Asquasciati (Cima) dal Monte Clapier per la cresta NO

Asquasciati (Cima) dal Monte Clapier per la cresta NO

Dettagli
Dislivello (m)
2200
Quota partenza (m)
1210
Quota vetta/quota (m)
3034
Esposizione
Varie
Grado
PD+

Località di partenza Punti d'appoggio
Rif. Pagarì

Note
La Cima Asquasciati è un torrione ben individuato della frastagliata cresta SE del M. Clapier. Nominato e quotato sulle carte IGC italiane e IGM francesi è di fatto il vero "tremila" più meridionale delle Alpi. La salita a questa cima, tutt'altro che banale e con difficoltà alpinistiche (tratti di III e molta esposizione) è molto breve in rapporto al lunghissimo avvicinamento e può essere abbinata a quella, facile ed escursionistica, del vicinissimo Clapier.
La cima è quotata 3034 m sulle carte IGC e, più realisticamente, m 3013 sulla carta CTR. In cima grande ometto di pietre e libro delle firme.
Descrizione

Da San Giacomo salire al Passo del Pagarì e seguire il percorso per la via normale al Monte Clapier. Giunti ad un centinaio di metri dalla vetta del Clapier, a quota 3000 m circa, lasciarla a sx e tagliare a mezzacosta la pietraia fino a raggiungere la cresta SE inizialmente ancora costituita di sfasciumi. Raggiunto un salto roccioso verticale, imboccare una stretta cengia orizzontale una decina di metri sul lato meridionale, decisamente esposta, che riporta sul filo sotto il salto, ad un colletto a sx di un gendarme affilato. Scendere per una decina di metri un canalino roccioso sul versante opposto (NO), quindi tagliare orizzontalmente verso sx, a monte di lisce placche terminanti poco sotto con un salto nel vuoto, sfruttando un’esile cengia. Si traversa così il gendarme raggiungendone il filo opposto. Si scende sullo spigolo (2 m, III, molto esposto) e si tocca un secondo colletto. Si attacca ora il gendarme successivo appena a sx del filo sfruttando un facile camino, si scavalcano gli ultimi metri sul versante settentrionale (II, esposto) e si scende al colletto successivo (delicato, lame di roccia poco solide). Si attacca ora la crestina finale, di roccia solida, che forma inizialmente uno spigolo arrotondato ma un po’ liscio che si supera (6 m, III). Si raggiunge così un terrazzo alla base del salto finale che si può vincere sulla sx del filo per un muretto piuttosto ripido (2 m, III) oppure piegando leggermente sul versante NO, scendendo qualche passo e sfruttando un caminetto e una breve paretina più articolata e abbattuta (II, sempre molto esposto).
Discesa: si scende, con estrema cautela, la paretina rivolta a nord e il successivo caminetto. Si prosegue ancora per 3 m nel prosieguo del camino fino a incrociare una stretta cengia, in parte erbosa, che riporta al colletto fra il secondo torrione e la cima. Da qui si segue il percorso dell’andata.

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Storico:
Bartolomeo Asquasciati è stato un alpinista ligure, morto nel 1933.
Cartografia:
Fraternali 1:25.000 Alpi Marittime
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