Lose Nere (Punta) o Pointe des Lauses Noires e Punta Autaret da Malciaussia

Lose Nere (Punta) o Pointe des Lauses Noires e Punta Autaret da Malciaussia

Dettagli
Dislivello (m)
1800
Quota partenza (m)
1800
Quota vetta/quota (m)
3370
Esposizione
Sud-Ovest
Grado
EE
Sentiero tipo, n°, segnavia
116 fino al Lago Autaret, poi tracce

Località di partenza Punti d'appoggio

Avvicinamento
Tangenziale Torino uscita a Borgaro, seguire le indicazioni per la valle di Lanzo, poi prendere per Viù, Usseglio, percorrere la valle fino a Margone dove la strada si restringe per gli ultimi 6 chilometri e termina al lago di Malciaussia dove si posteggia.
Note
Ramponi e Piccozza a inizio stagione, il periodo ideale per la salita è tra fine maggio e inizio giugno quando il canalone di salita al colle delle Lose Nere può ancora essere innevato e ricopre la pietraia sottostante.
Descrizione

Dal parcheggio sterrato del Lago di Malciaussia si hanno subito due alternative, che si ricollegheranno tra i loro a circa 2500 m nel vallone di salita ai laghi dell’Autaret.
1. Per il Colle di Spiol (più breve ma con perdita di quota)
Si inizia subito a risalire verso destra il ripido versante erboso soprastante (segnavia 116 su un masso all’inizio del sentiero). Il sentiero risale tutto il pendio con una lunga serie di tornanti fino a raggiungere una spalla erbosa sottostante una fascia rocciosa, dove il sentiero piega a sinistra, supera una cascatella e poi volge nuovamente a destra, con un’altra serie di tornanti si raggiunge l’ampia conca erbosa costellata da pietroni, nota come Pian Sulè 2526 m. Dal Pian Sulè, trascurato un bivio sulla destra (deviazione segnalata per la Punta Sulè e la Punta Lera) si scende leggermente a sinistra tra alcuni grandi pietroni e si risale leggermente nella pietraia, dove un sentiero che taglia verso sinistra la pietraia, con percorso a mezzacosta sotto una fascia rocciosa si raggiunge un dosso erboso, e con una leggera discesa verso sinistra si raggiunge l’ampio Colle di Spiol 2600 m. Dal colle, il sentiero volge prima a sinistra e poi a destra, scendendo una ripida china detritica, tra una fascia rocciosa a destra e una gobba erbosa sulla sinistra per quasi 120 m di dislivello, raggiunto un pianoro erboso, si trascura un sentiero che continua a scendere nel bacino dell’Autaret (è il sentiero dell’altro itinerario di salita)
2. Per il Vallone Costan (più lungo, non consigliabile con neve)
Si prosegue sulla stradina sterrata che costeggia la diga superando le varie baite di Pietramorta; in corrispondenza degli ultimi edifici, dopo un cucuzzolo erboso, si individua un sentiero poco marcato ma segnato da vernice bianco rossa che sale in direzione nord tra due muretti di pietre alzandosi subito di quota. Una volta giunti contro le pareti sovrastanti, inizia un lunghissimo traverso a mezza costa in direzione ovest, con tratti talvolta leggermente aerei ma privi di difficoltà, in assenza di neve.
A 2100 m circa si incontra un bivio non segnalato, ignorare il sentiero di destra che si ricollega con quello proveniente dal Colle di Spiol (è una scorciatoia ma non molto comoda) per continuare sempre a mezza costa, risalendo poi un tratto più ripido in una sorta di canalino, e quindi raggiunto un ripiano con un rudere ci si affaccia sul Vallone Costan, solcato dal torrente emissario dei laghi Autaret. Si scende leggermente nel vallone, seguendo i segnavia che costeggiano il torrente senza attraversarlo, anche se più avanti in corrispondenza di una strettoia è consigliabile passare sulla sponda opposta dove c’è la traccia principale (questo sentiero si collega con il rifugio Tazzetti). Si sale per pascoli fino ad un recente ponte in legno, che permette di riattraversare il torrente per portarsi nell’ampia conca prativa costellata di massi denominata “i Pis”. Seguendo le tacche di vernice e le tracce che un po’ si perdono, si punta verso est sino ad intersecare la traccia proveniente dal Colle di Spiol a 2500 m circa
A questo punto i due percorsi si uniscono, si prosegue salendo in diagonale ascendente tra pendii erbosi e fasce detritiche (a inizio stagione alcuni canaloni potrebbero essere ricoperti da fondi di slavine, utili i ramponi con neve dura). A 2700 m si giunge ad un bivio, nei pressi di un ruscello. Si continua sulla traccia di sinistra per il Colle Autaret, , tralasciando la diramazione di destra (che volendo poi si ricollegherebbe al Lago Superiore ma compiendo un giro molto più lungo) e si continua sul bel sentiero che tocca alcune zone con ammassi di residui di filo spinato. Si supera una costiera rocciosa, tra pietroni e gradoni puntando in direzione della soprastante e ben visibile Punta Costan. Poi il sentiero entra nel valloncello detritico sulla destra, che va risalito, arrivando nei pressi del Lago Occidentale dell’Autaret 2985 m.
Da questo punto è visibile il colle delle Lose Nere (quotato e non nominato in cartina di 3264 m), il colle è posto al centro tra la punta Autaret a sx e la punta Lose Nere a destra. Si costeggia il lago sulla sinistra, tenendosi alti ma senza raggiungere il vicino colle Autaret (visibile la croce). Una volta aggirato il lago si risale l’ampio e faticoso canalone di pietrame e sfasciumi (meglio con neve) sino a toccare il Colle delle Lose Nere; da questo con facile percorso sull’ampio crinale di pietre e rocce rotte (lose) si giunge sul piatto crestone con al termine la Punta Lose Nere 3370 m.
Ritornati al colle, si percorre la facile cresta (nevosa a inizio stagione) in direzione opposta verso la Punta Autaret. Ci si mantiene inizialmente sul crinale con qualche facile roccetta e successivamente il crestone diventa un pendio di detriti, fino alle facili roccette sommitali 3332 m.

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andrea81
26.06.2020

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