Forno Alpi Graie – Roncet (Parete del, Falesia)

Forno Alpi Graie – Roncet (Parete del, Falesia)

Dettagli
Quota vetta/quota (m)
8
Altitudine (m)
1310
Lunghezza min (m)
8
Lunghezza max (m)
100
Esposizione
Sud
Grado minimo
5a
Grado massimo
7a

Località di partenza Punti d'appoggio
Albergo Savoia - Forno Alpi Graie

Note
Pur avendo i connotati di una falesia, con vie caratterizzate da tiri brevi e nuova chiodatura ravvicinata, la parete si presta a combinazioni di varia difficoltà e lunghezza, arrivando con la classica via "Roncet" a 160 metri di sviluppo. La parete è interrotta da due grandi cenge erbose ma i tiri offrono anche una bella continuità e il panorama sulla catena della Gura - Mulinet è davvero superbo. Tutte le vie sono attrezzate con spit-fix e le soste con catena e anello di calata. Sono sufficienti una corda da 70 metri e 10 rinvii anche per le combinazioni più lunghe (con due mezze le calate sono più rapide). il casco è vivamente consigliato perché le cenge mediane sono l'habitat naturale per branchi di stambecchi che possono smuovere sassi. Periodo ideale l'autunno e la primavera, oppure le giornate estive nuvolose o con tempo incerto.
Avvicinamento
Da Forno Alpi Graie, al fondo del paese, seguire a destra le indicazioni per il Gias Colombin e il Colle della Piccola, addentrandosi tra le case. Imboccare una bella mulattiera lastricata che passa a ridosso dell'affioramento roccioso detto localmente "Montagnino", Transitando in breve sotto la "Fessura Grassi" 6c. Poco oltre, vi è una scritta a sinistra di vernice rossa indicante "Roncet" e "Prà Cistel". Continuare pochi metri e, a una scritta successiva a destra, abbandonare la mulattiera salendo nel prato a ridosso del "Montagnino", per individuare in direzione nord un bollino di vernice rossa a una roccia. Attraversare il prato e poi seguire i bollini successivi che s'inoltrano in salita nel bosco, presso un rudere. Salire la traccia ben segnalata e raggiungere la base della parete presso l'attacco delle vie "Cercando l'arcobaleno" e "La lunga attesa". Per le altre vie, costeggiare in salita la parete (bollini di vernice) raggiungendo velocemente il settore monotiri e quindi l'attacco della classica "Roncet"
Descrizione

1) Mazada
Prima salita: Marco Blatto, Valerio Pusceddu, Nicola Ghiani nell’agosto 2000
Sviluppo: 90 m
Difficoltà: S1/I, 7a (6a+ obbl.)
Materiale: via attrezzata con spit. Necessari 8 rinvii
Una via con le singole sezioni non troppo continua a causa delle cenge intermedie, comunque tutte ugualmente belle e impegnative

L1: 7a, partenza su muretto, poi fessura a destra e placca difficile
L2: 6a+, dalla cengia raggiungere il salto successivo e salire una fessura, poi un diedro fessurato
L3: 6b+: dalla terrazza andare a sinistra e attaccare un muro “marmoreo” con prese arrotondate, con singolo passo delicato su piccole tacche
Discesa: in doppia lungo la via

2) Roncet
Prima salita: Marco Blatto, Paolo Delle Donne e Francesco Locuratolo dal basso, luglio 1997
Esposizione: sud
Sviluppo: 160 m
Difficoltà: S1/I, 6b (5c obbl.)
Materiale: via attrezzata con spit. Necessari 8 rinvii
Bella via, molto varia e non banale, con alcune lunghezze molto belle e particolari. Roccia molto marmorea e levigata in alcuni punti della parte centrale.

L1: 5c, fessura e muro articolato, con uscita non facile
L2: 5c+, fessurino leggermente strapiombante. Uscita molto fisica
L3: 6b, placca con tratto molto liscio all’inizio
L4: 5c/6a breve diedrino scomodo, poi sequenza di muri e speroni levigati
L5: 6a+, passo boulder per ribaltarsi su un gradino erboso; muretto marmoreo e poi placca lavorata. Uscita in corto diedro non banale
Discesa: in doppia lungo la via

3) La vendetta del cappuccino
Prima salita: Marco Blatto, Paolo Delle Donne e Francesco Locuratolo, luglio 1997
Esposizione: sud
Sviluppo: 30 m
Difficoltà: S1/I, 6b (5c obbl.)
Materiale: via attrezzata con spit. Necessari 10 rinvii
Breve via ma con due tiri molto belli, su parete leggermente strapiombante

L1: 6b, muro con piccole prese
L2: 6b, piccolo diedro, poi muro leggermente strapiombante con piccole prese
Discesa: in doppia lungo la via

4) Lega la lega: 15 m, 6c. M.Blatto 1998. Muro verticale con uscita difficile.

5) Via Normale
Prima salita: Marco Blatto e Gianluca Ippolito, aprile 1995
Richiodatori: M.Blatto in solitaria dal basso, ottobre 2017
Esposizione: sud
Sviluppo: 60 m
Difficoltà: S1/I, 5a (4c obbl.)
Materiale: via attrezzata con spit. Necessari 7 rinvii
Una via che cerca il facile con un lungo traverso, tra diedri e placche, tuttavia divertente e adatta ai principianti, grazie ai tiri corti e ben chiodati

L1: 4C, corto muretto, poi speroncino fino al terrazzino di sosta
L2: 5a, placchetta iniziale, poi traverso a destra sempre su prese buone
L3: 5a, nicchia fessurata, poi placca levigata
Discesa: in doppia lungo la via

6) Ambra
Prima salita: Marco Blatto e Francesco Locuratolo, luglio 1997
Esposizione: sud
Sviluppo: 30 m
Difficoltà: S1/I, 5c (5b obbl.)
Materiale: via attrezzata con spit. Necessari 7 rinvii
Due brevi tiri con qualche bel passaggio. Dalla S2 è possibile proseguire fino in cima alla terrazza con “La vendetta del cappuccino” (6b). Attenzione al secondo tiro a un blocco piuttosto grosso e fessurato appena a sinistra del passo chiave: normalmente non si usa ne si è mai mosso, nemmeno sollecitandolo, ma i fenomeni termoclastici possono di anno in anno mutare le cose.

L1: 5c, breve tiro con passaggio di forza iniziale afferrando un appiglio un po’ alto
L2: 5c, muretto iniziale, poi leggero strapiombo
Discesa: con una doppia dalla S2

7) Giacomelix: 8 m, 6c. M.Blatto luglio 1997. Difficile ribaltamento dopo uno strapiombo

8) El Banfa: 8 m, 7a. M.Blatto luglio 1997. Tetto pronunciato con difficile ribaltamento

9) Strategia dell’inutile
Prima salita: Marco Blatto e Renato Rivelli dal basso, ottobre 2017
Esposizione: sud
Sviluppo: 30 m
Difficoltà: S1/I, 6b (5c obbl.)
Materiale: via attrezzata con spit. Necessari 7 rinvii
La via attacca dal terrazzino raggiungibile con le vie 5 – 7 e 8. Breve tratto di corda fissa sulla cengia. Secondo tiro molto bello in diedro – camino, dove un blocco incastrato, seppur solido richiede di dosare la forza con cui eventualmente ci si aggrappa.

L1: 6a, diedro rovescio strapiombante con breve passo ostico in uscita
L2: 6b, diedro camino faticoso all’ingresso, poi placca verticale molto bella ed esposta
Discesa: in doppia dalla S2, comune con la via Roncet

10) La Lunga attesa
Prima salita: Marco Blatto, Gianluca Ippolito e Chiara Bertino dal basso dicembre 1995
Richiodatori: Marco Blatto nel 2009
Esposizione: sud
Sviluppo: 40 m
Difficoltà: S1/I, 6b (5b obbl.)
Materiale: via attrezzata con spit. Necessari 7 rinvii
In origine la via fu aperta con un solo spit piantato a mano e rimanendo appesi ai cliff-hanger, poi nel 1997, fu aggiunto qualche M8. In seguito la via è stata interamente chiodata con spit.

L1: 5b, placca nerastra, spesso umida dopo periodi piovosi
L2: 6b, bella fessura poi spigolo strapiombante con passo singolo non facile
L3: 5a magnifico diedro fessurato
Discesa: in doppia lungo la via

11) Cercando l’arcobaleno
Prima salita: Marco Blatto e Gianluca Ippolito, aprile 1995
Richiodatori: Marco Blatto e Nicola Ghiani nel 2000
Esposizione: sud-sudovest
Sviluppo: 60 m
Difficoltà: S1/I, 6a+ (5b obbl.)
Materiale: via attrezzata con spit. Necessari 9 rinvii
Aperta originariamente con protezioni tradizionali, è stata poi interamente chiodata con spit, aggiungendo un terzo nuovo tiro da Marco Blatto e Nicola Ghiani nel 2000. Il primo tiro, tende a sporcarsi un po’ ed ha un’uscita delicata su terrazzino ghiaioso. Il secondo tiro, un diedro fessurato, è da antologia.

L1: 5c, muretto, poi diedro con lame. Dall’uscita superare una betulla a sinistra sul terrazzino e raggiungere la sosta
L2: 6a,diedro fessurato bellissimo a incastro
L3: 6a+, strapiombo molto tecnico, poi placca strepitosa

12) La retorica degli angeli: 15 m, 6b. Marco Blatto e Silvia Cordero dal basso, agosto 2017. Parte dalla prima terrazza, raggiungibile con una qialsiasi delle vie più lunghe. Bella placca con fessura atletica a metà.

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Storico:
Le prime vie furono salite per lo più dal basso con spit-roc e chiodi tradizionali verso la metà degli anni '90 da M.Blatto, F.Locuratolo e P.Delle Donne. Il restyling recente e le vie nuove sono opera di M.Blatto con vari soci.
Cartografia:
Alte Valli di Lanzo - Escursionista editore
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18/09/2020
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