Camulà (Bric) da Lerca

Camulà (Bric) da Lerca

Dettagli
Dislivello (m)
625
Quota partenza (m)
190
Quota vetta/quota (m)
815
Esposizione
Sud
Grado
E

Località di partenza Punti d'appoggio

Note
Arrivando con l'autostrada A10, si esce al casello di Arenzano, e si prosegue per circa 2 km in direzione di Savona. Alla fine della discesa, subito dopo un ponte, si svolta a destra (indicazione per Lerca). Raggiunto il paese, si lascia a sinistra la strada principale per Sciarborasca, e si prende una stradina sulla destra, che passa davanti ad una serie di caratteristici garage con la prota di legno.
Si segue la stradina (prestare molta attenzione: stretta e tortuosa) costeggiando prima delle case, poi un campeggio, fino alla cappella di Sant'Anna. Qui si può parcheggiare, oppure proseguire ancora per 6-700 m, superando delle case di recente costruzione, fino ad uno spiazzo nei pressi di un serbatoio dell'acquedotto, ove si può parcheggiare.
Descrizione

Vicino al parcheggio c’è un cartello informativo del Parco del Beigua, alla cui destra parte un sentiero (doppia linea parallela / A rossa in campo bianco) che si inerpica ripido per una decina di minuti, fino a raggiungere una mulattiera che risale con debole pendenza. La si segue per qualche minuto, fino ad un bivio; si segue a sinistra l’indicazione “A rossa in campo bianco”, risalendo ancora fino ad una strada.
La si segue per una ventina di metri a destra, poi si piega a sinistra e si riprende il sentiero, passando sotto dei tralicci dell’alta tensione. Il sentiero risale a mezza costa verso nord-ovest per lungo tratto, con pendenza prima sensibile, poi quasi nulla. Si aggira il fianco del Bric Camulà, con un percorso ove il sentiero è costituito da spessi muraglioni in pietrame a secco, fino ad un cartello che indica, sulla destra, il ripido sentierino che porta alla vetta.
Lasciato il sentiero principale, si risale questo sentierino, seguendo i numerosi ometti di pietra; alternando tratti in ripida salita a traversi su pietraia, il sentiero raggiunge in circa 15′ le due croci di vetta.
NOTA: il sentierino di accesso alla vetta ha diversi tratti ripidi, con fondo cattivo o in pietraia; non è niente di trascendentale, ma non va assolutamente sottovalutato, soprattutto con terreno bagnato. Le roccette subito sotto la vetta offrono invece un bel terreno di gioco per chi volesse sgranchirsi con un po’ di facile arrampicata (anche qui, prudenza).
Il rientro avviene per la stessa via di salita.
La salita alla vetta può essere abbinata alla normale al monte Rama.

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