Balacorda (Bric) – Mastro Lindo…Ruffiano Protesico

Balacorda (Bric) – Mastro Lindo…Ruffiano Protesico

Dettagli
Altitudine (m)
2228
Dislivello avvicinamento (m)
400
Sviluppo arrampicata (m)
170
Esposizione
Sud-Est
Grado massimo
6a+
Difficoltà obbligatoria
6a+

Località di partenza Punti d'appoggio

Avvicinamento
Da Dronero, direzione Val Maira. Arrivati a ponte Marmora, girare a sinistra per la strada che porta a Canosio-Marmora. Si parcheggia l’auto nella frazione Preit di Canosio. A piedi ci si dirige verso le case più in alto a destra del paese (salendo) , si passa sotto un caratteristico arco di pietra e si arriva fuori dalla borgata, su un prato. Reperire piccole tacche di vernice rossa e ometti. Seguirli, zizzagando, sino ad una piccola pietraia. Dalla pietraia puntare alla base della parete, sempre seguendo tacche e ometti. Si arriva sotto la parte sinistra della parete, a una ventina di metri dalla stessa, quattro grandi larici segnano una traccia di sentiero che porta alla spalla più bassa della parete e all’inizio della via. (circa 1h di avvicinamento). Targhetta alla base della via.
Note
Portarsi almeno 3 o 4 lungoni. Friend e nut….. possono tenere compagnia….nulla di più!
Descrizione
  • 1° tiro – si parte su muretto/diedro articolato, si sale uno spigolo sulla sinistra, per alcuni metri e poi si passa sul lato destro su una paretina articolata che porta a uno spiano. Da lì puntare all’unico alberello; sosta piazzata sul lato sinistro di un grande masso (50m, mettere ”lungoni” sul cambio spigolo. Difficoltà 5c). Sosta non attrezzata per la calata.
    Trasferimento di 30 metri (corda fissa ) sino alla base di un muro.
  • 2° tiro – muro tecnico, si parte dritti e si devia a destra, sosta in una comoda nicchia (25 m, difficoltà 6a+ ). Sosta attrezzata per la calata.
  • 3° tiro – si parte su un breve muretto con una bella fessura, terminata si va su una placca che porta sotto un breve tetto. Superare il tetto (occhio alla roccia‼), prima dritti e poi andando a destra, superare il filo dello spigolo, e allungarsi, sino a raggiungere la sosta . Difficoltà nel recuperare la corda perché gira l’angolo dello spigolo. (35 m, difficoltà 6a+ con alcuni passi sul tetto di 6b/A0). Sosta attrezzata.
  • 4° tiro – partenza su muro tecnico e poi superamento di una breve e poco pronunciata “pancia” che porta alla sosta posta poco più in alto (30 m, difficoltà 6a ). Sosta attrezzata per la calata (calata dell’aragosta!).
  • 5° tiro – nuovo muretto appoggiato all’inizio, si supera un breve diedrino e ci si porta sulla parte destra. Si sale per una serie di brevi e articolati muretti, sino ad arrivare sotto una nicchia, superarla a destra, raggiungendo una diversa e bella porzione di roccia molto articolata a tacche verticali ed orizzontali. Alcuni metri e si arriva in sosta. ( 40 m, 5c/6a)

 

Discesa: da sosta 5 a sosta 4, da sosta 4 a sosta 2 (si salta sosta 3), da sosta 2 a terra alla base del muretto. Da li, seguendo la corda fissa, si aggira la parete e si scende in un canale aperto, sino alla base di una traccia di sentiero, faccia a valle, girare sulla destra e raggiungere la base della via.

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Storico:
Piccola via fatta per tenere fede una promessa e per togliersi qualche sassolino!
Di solito i nomi delle vie in montagna ricordano l’amico scomparso, la fidanzata ufficiale (o quella carbonara!), la figlia appena nata, oppure un particolare della parete o del socio che ha arrampicato insieme a te…Tutto vero, se non fosse che questa volta, con buona pace dei benpensanti e dei moralisti, la via è dedicata a un fottutissimo, grandissimo, incommensurabile… stronzo!!
Perché in montagna trovi anche quelli, perché non è vero che gli alpinisti sono tutte brave persone, che la montagna migliora l’essere umano…ci sono anche gli opportunisti e gli ipocriti, gli affabulatori da serate CAI, i millantatori di ascese mai compiute, gli esibizionisti da salotto. Pertanto una via dedicata ai collezionisti di patacche, ai demagoghi che sputano sentenze senza guardare a casa loro, ai dispensatori di consigli inopportuni che parlano senza conoscere… e soprattutto a coloro che ci rubano i sogni…si è questa la cosa più grave, quella che non dobbiamo mai permettergli di fare: rubare i nostri sogni… i nostri progetti, la nostra voglia di vivere!
Perciò che anche costoro abbiano una via a loro dedicata e che percorrendola si possa sorridere di loro… perché solo ridicolizzandoli, solo sbeffeggiandoli, possiamo augurarci che la genesi si estingua o che, almeno, espiino il giusto.
gpp
13.09.2020
2 settimane fa

Condizioni

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