Catinaccio Via Normale

Catinaccio Via Normale

Dettagli
Altitudine (m)
2741
Dislivello avvicinamento (m)
700
Sviluppo arrampicata (m)
250
Esposizione
Ovest
Grado massimo
3
Difficoltà obbligatoria
3

Località di partenza Punti d'appoggio
RIF VAJOLET RIF RE ALBERTO RIF PASSO SANTNER

Note
Primi salitori: F. Devouassoud, C. Tucker, T. H. Carson, 31 agosto 1874.
Dislivello: 160 m
Sviluppo: 250 m
Difficoltà: PD max: 3°(3°+ se si effettua la consigliabile variante iniziale
Tempo previsto: 2 – 3 ore.
Roccia: quasi sempre buona o molto buona.
Materiale: cordini, eventualmente qualche dado.corda 60 m
Punti d’appoggio: Rifugio A. Fronza, m 2337, CAI, posti 50, aperto dal 20/6 al 20/9,
tel. 0471 61 20 33; sito internet: www.rifugiofronza.com.
Rifugio Passo Santner, m 2734, privato, posti 8, aperto dal 20/6 al
20/9, tel. 0471 64 22 30.
Rifugio Vajolet, m 2243, CAI, posti 135 (12 nel locale invernale),
aperto dal 20/6 al 20/9, tel. 0462 76 32 92.
Rifugio Preuss, m 2243, privato, posti 8, aperto dal 20/6 al 1/10,
tel. 0462 76 48 47.
Rifugio Re Alberto, m 2621, privato, posti 45, aperto dal 20/6 al
20/9, tel. 0462 76 34 28.
Rifugio Gardeccia, m 1950, privato, posti 44, aperto dal 1/6 al
10/10 e da febbraio a marzo, tel. 0471 76 31 52.
Rifugio Stella Alpina, m 1960, privato, posti 25, aperto dal 1/6 al
30/9, tel. 0462 76 32 70.
Rifugio Catinaccio, m 1948, privato, posti 31, aperto dal 1/6 al
30/9, tel. 0462 76 79 87.
Cartine: Tabacco fogli 06 (Val di Fassa); 029 (Val d’Ega), scala 1:25.000
Descrizione

Avvicinamento:
Il punto di partenza è il Rifugio Passo Santner, m 2741, dove si trova l’omonimo
rifugetto; lo si può raggiungere sia dalla Val di Fassa (Gardeccia; raggiungibile con il bus navetta da Pozza di Fassa; il primo parte alle 7.00 tempo massimo d’attesa 20 min) o dalla Val d’Ega (Rifugio Fronza, raggiungibile in seggiovia da Malga Fromm; prima corsa alle 8,30).
Da Gardeccia al Passo Santner, via Rifugi Vajolet e Re Alberto calcolate ore 1,30; dal Rifugio Fronza per l’elementare ferrata Santner un po’ meno (ore 1 – 1,30). Dal passo basta salire per 10 min. le ghiaie su buon sentiero fino a sbattere sotto la parete del Catinaccio. Da una forcelletta che segna il punto più basso della cresta alla sx della vetta, scende un camino-colatoio, sulla sx del quale si svolge la via, che poi rimonta in cima lungo la facile cresta.

Salita:
1) Il primo tiro è il tratto relativamente più impegnativo. Dall’attacco si scala
direttamente il camino, che in alto si trasforma in canale, superando dopo 5 m unastrozzatura (10 m, 3°), con appigli e appoggi levigati dall’uso. Qualche metro sopra
la strozzatura il camino si allarga e si appoggia, non offrendo più difficoltà fino alla
prima sosta cementata nel fondo del canale (10 m, 2°). 20 m; 2°, 3°; 1AF.
Visto che il camino è così levigato da dare fastidio se si sale in scarponi, si può
scalare una specie di fessura verticale ma con ottimi appigli, subito a sx del camino stesso,(presenti due clessidre) rientrando poi nella spaccatura dopo circa 15 m, sopra il tratto ripido (15 m, 3°+).
2) Si entra nel canale che si risale senza difficoltà fin dove inizia di nuovo ripido (20 m,
1°), dove si esce a sx per facili gradini fino ad una nicchia-ripiano con un anello cementato (5m, 1°, sosta possibile ma inutile). Si prosegue in diagonale a sx per facili rocce, fino
a portarsi sotto ad una bella paretina appoggiata ed articolata, dove in un altro
ripiano vi è un AF che permette una comodissima sosta (20 m, 2°) 45 m; 1°, 2°; 1C, 1AF.
3) Dall’anello si scala direttamente la soprastante paretina appoggiata, tendendo
leggermente a dx, su bellissime rocce, 2ch dopo 15 m fino a ritornare in vista del canale-colatoio che scende dalla forcella di cresta che dobbiamo raggiungere. Poco prima di
arrivarci vi sono 3CF dove si sosta. 25 m; 2°+; 3CF.
4) Si salgono alcuni metri fino a raggiungere il fondo del camino-canale, che si
attraversa verso dx (10 m, 2°), salendo poi verso la forcelletta soprastante per una
placca di ottima roccia molto appoggiata, subito a dx della profonda fessura che
costituisce l’inizio del camino-canale (10 m, 2°, 3°-)1 cl. Alla forcella ottima sosta su AF.
20 m; 2°, 3°-; 1AF. (da qui alla cima 45 min ca)
5) Ora conviene andare in conserva e salire senza via obbligata la soprastante facile cresta,seguendone il filo per facili rocce oppure tenendosi un po’ a sx della stessa (ometti),
continuando per un centinaio di metri (1°, 2°) fino ad una piccola forcelletta sotto un
tratto leggermente più ripido. 100 m; 1°, 2°.
6) Si sale una fessura-diedro appoggiata in diagonale a sx (8 m, 2°) per poi rimontare
una fessura più ripida che porta in cima al tratto ripido di cresta (5 m, 3°-) dove c’è
un AF. In ogni caso dalla fine della fessura-diedro si può anche girare uno
spigoletto sulla sx (2 m, 3°-) oltre il quale si prosegue per terreno facile, sostando
dove più comodo. Questo è l’unico tratto della cresta dove chi non si sente sicuro
può legarsi. 20 m; 2°, 3°-.
7) Si continua lungo la facile cresta con tracce e ometti fino a raggiungere la grande
croce della vetta, sotto la quale vi è il libro delle ascensioni. 50 m, 1°, 0°.

Discesa:
Si effettua lungo la via di salita, con varie possibilità di calarsi in doppia: la prima si trova sula cresta nel tratto in cui è consigliabile legarsi. Le altre calate si effettuano dalla forcella all’interno del canale sfruttando le varie soste della salita o altre facilmente individuabili lungo la dicesa(ore1.30 – 2) fino al Passo Santner, secondo le doppie e secondo se si scende slegati o no).

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Cartografia:
tobacco kompass
rickygraziani
07/08/2017
3 anni fa
12 anni fa
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