Bissort (Dente della) via Fava

Bissort (Dente della) via Fava

Dettagli
Altitudine (m)
2800
Dislivello avvicinamento (m)
1080
Sviluppo arrampicata (m)
180
Esposizione
Est
Grado massimo
5a
Difficoltà obbligatoria
4

Località di partenza Punti d'appoggio
rif. I Re Magi, rif. III Alpini.

Note
Via classica aperta da Guido Antoldi, Paolo Fava, Oreste Palumbo il 21 Luglio 1929. I francesi chiamano questa vetta ‘Cheval Blanc’ e la via ‘Voie Lanfrey’. La via è chiodata a spit distanziati 10 mt max e ravvicinati nei passi difficili. Max 4 spit per tiro e qualche chiodo. Soste comode a 2 spit + cordone. Qualche protezione veloce può essere utile. Scarponi utili per l’avvicinamento e la discesa. Caschetto obbligatorio visti in vari massi instabili sulle cenge. Non attaccare la via se presente un’altra cordata, se cadono delle pietre finiscono all’interno del diedro.
Descrizione

Avvicinamento: Dai rifugi della valle Stretta si sale al piano della Fonderia.Si attraversa il torrente verso destra prendendo il sentiero che sale al refuge du Thabor. Dopo circa 30 mi dal piano della fonderia si attraversa un lungo pianoro che costeggia l’imponente bastionata dei Serous. Sulla sinisatra scenono due torrenti. Si sale la traccia di sentiero che costeggia il torrente di sinistra; quando il sentiero gira a sinistra in direzione del lago di Peyron (2350 mt) si abbandonano le tracce proseguendo verso destra su prati e pendii pietrosi. Appena individuato il dente della Bissort si sale verso una selletta antistante (2800 mt). Da quest’ultima, per un pendio detritico, si sale sul canalino che costeggia il dente sulla sinistra. L’attacco della via è alla sinistra di una fessura all’imbocco del canalone, alla base è presente una scritta verde ‘voie Lanfrey’. La roccia è una solida quarzita. 3h30min dai rifugi.

L1: 40 mt, si sale a sx della fessura (4c poi 3c) e poi per essa arrivando alla sosta, 4 spit;
L2: 40 mt, a dx per un muretto verticale (4b poi 3c) poi verso dx arrivando alla base del diedro;
L3: 40 mt, sul diedro (3c), 3 spit, sosta comoda su cengia;
L4: 40 mt, sempre sul diedro verso un friend incastrato(3c), 3 spit e sosta sulla selletta:
L5: 40 mt, si traversa per 5 mt a sx della sosta, superando un tettino fessurato(5a), poi per fessura e placche uscendo a sx(4c); (questo tiro è stato raddrizzato, la via originale saliva a dx della sosta per un diedrino e ritornava a sx traversando verso la fessura);
L6: breve tiro che esce in vetta (3a);

Discesa: è la parte più alpinistica,del percorso. Dalla vetta si segue la cresta verso Ovest raggiungendo una sosta a spit su una cengia alla fine della cresta, si scende per 50 mt in direzione sud, completamente a sx verso il colletto del dente, ( non scendere assolutamente dove è più ripido). Arrivati ad una cengia ci si cala per 30 mt fino al colletto, e poi un’altra doppia da 30 mt scende nella parte più ripida del canalino. Poi brevemente per il canalino ripido si ritorna all’attacco della via. Se ad inizio stagione è ancora presente neve, ramponi indispensabili per la discesa.

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Bibliografia:
Val di Susa e Val Chisone di Giulio Berutto; Alpi Cozie Settentrionali Cai-Tci
giob
24.06.2020
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