Marta (Pizzo) Il Gipeto

Marta (Pizzo) Il Gipeto

Dettagli
Altitudine (m)
2150
Dislivello avvicinamento (m)
300
Sviluppo arrampicata (m)
250
Esposizione
Varie
Grado massimo
6b
Difficoltà obbligatoria
6a+

Località di partenza Punti d'appoggio
Rifugio Myriam o Margaroli

Note
Stupendo itinerario sportivo, ma decisamente da integrare, soprattutto sul tiro chiave. Ambiente super. Indispensabile una serie di friend (compresi 1 o meglio 2 friend grossi /BD4 per proteggere la fessura chiave).
Discesa in doppia un po' macchinosa, l'ultima doppia è evitabile scendendo a piedi verso sx faccia a valle.
I gradi sulla guida sono un po' disomogenei: alcuni tiri ok, alcuni sottovalutati, altri sopravvalutati.
Descrizione

Dall’arrivo della seggiovia del Sagersboden seguire la sterrata per il Vannino fino in corrispondenza del bivio per il rifugio Miriam. Salire verso dx per prati un po’ pantanosi, piegare a dx sotto il settore castello e rimontare i prati senza traccia in direzione dell’evidente struttura. Raggiuntala nel punto più basso, si notano degli spit. NON E’ la nostra via. Tenere la dx e rimontare la base della parete fino ad un diedro nicchia che segna l’inizio della via (nome scritto sulla roccia).

L1: rimontare lo speroncino con un paio di passi atletici seguendo gli spit poi in placca tranquilla fino alla sosta(è consigliabile tenere a mente dov’è situata questa sosta, poiche cercata dall’alto, per fare l’ultima doppia, è difficoltosa a trovarsi). 5c

Si attraversa il prato-cengia tra i mughi puntando un po’ a dx verso gli evidenti spit del tiro successivo. Sosta alla base del tiro per chi assicura.

L2: con un passo atletico si monta su un piccolo pulpito, dal quale occorre traversare a sx ad un diedro con passo delicatissimo anche se non difficilissimo (spit allungato con cordino) Segue un bel diedro fessura da proteggere ma non difficile, dal quale si esce con passo di equilibrio in placca. 6a

L3: si attraversa il praticello cengia e si attacca la placca. Rimontare seguendo gli spit con dura arrmpicata di aderenza. In alto la chiodatura si allunga, possibilità di mettere un friend su una scaglia a metà tiro. 6a (io però direi che è un bel 6a+, per giunta con chiodatura da mutande piene…)

L4: spostarsi a sx e superare dritti il gradino con passo di equilibrio. Poi più facile dritti in sosta. 6a+ (ma solo 1 movimento: nel complesso più facile del tiro precedente)

L5: dalla sosta spostarsi a sx in piano su erba nel canale ed attaccare lo scivolo roccioso successivo seguendo i rari spit dritti in sosta. Conviene poi spostarsi ad una sosta che c’è più a sx leggermente in basso per assicurare il primo sul tiro chiave successivo. 5c (sopravvalutato, soprattutto se comparato con la L3)

L6: tiro chiave: si attacca la larga fessura, da proteggere con friend grossi. Un passo fisico a metà, poi si raggiunge uno spit, da cui si prosegue a cavallo della fessura su magnifiche scaglie di quarzo. Non difficile ma spettacolare. Raggiunto un pulpito, passo chiave su fessurina cieca traversando leggermente verso dx, superato un gradino si giunge in sosta. 6b

L7: corto tiro: strapiombino fisico, poi facile pochi metri in cresta fino alla sosta finale. 5c

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scrivendo a redazione@gulliver.it
Cartografia:
Kompass - Domodossola o CNS foglio Antigorio
Bibliografia:
Arrampicate sportive e moderne in ossola e valsesia - Versante Sud
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21/10/2018
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