Bruncu Nieddu – S’Iscultone

Bruncu Nieddu – S’Iscultone

Dettagli
Altitudine (m)
800
Dislivello avvicinamento (m)
300
Sviluppo arrampicata (m)
250
Esposizione
Ovest
Grado massimo
6c
Difficoltà obbligatoria
6b

Località di partenza Punti d'appoggio

Note
S'Iscultone è il Basilisco, prodigioso serpente della mitologia popolare, malefico e potentissimo. In alcuni punti non potremo non pensare alle più note serpi sfuggenti delle alpi. La via richiede un discreto impegno alpinistico: di norma ben proteggibile richiede comunque l'abitudine a piazzare le protezioni su una scalata fisica e sostenuta. Nella prima parte della salita sono ben pochi i chiodi in loco; più frequenti nella seconda parte, non sono sempre tuttavia del tutto rassicuranti. Per una ripetizione si consigliano due corde, un set di friend (fino al 3BD) e volendo nuts. Le soste sono tutte ottimamente attrezzate con due fix, cordoni e maillon. Discesa in doppia sulla linea di salita (frazionabile in diversi modi, noi abbiamo saltato la prima e la terza sosta). I gradi proposti in scala fancese tengono in considerazione ovviamente anche la continuità delle difficoltà.
Avvicinamento
Dalla fontana Iscandula seguire la sterrata fino ad una curva a gomito, seguire in ripida salita fino ad un quadrivio. Prendere la traccia di sx e procedere fino a che la sterrata diventa ripido sentiero scosceso incontrando i primi bolli rossi e bianchi, raggiungere una grande pietraia e risalirla (a sx si stacca la traccia per le vie Prcek e Ghinavu; proseguire sempre seguendo i bolli costeggiando uno zoccolo molto ripido e per terreno accidentato e ripide pietraie giungere al cospetto della parete sx del Bruncu Nieddu, dove salgono le vie Kundun et cetera. L’avvallamento evidente che si intravede alla loro destra non è la forcella S’agrone mannu; abbandonare il sentiero segnato con segnavia bianchi e rossi diretto al settore sx in corrispondenza di una fettuccia in plastica bianca e rossa su un albero e traversare in quota fino ad una ripida e scoscesa pietraia che si attraversa in lieve discesa, incontrando rari ometti e un cordino segnavia su albero; costeggiando poi le pareti, sempre per terreno ripido ed accidentato, si giunge alla base del settore destro del Bruncu Nieddu. No potho attacca in corrispondenza di una grossa quercia (nome giallo alla base), alcune decine di metri a dx nome giallo ed evidente diedro di S’Iscultone; a sx di no potho fessura con chiodo della via Amore Incondizionato. Stimare circa 1,15/1,30. Al ritorno abbiamo seguito un sentiero alternativo e sicuramente più breve per raggiungere questa porzione di parete: spostarsi verso dx faccia a monte verso la forcella S'Agrone Mannu fino a reperire una traccia con segni bianco rossi che si segue in discesa; quando si incrocia una traccia in quota andare a dx (faccia a valle) e poi seguendo segni (vecchi e nuovi e ometti) perdere quota fino a raggiungere (numerosi bivi) il quadrivio alla stessa quota di Pedra e Littu. Volendolo seguire in salita individuare il segno sentiero 1A e salire ingnorando le sterrate che si diramano in alcun casi verso DX. Una volta raggiungi i segni bianco rossi seguirli.
Descrizione

L1 attaccare in corrispondenza della scritta; salire un pilastrino (eventuali friends) e traversare per rampa ascendente verso destra in direzione di un chiodo, proseguire la rampa incontrando un secondo chiodo e attraversare da ultimo a sx alla sosta (due fix non collegati e maillon) 25m 5a L2 dalla sosta traversare coi piedi su cengetta erbosa per qualche metro fino all’evidentissima fessura, superarla con passaggi atletici e piedi poco evidenti fino a una sezione meno sostenuta, traversare a destra seguendo l’andamento della fessura, superare un piccolo ribaltamento (chiodo) e proseguire prestando massima attenzione a erba e roccia dubbia negli ultimi metri che precedono la sosta su due fix, cordone e maillon 30m 6b L3 salire il diedro a sx della sosta, raggiunta una zona vegetata spostarsi a sx (un chiodo sul pilastro a sx, allungarlo parecchio) e tornare poi a dx nel diedro principale fino alla sosta 25m 5b L4 nel fondo del diedro mirando ad un chiodo, spostarsi poi in placca (chiodo, eventuale clessidra) con passaggi sostenuti e rientrare nel diedro principale, verticale ma ben appigliato fino alla sosta al cospetto della placconata superiore su due fix, maillon e cordoni 25m 6b L5 dalla sosta seguire una fessura infestata di erba mirando ad un cordone su albero, ad un chiodo arancione traversare a dx mirando a dei chiodi in una zona strapiombante giallastra (un cordone su pianta sciolto, prestare attenzione) e superare lo strapiombetto con passo secco per prendere una pianta con cordone (il chiodo che protegge il passo chiave fa molta leva, sarebbe preferibile strozzarci un cordino), infine per fessura sostenuta alla sosta su piccolo ripiano 30m 6b/c L6 appena a destra della sosta a prendere una fessura discontinua molto bella che con passaggi tecnici porta alla sosta quasi al termine della placconata (molti chiodi e clessidre) 25m 6c L7 seguire la prosecuzione della fessura e poi per terreno con difficoltà decrescenti alla sosta. 25m 5b

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enricotom
12/07/2021
5 mesi fa
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