cuccimaira


Le mie gite su gulliver

Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
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Fatto giro un pò diverso ma inserisco qui siccome la zona si presta a molte varianti tutte vicine tra loro.
Partito dal grande parcheggio sulla curva dove arriva il sentiero del Vallon de Paganin (520 m) sono risalito tutto su asfalto fino al Lago delle Mesches nel vallone di Casterino 1380 m dove parte il bel sentiero a mezzacosta che ritorna indietro e, toccando le graziose grange Cioto prima e Gauron poi arriva al monte Bonsapel 1343 m molto panoramico sulla catena Marguareis-Saccarello-Marta. Tenere presente che questo tratto dopo la balise 236 comporta una discesa e quindi una perdita di dislivello di almeno 100 m. La discesa successiva su Granile prima e Bergue superiore poi è molto conosciuta in zona e rappresenta la parte più tecnica del mio itinerario, soprattutto il tratto Granile-Bergue è molto tecnico con tornantini e tratti rocciosi e un breve tratto su roccia che mi ha dato filo da torcere per superarlo in sella...
Giunto a Bergue sup. per strada prima asfaltata poi sterrata sono risalito a Bergue Inf (che è più in alto!!) e poi nel Vallon de la Céva fino a poco oltre le Grange d'Amatte, come da relazione, in corrispondenza della balise 215 dove si smette di pedalare e, a spinta o in portage, si risale fino al Col de Tate 1450 m. In questo tratto, rispetto la scorsa volta, un mini escavatore ha creato un tracciato trattorabile a tratti molto ripido che continua oltre il colle e pare giunga fino a un ripiano sotto la Cime de la Nauque in località Bas Coulettas dove ho visto un prefabbricato. Dal colle de Tate sono ancora risalito fino in cima alla vicina Cime de Corvo 1525 m molto panoramica e quindi consigliata, bella anche da scendere in bici. La discesa l'ho effettuata sulla diretta su Bergue Inf passando dalle dirute Granges de l'Ubac, alla balise 213 ho preso a sin arrivando direttamente (l'ultimo tratto con qualche difficoltà perchè ho perso il sentiero)sulla asfaltata nei pressi del ponte. Si tratta di una bella discesa tutta nel bosco, oggi con tante foglie, ricca di tornanti mai difficile direi un BC/BC+. Dalla strada subito a sin si risale brevemente in direzione di una grande stalla (Balise 211) fino a intercettare il sentiero che scende dal pas de la Tranchée che permette di arrivare a Bergue sup senza percorrere l'asfalto (anche qui a un certo punto ho perso il sentiero poco marcato ma che ho poi ritrovato poco più in alto, zona con parecchia vegetazione arbustiva). Da Bergue sup. entrando dentro il paese si prende il sentiero che con bel percorso discretamente tecnico e ripida scalinata finale conduce direttamente all'auto. Oggi bel tepore al sole ma parecchio freddo nelle zone in ombra, qui l'effetto favonico del fohen non si è fatto sentire..Qualche chiazza di neve non fastidiosa nel traverso tra les mesches e grange cioto. Dislivello totale circa 1700 m.
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
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Oggi sulle orme di Pierriccardo....ridimensionando un pò il giro!! Partito nelle vicinanze della condotta forzata dell'Enel dopo borgata Fedio di Demonte (948m, diramazione verso destra dalla strada per San Giacomo) ho seguito il percorso dell'Ippovia che attraverso stradine e sentieri toccando le frazioni Salerin, Vanet e Case Ronvello conduce sulla sterrata del Colle dell'Ortiga a quota 1074 m che si segue appunto fino al citato colle con lungo percorso immerso nelle faggete e nelle abetine. Solo al Colle dell'Ortiga 1774 m si esce dal bosco e si può godere del bel panorama sulla pianura e le cime circostanti. Fino qua poca neve, giusto nelle ultime rampette non coperte dal bosco, poi si incontra un breve tratto innevato dall'Ortiga alla quota 1837 prima di Rocca Radevil (molto caratteristica e aguzza, molto affollata di escursionisti) da qui dopo una rampetta da fare a piedi comincia un lungo traverso quasi interamente pedalabile che finisce però contro una pietraia sotto Rocca Pergo Piccola, bici a spalle e via a seguire gli ometti che indicano bene la via, finita la pietraia il sentierino si perde un pò ma occorre stare alti sotto le paretine rocciose dopo le quale si ritrova l'evidente sentiero che sempre in traverso porta prima al colle e poi in Cima al Monte Prat Pian 2197 m, quest'ultimo pezzo di cresta di nuovo nella neve (comunque sempre poca che non crea problemi).
In discesa,invece, siccome il tratto di sentiero/traccia che oltre il vicinissimo passo della Magnana 2191 m (nessun cartello) scende sulla dorsale e poi verso Gias del Saut era bianco di neve ho preferito continuare sulla dorsale verso il Monte Grum ( la cui parte alta oggi non era in condizioni per la bike..)oltrepassando la zona innevata per poi scendere a sinistra per prati puntando al vallone principale che scende dal Grum decisamente più pulito. Ancora un pò di neve nel sentiero a mezzacosta tra il Gias del Saut e il colletto sotto Rocca la Croce 1878 m (in alcuni tratti decisamente pietroso ma bello)poi "campa giù" su belle pendenze fino a Trinità.
Per fortuna le condizioni rispetto il 2007 sono cambiate e la discesa si presenta oggi quasi tutta percorribile in sella nonostante non manchino le difficoltà in parte dovuto al ripristino del sentiero dopo che grosse valanghe lo avevano cancellato nella sua parte medio-bassa. Il sentiero almeno in questa stagione è stato sempre abbastanza evidente ma non vi sono indicazioni neanche al colletto di partenza, solo rade e scolorite tacche rosse ogni tanto. La parte alta è più scorrevole con bel percorso sinuoso e ampi tornanti, alcune guglie calcaree fanno capolino ogni tanto tra i radi faggi poi la storia cambia, il percorso si fa tortuoso con un fondo molto smosso (non solo di pietre ma soprattutto di terra) dovuto al ribaltamento della teppa durante i lavori di ripristino del sentiero nella zona valanghiva, non mancano bei passaggi tecnici su rocce/roccette, curve da affrontare in nose, due/tre brevi passaggi tra l'NC e l'EC (una piccola scalinata in pietra bella dritta e un gradone su roccia che si riesce a superare stando bassi sulla sin.... poi finale di nuovo più tranquillo..insomma una bella discesa!
La parte più brutta rimangono quei tre km di asfalto per tornare alla macchina, ma a parte lo sterratone sul versante opposto non ho trovato alternative, comunque sempre meglio che fare asfalto fino a Gaiola!! Ciao Pier!

Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
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Altro bell'anello molto panoramico e di ampio respiro, salito e sceso in traversata anche il M.Birrone. La salita è molto regolare e veloce senza strappi, risalita al monte un pò a spinta un pò in portage. Discesa sul versante opposto lungo la bella cresta est che in un breve tratto, subito prima della caratteristica statua, presenta un bel tratto OC su roccette e gradoni di soddisfazione, poi fino al colle della Ciabra il sentiero si presenta per lo più scorrevole con brevi facili tratti rocciosi.
A seguire dopo il colle vi è un lungo tratto molto pietroso che, seppur privo di difficoltà, richiede maggiore attenzione. Interessante anche la parte bassa che permette di scoprire belle frazioni e una ristrutturata chiesetta in bella posizione, attenzione ai vari bivi di prendere sempre la via giusta se volete arrivare a San Damiano Macra su sentiero.
I tornanti sterrati prima di giungere a borgata Roi possono essere evitati da un sentiero posto poco più in basso a sin ben visibile appena si giunge sullo sterrato. Percorso tutto pulito sia in salita che in discesa.
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
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Anello veramente delizioso, al pari del più conosciuto P64 su Pirone forse un goccio meno di "ambiente"!
Oggi giornata sempre decisamente anomala per le temperature miti, ottima per la mtb. Bellissimo il percorso sul sentiero balcone per raggiungere la sterrata del Vallone dell'Arma e qui consiglio, quando inizia l'unica seria breve discesa prima della località Rifodon, di posizionare la bike in modalità discesa perchè in rapida successione vi sono due bei tratti tecnici che diversamente sarebbero difficili da superare, si tratta di due tornanti soprattutto il primo molto chiuso dove il nose è d'obbligo e subito dopo dello svalicamento di una piccola roccia in posto seguita da un lieve risalto che però non si vede subito...sono piccole/grandi soddisfazioni....da fare a sella bassa!!!
La discesa dal P64 b è bellissima, per lo più scorrevole, i tratti difficili alla fine non sono molti ma di livello superiore all'altra discesa su Pirone, senz'altro da provare.
Oggi ho trovato neve sul versante nord della salita dai 1500 m in su, quindi salita sulla strada in modalità spintage, all'inizio senza problemi su neve dura gli ultimi 100 m di dsl molto faticosi su neve sfondosa...consigliate calze di ricambio!!
Discesa tutta pulita. Un grazie per l'idea a Bobo & C. Buon anno a tutti.
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
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Si tratta di un bellissimo anello in un angolo sperduto a due passi dai grandi centri urbani e a giudicare dalla quantità di camosci visti direi anche poco frequentato. Ho fatto qualche variante alla descrizione per avere e dare qualche informazione in più,
Salita come da relazione fino a circa metà sentiero dove una palina con freccia aggiunta giustamente a matita indica verso sin il Passo del Van. In breve (portage) con percorso ripido nella faggeta si giunge al Passo Prato della Colla. Da qui ho cercato invano il sentiero per il passo del Van ingannato dalla cartina Fraternali che indica il sentiero risalire il crestone (direzione del grande traliccio sopra le rupi)e poi traversare alto verso destra. Gira e rigira tornando indietro trovo il sentierino ben più in basso segnalato da tacche rosse che traversa verso la bastionata calcarea del Van oltrepassandola nel suo punto più basso per poi salire deciso all'omonimo passo (che è quotato 1761 e non 1816, altro errore della cartina...).Questo tratto l'ho affrontato a piedi perchè non è purtroppo ciclabile se non per brevissimi tratti che a mio avviso non giustificano il suo utilizzo. La prima parte sotto il colle è ripidissima e per lo più su sfasciumi, il traverso molto discontinuo con saliscendi e non si tratta di un vero sentiero ma di una traccia. Dal Passo Prato della colla è molto difficile individuarlo perchè all'inizio vi è solo una ripida distesa prativa e non vi sono segnali, occorre traversare in leggera salita finchè non si entra tra le piante e prima o poi si scorgono le tacche rosse.
Dal Passo P.della Colla per raggiungere il passo di Costabella ho seguito il sentiero che contorna la punta Balmarossa nel suo lato sud: il primo tratto fino ai tre tralicci in serie (che occorre tenere come riferimento) è abbastanza ostico e problematico (inizialmente occorre scendere lato Entracque,assolutamente N.C.) in alcuni punti anche a piedi si fatica, non vi è sentiero e quasi neanche tracce, ogni tanto si scorge una tacca rossa sui radi alberi ma occorre fare ben attenzione, arrivati al traliccio più basso dei tre si può salire in sella perchè comincia un sentiero inizialmente largo e in piano poi più stretto che con bel single trek porta con prevalenza di traversi e qualche tratto tecnico roccioso all'ultima selletta di fronte al passo di Costabella dove scompare di nuovo : qui conviene salire brevemente alla propria destra e raggiungere il sentierino di cresta che dalla punta di Balmarossa scende ciclabile al Passo sopra citato.
Considerazioni: se vi interessa solo la parte ciclistica fate il giro come qui descritto, se vi interessa anche il lato paesaggistico la salita al Passo del Van si trova in un ambiente veramente selvaggio, nella parte finale si è accerchiati da pareti calcaree imponenti e anche una serie di archi scavati nella roccia.
Il resto della discesa molto bello come da descrizione, il tratto più alto presenta passaggi tecnici di tutto rispetto che se superati in sella oltrepassano l'OC anche a causa dell'esposizione, oltre al tratto roccioso bellissimo subito dopo Punta Giaime vi sono alcuni metri belli tosti e ripidi ancora in cresta poi due /tre tornantini da effettuare in nose di cui uno su roccia abbastanza complicato perchè si nota all'ultimo, anche i traversi sovente in contropendenza non sono da sottovalutare perchè si nascondono insidie (rami, piccole frane, tratti rocciosi) che possono fare saltare di sotto!!(come mi è successo....).Dal colletto Lausa in giù puro relax e tornanti a gogò, molto bello.
Oggi ho trovato sul percorso molti rami e qualche pianta, tutto ciò che ho potuto l'ho spostato..
Neve e ghiaccio solo nel primo Km di strada dopo il ponte di Valdieri che obbligano a fare qualche pezzo a piedi, poi più nulla.
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
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Anche oggi un San Bernardo strepitoso, clima assurdo pareva di essere ad agosto!! Per evitare la salita lato Valmala innevata sono salito dal versante di Roccabruna raggiunta transitando da località Foresti poi indicazioni per San Costanzo al monte e Santa Maria delibera, qui preso lo sterrato sulla destra e con alcuni saliscendi si raggiunge attraversando diverse piccole frazioni Roccabruna. Si allunga un pò ma niente di esagerato.
La salita da questo versante non presenta neve , la si tocca un pò sulla cresta sommitale ma si pedala ugualmente.
Discesa sempre bella, in alcuni tratti nella parte alta mi è parsa un pò più scavata e il primo passaggio impegnativo un pò più ostico (direi un S4 pieno) poi tutto nella norma, la parte bassa del km verticale con molte foglie infide che a volte creano sorprese... Il passaggio su roccia in alto subito dopo la breve risalitina è sempre unico...
Mortal Kombat sempre bello, purtroppo forse anche questo un pelo più scavato cosa che soprattutto nella parte bassa unito alle numerose foglie richiede la massima attenzione... giunto al fondo la soddisfazione è sempre alle stelle!!!
Buon Natale a tutti!!
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
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L'apoteosi del tecnico!! Ritorno volentieri su quest'itinerario fatto anni addietro con partenza e arrivo da Latte di Ventimiglia.
Salita via S.Antonio/Villatella/ Colla Rossa e discesa via Punta Renuit/passo Cornà/col du Berceau/GR 52.
Salita: tutte le volte trovo eterno arrivare lassù soprattutto se si sale con il gran caldo come oggi, la salita rimane tutta pedalabile ma con grande fatica..il tratto Villatella/Colla Rossa è parecchio rovinato dalle recenti piogge ma si sale comunque bene, il resto della strada soprattutto nella parte alta presenta un fondo molto pietroso e faticoso che si riesce comunque a pedalare grazie alla mai eccessiva pendenza. La nota più negativa sono i numerosi arbusti sui lati della strada (molti spinosi)che invadono sempre più la strada stessa causando non pochi graffi alle braccia..
Discesa: da incorniciare...è tutta un crescendo raggiungendo nel finale difficoltà quasi estreme!! Tenere presente che siamo su difficoltà comprese tra OC nella parte alta fino a un buon OC+ con qualche passaggio EC/NC nella parte bassa.
Da dove termina la strada sotto la Punta Renuit è consigliabile portare la bici in punta (quella "italiana")anche se poi si torna lì tanto il portage è poco e la discesa è bella (un breve tratto NC in basso dove la cresta è rocciosa e in piano)e non rappresenta certo la difficoltà maggiore..
Il traverso che da Punta Renuit (tacche bianco/rosse) conduce al Passo del Cornà è la parte meno tecnica ma non è da sottovalutare in quanto si scorre sempre su pietre sia smosse che in posto e soprattutto nella parte bassa non mancano alcuni passaggi più complicati tra le rocce dove occorre scegliere la traiettoria giusta. Il passo del Cornà si raggiunge con breve risalita a spinta (attenzione ai cartelli indicatori) e presenta sulla sommità un grosso traliccio della luce.
Da qui si scende purtroppo su sterrata ma per soli 120 m di dsl fino a individuare nei pressi di un curvone sulla sinistra il sentiero (palina) per il colle Berceau che si raggiunge con una mezz'ora buona di portage.
Dal colle sono molto consigliate le due ( o una) salite alle vicinissime cime della Longoira a sin e del Roc de l'Ormea a destra perchè i panorami sono unici soprattutto dal Roc de l'Ormea a picco su Menton..
Quest'ultimo tra l'altro è pure fattibile in bike (un breve tratto ostico in alto..)forse anche la Longoira...
Ritornati al colle comincia l'avventura, 1100 m di campa giù in un crescendo di difficoltà..
Il primo tratto Col Berceau/Plan de Lyon presenta un unico tratto decisamente impegnativo ed è il primo traverso verso destra sotto il colle (alcune difficoltà aggirabili a monte del sentiero già in partenza..) ma è breve poi comincia una lunga serie di tornanti mai troppo chiusi ma molto ripidi con fondo un pò smosso, molto bello, qualche passaggio un pò più tecnico ma mai esasperato verso il fondo.
Al Plan du Lyon si pedala rilassati in mezzo all'erba e si risale un pochettino fino in corrispondenza al bivio col sentiero per Mortola/Passo Valetta (possibile variante per tornare a Latte)
Da qui si affronta la parte più difficile dell'itinerario, la nota positiva è però che le difficoltà non sono tutte concentrate ma lasciano abbastanza respirare tra una e l'altra con brevi tratti più rilassanti, si tratta di passaggi veramente hard che oltretutto si affrontano già con un pò di stanchezza (gradoni di roccia, passaggi stretti/scavati, pietrame vario)dove il "nose" è molto utile se non indispensabile non per riuscire a fare i tornanti ma bensì per spostare il posteriore quando sì è tra due massi in modo da passare senza raschiare la bici..insomma roba trialistica di gran soddisfazione, con impegno e coraggio si riesce a fare quasi tutto, l'unico vero tratto sicuramente NC è un breve passaggio sul ripido su roccia grigia calcarea verso il basso.
Bellissimo il toboga a curve sulla roccia che immette sulla strada sterrata...
Bellissimo anche il panorama costante sul Golfo di Menton, soprattutto all'imbrunire con migliaia di luci accese!
Raggiunta la strada asfaltata (dopo una scalinata in cemento very hard..)cercate di non perdere i segnavia bianco/rossi molto scarsi a lato strada, comunque si prosegue verso destra e poi subito verso sinistra, si passa sotto l'autostrada poi si sale un tratto costeggiando l'autostrada e subito dopo (fare attenzione)si devia a destra in mezzo alle case: da qui fino alla statale ci sono ancora una quantità incredibile di scalini di tutti i tipi e misure, perfino su scala metallica il breve tratto dopo la quale in cemento è veramente dritto....straconsigliata per i più temerari!!
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
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Bel percorso interamente su vecchia carrareccia militare in molti tratti ridotta a sentiero, effettuato dopo la traversata del Passo dei Ghiacciai. L'intera salita si può affrontare in modalità "spintage" con tre brevi tratti in modalità "sollevage"!!
L' ambiente è degno della Valle Gesso con vista sulla Ovest del Gelas, il vallone è zeppo di camosci presenti anche all'interno della bella caserma militare sotto il colle. Bellissimo il residuo nevoso di valanga scavato in basso dal torrente come una grande grotta..
La discesa è tutto sommato appagante, per lo più scorrevole anche se molto sassosa con alcuni brevi tratti tecnici decisamente impegnativi (molto belle le due gradinate e il tratto franato in alto dove occorre equilibrio tra le rocce) ma tutti fattibili in sella con buone capacità. Tornanti stretti solo tre tra la caserma e il colle comunque belli.
Il fondo richiede comunque sempre molta attenzione.
Percorso senz'altro consigliato anche per il valore storico magari anche in abbinamento al vicino Colle di Fenestrelle...
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
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Gran bella traversata oggi trovata nelle condizioni migliori vista la giornata calda e asciutta. Ambiente e panorami da urlo. La lunga salita in portage si fa sentire ma per chi è abituato passa senza troppi patemi.Passato dal Lago Bianco e Biv.Moncalieri, luogo incredibilmente selvaggio. Il traversamento dopo il Passo si è svolto senza alcun problema, erano sì presenti alcuni piccoli nevai ma la neve grippante e la presenza di vecchie tracce han reso il traverso (classificato EE)privo di difficoltà e molto veloce. In breve si giunge sulla morena sotto il Balcone dei Gelas dove, attratto da vecchie tacche rosse e da alcuni ometti, sono salito un pò troppo ma, poco male, sono presto ridisceso in bici sfruttando un piccolo nevaio dall'ottimo grip!!
Ritrovate le tacche bianco/rosse più recenti si trova anche il sentiero finalmente ciclabile (o quasi, quota 2700 circa) che scende un breve ripido tratto sul fronte della morena poi devia verso sinistra passando sotto la Pera de Fener (che non si tocca ma rimane un pò più alta sulla sinistra). Da qui in giù godimento puro, tornanti a gogò, alcuni belli strettini, un breve tratto N.C per passaggio su fondo di rigagnolo asciutto e ogni tanto occorre galleggiare bene su pietroni in posto. Più tranquilla la parte bassa dove anche i tornanti si "allargano" un pò pur rimanendo, sparsi quà e là, passaggi impegnativi.
Che dire, una traversata emozionante per chi cerca emozioni forti, a mio avviso effettuabile anche in senso contrario considerando la pulizia del sentiero e che poco sotto il bivacco pare già ciclabile. Sicuramente però non lo è il tratto in traverso in pietraia con alcuni saliscendi prima del Gias Pantacreus...

Due note sul versante di salita:
un plauso per la manutenzione del sentiero che risulta perfettamente pulito dagli arbusti vari e addirittura decespugliato, un enorme e ottimo lavoro, peccato invece non avere più trovato il ponte in legno dove finisce la sterrata (era smontato a lato della strada), ho cercato invano a piedi un possibile guado risalendo il torrente fino a quando ho tentato un improbabile attraversamento sfruttando la bici finendo con i piedi nell'acqua e rimanendo così tutto il giorno con i piedi a mollo....
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
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Oggi giornata magnifica e calda. Salita tutto sommato veloce essendo il percorso a piedi affrontabile per l'80% in modalità spintage, si porta a spalle in tre brevi tratti sparsi lungo la salita. Arrivato al rifugio in 3 ore sosta compresa era ancora presto così sono andato in perlustrazione verso il colle omonimo, ho portato la bici per circa ancora 50 m di dsl poi l'ho abbandonata perché il restante percorso è decisamente non ciclabile non essendoci un vero sentiero ma solo tacche da seguire tra grossi pietroni. Raggiunto il colle ho ancora proseguito sulla cima di Pagari (consigliata, panorama eccezionale!) Sole molto caldo e qualche chiazza di neve recente. Nessuno in zona tranne due a piedi diretti al rifugio. È un po bianco di neve solo sopra i 2900 m, il Clapier è bianco negli ultimi 100 m ma poca roba.
Discesa: il breve tratto fino al rifugio si riesce a fare in buona parte sfruttando anche le rocce montonate a lato del sentiero molto pietroso , poi veramente molto bello, impegnativo ma mai troppo esagerato, solo in due tratti dove ci sono tornanti stretti e pietrosi richiedono ottima padronanza del mezzo e qualche piede a terra (almeno per me). Il resto dei tornanti, che possono essere affrontati in continuità, si prestano però bene a dimesticarsi col nose. In basso fare attenzione ai tagli dei vari tornanti della strada anche in prossimità della colonia, quest' ultimo permette di evitare una parte del già poco asfalto!!
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Tutte le sue gite

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    Duca (Passo del) dalla Certosa di Pesio (11/10/15)
    Penna di Sumbra (Monte) e Monte Fiocca da Arni, anello (12/09/15)
    Content (Bric) da Chialvetta (30/12/14)
    Cobre, cima Sud canale N (29/12/14)
    San Bernardo (Monte) da Villar San Costanzo, diretta (26/12/14)
    Chialmo (Monte) e Punta del Mezzogiorno anello da Monterosso Grana per Colle Margherita, Colle del Gerbido, Balmarossa (23/11/14)
    San Bernardo (Monte) da Villar San Costanzo, diretta (08/11/14)
    San Bernardo (Monte) da Villar San Costanzo, diretta (08/11/14)
    Peitagù (Testa di) da Demonte, giro per Aisone (02/11/14)
    Autes (Monte) e Varirosa da Vinadio, giro per il Colle Neirassa (02/11/14)
    Valasco (Colletto del) da Terme di Valdieri, anello per i Laghi di Fremamorta e Valscura (25/10/14)
    Cassorso (Monte), cima Ovest da Preit (03/05/14)
    Homme (Tete de l') canale SE di sinistra (13/04/14)
    Vanclava (Monte) o Tète de Vauclave Canale N (29/03/14)
    Nebin (Monte) da Cucchiales (02/03/14)
    Cobre, cima Sud canale N (11/01/14)
    Piovosa (Punta la) da Tolosano, per il canalone Nord-Ovest (29/12/13)
    Bert (Monte) Canale N (21/12/13)
    Boscasso (Bric) da Preit, per il Vallone Cassin (14/12/13)
    Nebin (Monte) da Morinesio (01/12/13)
    Nebin (Monte) da Cucchiales (24/11/13)
    Bellino (Monte) da Acceglio, giro per il Vallone Maurin (09/11/13)
    Rui (Colle di) da Acceglio, giro (09/11/13)
    Tesina (Passo) da Vinadio, giro per Sant'Anna e Bagni di Vinadio (03/11/13)
    Rocca Brancia (Passo) da Pietraporzio, giro Colle Salsas Blancias, Rifugio Gardetta, Grange Serre (26/10/13)
    Bersaio (Monte) da Sambuco per Colle Salsas Blancias e Piconiera, discesa Vallone Bandia (26/10/13)
    Scolettas Sottano (Passo di) da Pietraporzio, anello Vallone del Piz - Prati del Vallone (19/10/13)
    Stau (Colle di) Da Villaggio Primavera (19/10/13)
    Rimà (Testa) anello da Aisone per il Vallone della Valletta (13/10/13)
    Cassorso (Monte), cima Ovest da Preit (25/04/13)
    Nebin (Monte) da Cucchiales (23/03/13)
    Viraysse (Monte), Cima delle Manse, Monte Soubeyran da Saretto, anello per il Colle Sautron (10/03/13)
    Boscasso (Bric) da Chialvetta (02/03/13)
    Freid (Monte) Canale E (16/02/13)
    Ciarbonet (Cima) Canale Sud - la Scala a Chiocciola (10/02/13)
    Arpet (Monte) canale N (06/01/13)
    Cairi (Rocca di) da Preit (30/12/12)
    San Bernardo (Monte) da Roccabruna, giro (24/11/12)
    San Bernardo (Monte) da Roccabruna, giro (24/11/12)
    San Bernardo (Monte) da Villar San Costanzo, diretta (17/11/12)
    Grammondo o Gramondo (Monte) da Calvo, giro Val Roya - Val Bevera (02/11/12)
    Esischie, Fauniera, Bandia, Margherina (Colli) da Canosio, giro di Rocca la Meja (15/08/12)
    Soubeyran (Monte) da Saretto, giro per i Passi della Cavalla e Munie e Lago Visaisa (12/08/12)
    Agnel (Cima dell') Canale N (02/06/12)
    Scaletta (Monte) Canale N (28/04/12)
    Peroni (Rocca) da Chialvetta per il Canale Nord (25/04/12)
    Vallone (Testa del) da Pontebernardo (01/04/12)
    Feuillas (Monte, cima SE) e Col d'Enclausette de l'Oronaye O Canali Nord (11/03/12)
    Cassin (Bric) Canale NO+variante canalino N (10/03/12)
    Barsin (Aiguille de) Canale N (03/03/12)
    Nebin (Monte) da Cucchiales (04/02/12)
    Cobre cima Sud canale SE (21/01/12)
    San Bernardo (Monte) da Villar San Costanzo, diretta (17/12/11)
    Marchisa (Rocca la) da Lausetto (04/12/11)
    Oserot (Monte) da Chialvetta (27/11/11)
    Buch (Monte) da Stroppo, giro (01/11/11)
    San Bernardo (Monte) da Villar San Costanzo, diretta (30/10/11)
    Corsica (Punta) da Castello per il versante Sud (26/03/11)
    Nebin (Monte) da Cucchiales (19/03/11)
    Piovosa (Punta la) da Tolosano, per il canalone Nord-Ovest (06/03/11)
    Croce Orientale (Passo la) q. 2646 m Anello da Chialvetta (27/02/11)
    Cassorso (Monte), cima Ovest da Preit (12/02/11)
    Camoscere (Monte) da Chiosso Superiore (24/01/11)
    Cassorso (Monte), cima Ovest da Chialvetta (23/01/11)
    Nebin (Monte) da Cucchiales (15/01/11)
    Sarsassi (Punta) da Campiglione (09/01/11)
    Piovosa (Punta la) da Tolosano, per il canalone Nord-Ovest (17/12/99)