Corno Piccolo – I Spalla Stefano Tribioli

Corno Piccolo – I Spalla Stefano Tribioli

Dettagli
Altitudine (m)
2350
Sviluppo arrampicata (m)
215
Esposizione
Sud
Grado massimo
6a+
Difficoltà obbligatoria
6a+

Località di partenza Punti d'appoggio

Avvicinamento
ACCESSO Dalla stazione superiore della funivia (con la funivia stessa oppure a piedi seguendo la Cresta dell'Arapietra), seguendo il sentiero per il rifugio Franchetti, si sale in breve ad una biforcazione. A destra inizia il sentiero Ventricini, che traversa lungamente in piano sotto la parete nord del Corno Piccolo. Lo si percorre fino ad affacciarsi su di un’ampia conca ghiaiosa, di fronte alla parete nord della seconda spalla. Invece di entrarvi, si risale verso sinistra una crestina, poi ripide ghiaie e tracce di sentiero, fino ad entrare nel canale Bonacossa. Lo si risale completamente fino a superare alcuni salti (max 3^, circa 350m) guadagnando infine la forcella Bonacossa che divide il versante nord da quello meridionale. Varcata la forcella, compare la parete sud. Dalla forcella si cammina lungo la cengia, oltrepassando una prima scaglia (Aficionados), fin sotto ad una seconda grande scaglia vagamente triangolare a circa 15m da terra.
Vista la lunghezza dell’avvicinamento, soprattutto in rapporto alla brevità delle vie, può essere consigliabile arrivarvi salendo un itinerario sulla Seconda Spalla.

DISCESA Dalla vetta della Prima Spalla si segue per poche decine di metri la cresta ed appena possibile si piega a nord portandosi nella grande comba ghiaiosa sottostante la vetta e reperire tracce di calpestio sulle ghiaie. Dopo un buon tratto si piega intuitivamente verso sx (faccia a valle) penetrando in una sorta di grande impluvio che prelude al Canalone. Seguirlo superando qualche saltino e riportarsi, in circa un’ora, sul sentiero Ventricini.
Note
Si consiglia vivamente la consultazione di una guida per le relazioni. Portare una serie di friend fino al 3BD (utile anche il 4BD), nut e qualche tricam
Descrizione

L1: placca fino alla scaglia triangolare da risalire sul margine sx
L2: Lama obliqua a sx, sosta in comune con il “ballo della tarantola”
L3: dritti in placca fino ad un chiodo, poi ad un secondo, salire ancora brevemente e poi traversare a sx, sostando alla base di una larga fessura
L4: Risalire la larga fessura fino ad una sosta un poco a dx.
L5: Si esce dalla fessura in placca a dx per riprenderla appena questa ripiega a sx, giungendo in un canale con roccette rotte sotto ad uno strapiombo fessurato
L6: superare lo strapiombo sulla dx per larga fessura rovescia e per terreno più facile portarsi sotto ad una breve strozzatura, superarla e sostare nei pressi della sommità.

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Bibliografia:
Il chiodo fisso, vie di roccia sul Gran Sasso di Piero Ledda, Ed. il Lupo
elena83
10.08.2014
6 anni fa
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