300m
Montagna di poca importanza orografica, ma alpinisticamente di rilievo perché con la sua cresta est offre, secondo la guida svizzera del Vallese, « ... une des plus belles varappes de toute cette region ».
In verità questa cresta, che ha un dislivello di 650 m ed un notevole sviluppo (800 m.), offre un itinerario molto interessante, adatto come via di allenamento per salite in roccia più difficili in alla montagna e di per sé meritevole di essere salita perché varia e divertente, grazie anche al fatto di essere costituito di buona roccia, del tipo di quella dell'Andolla anche se un pò lichenosa.
Da non sottovalutare poichè è alquanto lunga ed impegna costantemente.
Accertarsi che il bivacco non sia occupato da troppe persone (ha nove posti ma se si è in più di 4 è difficile installarsi) chiedendo info al Rif. Andolla.
Partendo dal rifugio diventa veramente lunga.
Attacco : L’inizio della cresta è alle spalle del Bivacco Città di Varese m. 2.650
Dislivello: dal bivacco m. 713
Difficoltà: D - passaggi in arrampicata fino al IV+/V-
Tempi: dal bivacco 6/7 h circa, 3 h per la discesa.
Accesso al Bivacco Varese
Dal parcheggio poco oltre Alpe Cheggio, quota 1497 m, si attraversa la diga verso sinistra e si prosegue lungo la sponda occidentale del Lago Alpe dei Cavalli. Alla sua estremità si attraversa il ponte del Gabbio sul torrente Loranco e si continua in piano lungo la riva sinistra orografica.
Si supera l’Alpe Piana Ronchelli a 1578 m (fontana) e si sale fino a un bivio a quota 1715 m, dove si devia a destra sul ripido sentiero che conduce a una terrazza erbosa da cui si vede il rifugio Andolla.
Si prosegue a sinistra: un lungo traverso tra grandi blocchi porta su un sentiero ottimamente segnato che raggiunge il poggio dove sorgono il rifugio Andolla, il vecchio rifugio e l’alpeggio, quota 2081 m (2 ore; fontana).
Si sale subito a monte delle costruzioni, seguendo tracce nell’erba. Il sentiero prosegue tra piccole conche e si attraversa verso sinistra, raggiungendo una balza con ometto a quota 2220 m. Poco oltre si incontra il bivio per il Passo Andolla (via normale al Pizzo Andolla), che sale a destra.
Si continua verso ovest a mezza costa, superando due ruscelli — l’ultimo più marcato — e raggiungendo la baita diroccata dell’Alpe Corone, quota 2360 m, ultima acqua pulita nei mesi caldi.
Si sale sempre verso sinistra, attraversando vari canali e ruscelli che scendono dalle pendici meridionali del Pizzo d’Andolla, e si piega poi verso sud-ovest, senza perdita di quota, in direzione del visibile bivacco.
Si raggiunge un ripiano con un grosso masso presso un bivio: mancano circa 30 minuti al bivacco. Si prende il ramo di destra che sale; poco oltre, sotto un masso, si trova l’ultima possibilità di acqua pulita in caso di scarsa fusione.
Si procede tra la pietraia, si attraversa un canale innevato a inizio stagione, ci si mantiene alti sotto il fianco nord dello sperone est del Pizzo di Loranco e, tra massi e roccette (ultimo passaggio in una fessura su placca), si giunge al bivacco, quota 2650 m (4 ore da Cheggio).
Il bivacco si trova sul filo del ripiano che conclude la cresta est del Pizzo di Loranco (Míttelrúck). Il sentiero dal rifugio al bivacco è generalmente ben segnato, ma presenta difficoltà in caso di nebbia. Il bivacco è visibile già dai pressi del rifugio Andolla, spiccando sopra il salto iniziale della cresta.
Accesso dal versante svizzero
Le cordate provenienti dalla valle di Saas possono raggiungere il bivacco scavalcando il Sonnigpass o Bocchetta di Bottarello a quota 3152 m e scendendo per la ferrata del Lago e poi per tracce nella pietraia fino allo spalto del bivacco, raggiunto con un’ultima risalita attrezzata da catene.
Salita alla vetta dal Bivacco
Dal bivacco si sale lungo la cresta sul lato sud, per cengette erbose e roccette solide, fino a una prima spalla. Si passa quindi sul versante nord e si salgono placche poco inclinate fino alla base, indicata da un ometto, di un evidente diedro/canale sormontato da un muro rossastro strapiombante inciso da piccoli diedri.
Si superano dapprima le placche di sinistra tramite una fessura, poi ci si porta nel centro del diedro/canale. L’uscita avviene su una placca fessurata a sinistra, raggiungendo una selletta.
Si affronta il muretto rossastro sul lato sud-est, aggirando lo spigolo da sinistra a destra ed entrando in un diedrino/camino (un passo di forza, grado IV), dal quale si esce su placche più facili.
Si sale poi leggermente a destra e, successivamente, a sinistra, raggiungendo il filo di cresta per una parete ripida ma facile, fessurata e divertente. Segue un tratto con spuntoni e risalti superabili agevolmente.
In vista di due marcati spuntoni si attraversa su belle cenge del lato sud fino a un diedro, che si sale verso l’intaglio tra gli spuntoni lungo un bel muro fessurato (ottimi appigli, un chiodo). Si prosegue poi sulle facili placche della cresta nord fino al torrione successivo.
Si sale a destra per una fessura, si aggira il torrione portandosi sul versante nord e si sale a destra di un diedro sfruttando una rampa erbosa con fessura, che porta alla base di un camino stretto sormontato da una parete di placche. Fin qui passaggi di terzo grado.
Si sale il diedro/camino con un primo passo di forza in spaccata (IV), poi una placca verticale che porta a una forcelletta. Si continua sull’esposto spigolo per pochi metri, quindi si traversa a destra verso una fessura e per questa si torna allo spigolo (presente un chiodo con piastrina).
Un breve tratto orizzontale conduce a uno spuntone da cui si scende sul lato sud in doppia per 10 metri (cordino su fittone cementato). Durante la doppia ci si mantiene poco sotto lo strapiombo, senza scendere troppo, e si pendola a sinistra verso una cengia/spaccatura orizzontale esposta.
La si attraversa, quindi si risale per cengette erbose e piccoli risalti tornando in cresta, che si percorre con una breve traversata.
Segue un tratto facile fino a un salto di placche: si sale un muretto iniziale solcato da fessure inclinate, poi si traversa a sinistra su una cengia esposta per circa 10 metri fino a un piccolo terrazzino.
In alternativa, si può raggiungere questo punto passando più in basso per una facile cengia erbosa e poi risalendo placche e risalti.
Si prosegue per placche fessurate e risaltini, tendendo verso destra. Dopo un passo aereo ma facile (ottimi appigli, un chiodo), si raggiunge un terrazzino con un chiodo a piastrina e un chiodo vecchio, e si riprende la cresta fino al salto terminale, presso un evidente spigolo.
Si traversa pochi metri a destra nel diedro finale, che va risalito interamente per 30 metri, superando due piccoli strapiombi (un chiodo in alto; passaggio di quinto grado inferiore).
Si raggiunge un terrazzino, poi si continua a destra su cenge ascendenti per circa 30 metri fino a una sosta con chiodo. Si sale per circa 20 metri, tendendo leggermente a sinistra, uscend
o su una cengia terrosa e umida (passaggio delicato). Traversando a sinistra si raggiunge un settore a grossi blocchi, che si superano direttamente uscendo in vetta, tempo 6–7,30 ore dal bivacco.
Variante finale più facile
Dalla base del salto terminale, una variante molto più semplice permette di risparmiare circa un’ora.
Si individua una marcata cengia erbosa verso sinistra, alla base della grande placconata sud-est: seguendola interamente, con due punti esposti, si raggiunge l’intaglio con un gendarme della cresta sud. Da qui, per arrampicata elementare sul versante Saas, si giunge in vetta in 5,30–6 ore dal bivacco.
Questa variante evita la parte finale della cresta, più impegnativa soprattutto con stanchezza accumulata.
Discesa
Per la discesa si segue il versante ovest lungo la cresta sud su blocchi accatastati, raggiungendo il Sonnigpass o Bocchetta di Bottarello, quota 3152 m. Nell’ultimo tratto conviene tenersi più bassi sul versante Saas per evitare lo zoccolo di placche lisce, risalendo poi brevemente al colle sul residuo del nevaio (1 ora dalla vetta).
Si scende quindi sul versante italiano sfruttando scalette e cavi della ferrata del Lago, poi si traversa la pietraia seguendo i bolli che portano allo spalto del rifugio, risalito tramite un tratto attrezzato con catene (2,45 ore dalla vetta).
Sul versante italiano esisteva un tempo una successione di calate attrezzate con chiodi cementati dalle guide svizzere, oggi resa superflua dalla ferrata.
Dal colle è anche possibile scendere facilmente nella valle di Saas al rifugio Almagellerhütte, quota 2894 m.
Nelle vicinanze Mappa
Itinerari
Loranco (Pizzo) o Mittelruck Via Normale dall’Alpe Cheggio
50m
Scona d’Batagg Cresta NO + Punta Turiggia e Passo delle Coronette
50m
Andolla (Pizzo) Cresta SE
50m
Andolla (Pizzo) Cresta Est
50m
Bottarello (Pizzo) cresta Nord-Est dalla Bocchetta del Bottarello (Sonnigpass)
50m
Stellihorn dal Lago di Antrona, traversata per Pizzo Antigine e Pizzo Cingino
4.3Km
Ton (Gemelli Nord e Sud di) e Punta della Forcola dal Lago di Antrona per il dal Passo Forcola
4.3Km
Ton (Pizzo del) Cresta Est
4.3Km
Ciapè (Pizzo) da Schieranco per la Costa del Cavallo
6.1Km
Weissmies da Gondo per la Zwischbergental
7Km