Meyna (Sommet de la) Meyna forever wall

Meyna (Sommet de la) Meyna forever wall

Dettagli
Altitudine (m)
2500
Dislivello avvicinamento (m)
800
Sviluppo arrampicata (m)
310
Esposizione
Sud-Ovest
Grado massimo
7a
Difficoltà obbligatoria
6b

Località di partenza Punti d'appoggio

Note
E' il primo itinerario aperto su questa grandiosa parete sospesa sopra la sottostante Paroi du Fort, il panorama è grandioso e l’ambiente è di tipo dolomitico. La via è attrezzata a fix da 10 mm. Il concatenamento di Fatalmeyna e Meyna Forever Wall permette di ottenere un’interessante itinerario fino alla vetta con uno sviluppo su roccia di 6oo m, le difficoltà sempre molto continue e sostenute (il suddetto concatenamento, sfruttando la nuova uscita diretta di Fatalmeyna, consigliabile, ha la seguente valutazione: ED-, 6c+/7a max., 6b/A0 obbl.)
Avvicinamento
Salire una delle vie sulla Parete del Forte (Fatalmeyna, il Pilier Pavon o Blu delusion vedi Alpidoc n. ), poi a piedi si sale il costone detritico al meglio, evitando per delle cenge dei saltini rocciosi , puntando verticalmente alla base della parte destra (guardando) della parete, da cui si traversa in leggera discesa a sinistra fino a passare sotto all’anfiteatro che caratterizza la parte centrale e più alta della parete.
L’attacco della via è situato sul bordo sinistro del grande anfiteatro in prossimità di un diedro (spit con placchetta rossa) sormontato a sinistra dalla grande muraglia strapiombante gialla che caratterizza la parte sinistra (guardando la parete) della struttura. (da 15 a 30 minuti a seconda della via salita sulla Parete del Forte).
Descrizione

Percorre la parete sommitale, sopra la Paroi du Fort dove passa la via “Fatalmeyna”.
L1) si sale nel diedro (5b), all’uscita si sale una placca (5c) per poi superare un corto strapiombino (6a+), si prosegue per placche (6a, passo di 6b, poi 4c) fino ad uscire su una cengia (10 spit + 2 spit di sosta, 55 m).
L2) si sale facilmente per 2-3 metri fino ad un muro, per una corta fessura obliqua a destra si sale traversando poco a destra (5b), si supera direttamente un muro (6b), poi si prosegue per una placca interrotta da una piccola cengia (5a/5c), infine traversando a destra (4a) si arriva alla sosta su una cengia (1 chiodo, 9 spit + 2 spit di sosta, 45 m).
L3) dalla sosta si sale direttamente un muro (6a+), si traversa a destra e si sale una placca (5c) fino ad uscire su una cengia (7 spit + 2 spit di sosta, 45 m)
L4) si sale direttamente un muro (6a), si supera una placca (5b), per poi salire un muro verticale con uscita strapiombante (6a, 6c+/7a oppure 6b/A0), infine si continua su una placca (4b) fino alla sosta (10 spit + 2 spit di sosta, 50 m)
L5) facilmente per 2-3 metri, poi si sale un corto muro (5c), per placche (4c) fino alla sosta su una cengia (7 spit + 2 spit di sosta, 50 m)
L6) dalla sosta si sale un piccolo sperone (3b) per poi traversare a destra su una placca compatta che si supera (5c con un passo di 6a+), ancora per placca (4c) fino al muro finale, lo si sale (6a), traversando (roccia delicata) a destra fino alla sosta (11 spit + 2 spit di sosta, 50 m)

Proseguendo facilmente per 7-8 metri si esce sulla cresta (1 spit con cordone di sosta), a pochi metri dall’anticima Nord. Sul versante opposto vi è una traccia che in pochi minuti porta alla vetta

Discesa:
dalla vetta a piedi per la via normale. Oppure in doppia sulle soste della via, poi a piedi per l’itinerario di avvicinamento fino a reperire le doppie di Fatalmeyna o Pilier Pavon dalle quali ci si cala fino alla base.

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Storico:
Fabio Vivalda, Gianfranco Ghibaudo e Valter Galizio il 28 giugno e il 2 agosto 2003.
Bibliografia:
Stura-Ubaye
franz80
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