Cian o Tzan (Dome de) Parete SE – Via Bazzi

Cian o Tzan (Dome de) Parete SE – Via Bazzi

Dettagli
Dislivello (m)
250
Quota partenza (m)
1950
Quota vetta/quota (m)
3350
Esposizione
Sud-Est
Grado
D

Località di partenza Punti d'appoggio

Avvicinamento
Da Champtorné (zona impianti sciistici) seguire la poderale e le indicazioni per Col de Fort/Bivacco Rivolta a quota 2.900 (circa 9 km...). Dal colle è già visibile la parete sud-est del Dome e il pilastro della cima sud sul quale si sviluppa la via. Puntare alla base della parete costeggiando il lato nord della punta Cian, a sinistra del colle, valutando in base alle condizioni se rimanere in costa e poi scendere per cenge e terrazzini oppure perdere subito quota (meno di 100 m) e risalire i valloncini detritici e le rocce montonate.
Questa zona a nord del col di Fort è raggiungibile anche dal lato Cignana/rif. Perucca-Vuillermoz.
Note
Via di 250 m con difficoltà complessive di III e passaggi di IV-IV sup. ,da relazione Buscaini. Un paio di singoli passi intorno al 5a. Soste su chiodi (su due o tre punti d'assicurazione) con cordoni ancora in buono stato. Foto con itinerario e soste del gulliveriano Rocco(pro).
Descrizione

Come indicazione generale la via percorre inizialmente la gamba della Y che si nota da distanti a centro parete, per spostarsi poi fino al termine del braccio destro. Da lì superare una brevissima sezione verticale con piccoli strapiombi, portarsi in diagonale a sx su rocce appoggiate e terrose, rientrare a dx e portarsi sotto i camini terminali che si seguono fino ad uscire.

  • L1: la via attacca a meno di una decina di m a dx nella nicchia posta al piede della gamba della Y. Dopo un breve passo non banale (IV) si raggiunge subito un terrazzino (chiodo a terra) e si piega a destra per roccia compatta facendo una curva antioraria per rientrare a sinistra in parete (III e IV).
  • L2-L3: verticalmente (IV e III+) su roccia compatta e discontinua, un chiodo. S3 sotto il tetto della Y.
  • L4: spostamento a dx per contornare la base del tetto su tutta la sua lunghezza (III-IV, 1 chiodo), un passo più delicato (IV sup.-5a, chiodo) poco sotto l’uscita (chiodo).
  • L5: partenza ruvida su rocce aggettanti e spostamento a sx (5a, un cordone legato a un chiodo può aiutare il ristabilimento ostico in partenza), e dritti o leggermente a dx su una sezione verticale e divertente (IV-IV sup, 3-4 chiodi).
  • L6: inizialmente in diagonale a sx su rocce facili (II-III, terra), circa 30 m di corda, ma poi prestare attenzione a un ometto a destra e cercare una zona di roccia (lasciando quindi a sx la parte discontinua e terrosa) simile a un grande camino (III).
  • L7: risalire tenendosi sul lato sx (evitare l’invitante diedro con fessure a dx a meno di non voler poi attraversare un pò scomodamente) (III)
  • L8: subito sopra la sosta su rocce un pò rotte, poi piegando a dx (IV), infine attraversando “in spaccata” a dx per evitare dei detti e portarsi nel camino finale (III). Un paio di chiodi.
  • L 9-L 10: nei camini finali, verticalmente, con possibilità di soste intermedie attrezzate su chiodi (oppure due tiri lunghi), roccia a tratti lichenata ma salda e continua (IV). Sosta finale un paio di m sotto la vetta.

Discesa: a piedi dal ghiacciaio verso sud poi sud ovest e puntare al colle Chavacourt (lungo rientro su pietraie), oppure dal colle a nord della punta Cian (ometti che vi conducono piegando a sx): un canale di sfasciume con pericoli oggettivi ma molto veloce per rientrare in zona attacco.

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Bibliografia:
Guida ai Monti d'Italia. Alpi Pennine II.
rebeccatorche
02.09.2020
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Condizioni

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