Medale (Corna di) Via dei ragni

Medale (Corna di) Via dei ragni

Dettagli
Altitudine (m)
650
Dislivello avvicinamento (m)
150
Sviluppo arrampicata (m)
400
Esposizione
Sud
Grado massimo
5c
Difficoltà obbligatoria
5c
Difficoltà artificiale (se pertinente)
a2

Località di partenza Punti d'appoggio
Lecco

Avvicinamento
Di non facile individuazione, si può partire sulla placca nera dove parte Falce e Martello, puntando verso sinistra per placchette o più a sinistra ancora. Comunque sempre sulla destra della Boga
Note
Misteriosa e mitica via del Medale, aperta nel 1968 in due giorni da Casimiro Ferrari e Guerino Cariboni, si presenta oggi tra le meno percorse della parete, forse a ragione, forse no…

La via è logica e molto impegnativa, si divide in tre sezioni. La prima percorre diedrini e placchette su roccia generalmente buona ma con tanta erba che disturba. La seconda parte percorre diedri e strapiombi su roccia quasi sempre solida collegandoli con esposte traversate su roccia marcia, per finire con una sezione finale vegetale su roccia pessima.

La chiodatura è copiosa sui tiri duri, con un 70% di chiodi non male.

Portare serie di Camalot fino al 3 (magari l’1 doppio), qualche TCU, serie di nut, 5 o 6 chiodi misti (a U, a foglia, universali), tanti cordini, almeno 1 staffa a testa, 15 rinvii.

Ottimo il disegno della vecchia guida Dinoia-Casari (anche se abbiam fatto qualche modifica) e la descrizione scritta del Pesci sulla guida CAI-TCI (qui il disegno è sbagliato).
Descrizione

La relazione ricalca la nostra salita.

L1: salire per placchetta e canalini erbosi contornando a sx una macchia di alberelli compatti a 50 m da terra. 20m, IV+, sosta da fare su friend.

L2: salire verso destra per diedrini oltrepassando un chiodo e dei kevlar in una clessidra, verso dx uno spuntoncino con fettuccia e sosta poco dopo su 2 clessidre giganti con cordini, 40m, IV.

L3: verso dx diedrino erboso, chiodo, puntare a grottina con clessidra e traversare in orizzontale a sx per placchetta liscia fin sopra la verticale di S2. Sosta su spuntone con tanti cordini e chiodo, 35m, V.

L4: il primo tiro difficile. Verso sx seguendo i chiodi con passi in libera non facili, poi dritto in un diedrino, sosta a sx su chiodi, 30m, V+ e A1 o 6b, una dozzina di chiodi.

L5: spostarsi a dx in orizzontale a sosta originale su 3 chiodi, NON collegarlo col successivo, 8m, III.

L6: lungo traverso a dx, 2 chiodi, aggirare sulla dx una piccola macchia di frana gialla e seguire il diedro sovrastante. Sosta su spuntone precario e chiodo, 8 chiodi, 40m, V+.

L7: dritto su roccia fantastica a gocce fino a sosta a spit di un tentativo di via nuova, 10m, 1 chiodo, V. È assolutamente consigliabile concatenare questo tiro col precedente x evitare la sosta scomoda e precaria, attrito corde!

L8: salire la placca a gocce da paura sotto il tetto lungo e stretto che caratterizza la via, e traversare a sx in un diedrino su roccia marcia. Si trova una comoda sosta su 3 chiodi ma si può proseguire salendo in caminetto caratteristico sulla sx, uscire x fessure sulla destra (non facile e expo) e rientrare a sx alla sosta in comune alla boga, spit e chiodo. 35m, V+ “duro”, 8 chiodi.

L9: a dx su canne strapiombanti (da proteggere con TCU) fino a prendere i 2 chiodi con cordino ben visibili, poi lungo traverso orizzontale esposto, 2 chiodi, e traversata a corda tesa in discesa per 4 o 5 m fin dentro l’evidente diedro che si risale per 20 m in artif con passi in libera. Si esce poi verso dx aggirando uno spigolo e ci si ferma a sostare su una placchetta di roccia solida. Sosta da attrezzare con chiodi, 45m, V+ e A1, tratti “divertenti” anche per il secondo…

L10: salire la fessura-camino davanti, puntare alla grottina gialla sovrastante su roccia a blocchi pericolosa. Da un chiodo giallo si traversa orizzontale verso dx (passi expo ben distribuiti..) fino dentro un’altra grottina strapiombante chiodata in discesa, risalire lo strapiombo e poi per diedrini vegetali e cengette terrose su roccia precaria traversare in orizzontale verso dx 15 m. Da un ultimo chiodo si scende in breve alla S10 a spit di Falce e Martello. 60m, V+ e A1, attrito corde e comunicazione difficile, una decina di chiodi sul tiro, alcuni vetusti.

Da qui altri 3 tiri verso sx portano nell’evidente canale che esce sulla cresta. Le relazioni precedenti danno roccia pessima e molto verde (accertato!), pochi chiodi, difficoltà sul IV con un passo di V+ finale.

Noi siamo scesi con 7 doppie da Falce e Martello.

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Storico:
Casimiro Ferrari e Guerino Cariboni, 31 marzo e 1 aprile 1968.
ilcontevlad
13/01/2019
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