Depretis (Canale) dal Casello Restituzione all’Elvo

Depretis (Canale) dal Casello Restituzione all’Elvo

Dettagli
Quota partenza (m)
192
Quota vetta/quota (m)
175
Esposizione
Varie
Grado
T

Località di partenza Punti d'appoggio

Avvicinamento
Raggiungere la SP42 che collega Santhià con Alice Castello. Dalla SP11, alla rotonda presso Tronzano prendere per Santhià, alla prima rotonda a sinistra per Alice Castello, passare il Naviglio d'Ivrea poi a sinistra fino a vedere la grande centrale.
Note
Una camminata nelle Terre d’Acqua, costeggiando il Canale Depretis nel suo tratto finale, che dal nodo idraulico del Casello Restituzione presso Santhià (dove il Depretis incontra e sussidia il Naviglio d’Ivrea) porta allo sbocco nel torrente Elvo in territorio di Carisio.
E’ un percorso molto lineare, consigliabile anche in bicicletta, facendo attenzione a mantenersi sulla sponda corretta per evitare di perdersi nelle spine e nei rovi delle rive. Peccato che in questo bell’ambiente bucolico i rifiuti abbandonati la facciano da padrone
Descrizione

Seguendo la SP42 si arriva al Casello Restituzione, visibile per la grande centrale idroelettrica ai bordi della strada. Qui Canale Depretis e Naviglio d’Ivrea s’incontrano e le loro correnti si mescolano, poi le rispettive portate vengono nuovamente ripartite. Il Canale Depretis prosegue con andamento NE, mentre il Naviglio d’Ivrea riparte in direzione E e andrà a sussidiare il Canale Cavour al casello delle Naie.
Alla partenza dalla SP42 si può costeggiare il Depretis sia in riva destra che sinistra, la sinistra è consigliata in quanto meno frequentata. Si sottopassa la A26, si incrociano le SP40 per Alice Castello e la SP143 per Biella, e si arriva ad un ponte in mattoni rossi presso la Cascina Palestrina: qui bisogna assolutamente passare in sponda destra altrimenti ci si perde tra pantano e rovi della folta riva sinistra. Proseguendo si incrocia la SP per Salussola, poi si sottopassa la ferrovia e si arriva ad un ponte in cui si scorge a valle un barraggio. Continuare sempre in riva destra (c’è un segnale di strada senza uscita), passare il barraggio lasciandoselo sulla sinistra. La strada diventa adesso una sterrata e si arriva ad incrociare la strada asfaltata per Santhià-Carisio. Il canale adesso curva a sinistra, attraversa la collina (qui il fondo e sponde sono in mattoni pieni ad evitare smottamenti) e sbuca sulla SP52 per Vettignè, presso il cimitero di Carisio. Attraversare la strada, proseguire ancora per alcune centinaia di metri e si arriva allo sbocco nel Torrente Elvo.

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Storico:
Il Canale Depretis viene realizzato nel 1785 ed originariamente denominato “Canale di Cigliano”. Ampliato nel 1858, con aumento della portata fino a 55 m³/s, con decreto del 22 settembre 1887 assume il nome attuale per intitolarlo allo statista Agostino Depretis. La chiavica d’imbocco si trova sulla Dora Baltea in località Villareggia; nel suo percorso dà origine al Canale del Rotto, al Navilletto di Saluggia e di Livorno, presso Santhià incontra e sussidia il Naviglio d‘Ivrea e termina la sua corsa nell’Elvo presso Carisio, anche se in origine il suo corso era previsto arrivare fino al Sesia.
Cartografia:
CTR 15,13, http://www.provincia.vercelli.it/pages/sita/geomorf.htm
Bibliografia:
Il sito dell’Associazione Ovest Sesia: www.ovestsesia.it
brunello-56
02.03.2014
7 anni fa
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