dettagli
Dislivello (m)
1350
Quota partenza (m)
2541
Quota vetta/quota (m)
3678
Esposizione
Ovest
Difficoltà sciistica
BSA
Difficoltà alpinistica (se pertinente)
PD
Tipologia
Ghiacciaio

Località di partenza Punti d'appoggio
Rifugio Berni

Avvicinamento
Il Passo di Gavia è raggiungibile sia dalla Valtellina (attraverso Sondrio, Bormio, Santa Caterina Valfurva) sia dalla Val Camonica (attraverso Edolo e Ponte di Legno).
Dal rifugio Berni posto di fianco alla strada nella vasta spianata del Passo Gavia, scendere per pochi metri ed attraversare il torrente su di un ponticello in legno.
Note
Materiale di sicurezza su ghiacciao può essere utile a seconda delle condizioni in cui lo si trova. Ramponi e piccozza per la cima.
Descrizione

Salire in direzione NO passando di fianco al vecchio rifugio Gavia (ora abbandonato) e per facili pendii puntare alla larga terrazza quasi pianeggiante che forma una spalla della Punta di Sforzellina a quota 2700 m circa. Percorrerla interamente (200 m circa) e raggiungere un piccolo colletto alla sua estremità occidentale dal quale si scende verso O per circa 100 m di dislivello fino nell’ampia conca alla base dei salti rocciosi che sostengono il ghiacciaio del Dosegù (1 h circa).
Prima di giungere al fronte del ghiacciaio, si risale a destra un ripido pendio che dà accesso alla vedretta e che con pendenza moderata conduce alla seraccata che la sbarra su tutta la larghezza (qui si stacca sulla sinistra l’itinerario che sale al Pizzo Tresero).

Piegare nuovamente a destra e salire un ripido pendio in direzione S di fianco alla seraccata (potrebbe esserci qualche crepaccio); in alto, traversare verso NO e superare sulla destra il salto di seracchi guadagnando l’accesso alla parte superiore del ghiacciaio di Dosegù (1,30 h circa).

Mantenersi sulla sua sinistra orografica e per facili dossi glaciali puntare all’evidente sella a NE della vetta della punta San Matteo (alla sua sinistra) che si raggiunge superando un ultimo ripido pendio dopo aver superato la base del ripido pendio N del Monte Mantello). Attenzione ad alcune zone crepacciate.
Un ultimo pendio molto ripido conduce alla sella con grosse cornici sul versane dei Forni (1,30 h). Da qui, a piedi per un breve canalino e la larga cresta in circa venti minuti, mezz’ora si raggiunge la croce di vetta (3678 m). In totale 4.30/5.00 h.

DISCESA
Per il medesimo itinerario.
E’ possibile una variante di discesa sulla parte bassa: giunti al di sopra dei pendii morenici alla base del ghiacciaio di Dosegù, non scendere nella conca sottostante ma risalire in direzione E per una sorta di rampa inclinata verso una spalla della Punta di Sforzellina a quota 2900 mt circa. Raggiunta quest’ultima scendere per bei pendii e canalini verso E sulla spianata del Passo di Gavia.

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Bibliografia:
M. Gnuti, F. Malnati. CDA. Dal Sempione allo Stelvio. N° 93
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01.06.2020
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