Blanchen (Gran Becca) da Chamen per il vallone della Sassa

Blanchen (Gran Becca) da Chamen per il vallone della Sassa

Dettagli
Dislivello (m)
1970
Quota partenza (m)
1710
Quota vetta/quota (m)
3680
Esposizione
Varie
Grado
PD

Località di partenza Punti d'appoggio
Bivacco Stefano Ceresa o della Sassa 2973 m

Note
Gita bellissima in ambiente selvaggio ed isolato. Fare molta attenzione all'instabilità delle rocce nella parte alta, l'ultima parte in assenza di neve presenta rocce molto rotte faticose da salire, senza traccia e molto instabili. Gli ultimi 50 mt sotto il colle si raddrizzano aumentando notevolmente i pericoli oggettivi dato che i massi accatastati sono anche di notevoli dimensioni. La parete sotto la cima può scaricare. La cresta, da affrontare sul lato Otemma (segni di ramponate) è esposta e con molti massi instabili, attenzione quindi a dove si mettono mani e piedi, la corda. Nel complesso una montagna estremamente pericolosa, in compenso ottimo panorama dalla vetta sul Glacier d'Otemma e sulle grandi vette circostanti.
Descrizione

Dal parcheggio di Chamen si segue la strada sterrata che con vari tornanti porta a Grand Chamen(2018), si prosegue lungo il fondovalle e, oltrepassate le baite di La Crotta(2211)ci si tiene sul lato DX orografico e si imbocca in direzione NE lo stretto vallone della Sassa. Da qui l’itinerario è evidente e ben segnalato con tacche gialle,si segue quindi per intero la selvaggia e superba valle fino al suo termine.Giunti sul ripiano a circa 2700m (in alto a sx si vede il Bivacco della Sassa) si supera il secondo risalto sulla sx(traverso su barre). Si arriva al colle dalla Sassa (3259m) da dove con decisa svolta a sx si affronta l’ultimo ripido pendio che conduce al colletto della cresta che separa la Gran Becca Blanchen dalla Piccola (3550m circa).
Si prende ora verso dx la cresta che non presenta difficolta’ particolari, ma ovviamente puo` variare la sua difficolta` in base alle condizioni. Nel primo tratto si segue il filo o il versante italiano, quindi si passa su quello svizzero sfruttando una serie di cenge e rampe. Sono in ogni caso utili 2 o 3 fettucce. Si raggiunge la vetta tradizionale, punto d’incontro della creste SO, SE e N (segnale di pietre) poco più bassa del vero punto culminante, un torrione arrotondato ben individuato distante una settantina di metri più a Nord sulla cresta verso la Sengla (meno panoramico e più complesso di raggiungere).

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Cartografia:
IGM n.5
Bibliografia:
Alpi Pennine II CAI TCI (1970)
natalie
31.03.2019
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Tracce (2)

Condizioni

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