Dain (Piccolo) Genoma

Dain (Piccolo) Genoma

Dettagli
Altitudine (m)
150
Dislivello avvicinamento (m)
100
Sviluppo arrampicata (m)
350
Esposizione
Est
Grado massimo
7a
Difficoltà obbligatoria
6a

Località di partenza Punti d'appoggio
Campeggio ad Arco

Note
Interessante salita con caratteristiche di qualità della roccia e allestimento delle protezioni che la collocano in maniera sfumata tra lo “sportivo” e l’”alpinistico”. Il grado obbligatorio è contenuto e l’unico tratto ad elevata difficoltà e superabile comodamente in A0, coloro i quali lo ha salito in libera ne collocano la difficoltà intorno al 7a.
Descrizione

Accesso:Prendere le indicazioni per Hotel Ciclamino/Crossodromo. Parcheggiare e costeggiare la pista di motocross. Fino ad incontrare sentiero segnato in giallo, oltrepassarlo e seguire quello bollato in rosso. Non attraversare le recinzioni private.

Attacco: Dopo i bolli gialli iniziano le scritte con i nomi delle vie alla base della parete

L1. Scritta in giallo alla base delle parete, muro compatto che conduce a sosta su piccolissima cengia, 6b;
L2. Esile fessura e poi zona con roccia più lavorata fino alla sosta prima del tetto, 6°;
L3. Tetto fessurato con bloccaggi atletici e difficile ristabilimento in uscita, ottima roccia e cordoni generosi agli spits, 7a/A0;
L4. Dopo un primo tratto verticale si entra nella macchia vegetata, 5c/III;
L5. Bel tiro molto caratteristico ed estetico, la chiodatura è rarefatta, utili alcuni BD medi. Si prende una bella fessura che conduce ad un curioso camino parzialmente ostruito da un albero, V+/VI;
L6. Esposta traversata su cengia sassosa e cespugliosa, poi in verticale su piccolo pilastro, II/6a;
L7. Cautela per le protezioni distanti e la roccia un tantino infida nel diedro, 5c/6a;
L8. Bel diedro rossastro con roccia da saggiare preventivamente, ancora protezioni rarefatte, serve tranquillità “alpinistica”, 6a.
L9 e ss. Lunghezze boschive e a risalti. Non percorse.

Discesa. Si è scelto di scendere in doppia come dalla relazioni di Iacopelli, ma risulta molto complicato per la vegetazione che avvinghia le corde. Se si usano due mezze da 60 m. meglio è scendere con una sola (doppia da 30m.) prima della cengia in alto e prima del tetto.

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Bibliografia:
Pareti del Sarca, Diego Filippi, Versante Sud, Milano 2007; Roberto Iacopelli, Climbing Trips, Cierre Edizioni, VR 2003
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01.03.2008

Condizioni

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