cuccimaira


Le mie gite su gulliver

Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
tipo bici :: full-suspended
L'apoteosi del tecnico!! Ritorno volentieri su quest'itinerario fatto anni addietro con partenza e arrivo da Latte di Ventimiglia.
Salita via S.Antonio/Villatella/ Colla Rossa e discesa via Punta Renuit/passo Cornà/col du Berceau/GR 52.
Salita: tutte le volte trovo eterno arrivare lassù soprattutto se si sale con il gran caldo come oggi, la salita rimane tutta pedalabile ma con grande fatica..il tratto Villatella/Colla Rossa è parecchio rovinato dalle recenti piogge ma si sale comunque bene, il resto della strada soprattutto nella parte alta presenta un fondo molto pietroso e faticoso che si riesce comunque a pedalare grazie alla mai eccessiva pendenza. La nota più negativa sono i numerosi arbusti sui lati della strada (molti spinosi)che invadono sempre più la strada stessa causando non pochi graffi alle braccia..
Discesa: da incorniciare...è tutta un crescendo raggiungendo nel finale difficoltà quasi estreme!! Tenere presente che siamo su difficoltà comprese tra OC nella parte alta fino a un buon OC+ con qualche passaggio EC/NC nella parte bassa.
Da dove termina la strada sotto la Punta Renuit è consigliabile portare la bici in punta (quella "italiana")anche se poi si torna lì tanto il portage è poco e la discesa è bella (un breve tratto NC in basso dove la cresta è rocciosa e in piano)e non rappresenta certo la difficoltà maggiore..
Il traverso che da Punta Renuit (tacche bianco/rosse) conduce al Passo del Cornà è la parte meno tecnica ma non è da sottovalutare in quanto si scorre sempre su pietre sia smosse che in posto e soprattutto nella parte bassa non mancano alcuni passaggi più complicati tra le rocce dove occorre scegliere la traiettoria giusta. Il passo del Cornà si raggiunge con breve risalita a spinta (attenzione ai cartelli indicatori) e presenta sulla sommità un grosso traliccio della luce.
Da qui si scende purtroppo su sterrata ma per soli 120 m di dsl fino a individuare nei pressi di un curvone sulla sinistra il sentiero (palina) per il colle Berceau che si raggiunge con una mezz'ora buona di portage.
Dal colle sono molto consigliate le due ( o una) salite alle vicinissime cime della Longoira a sin e del Roc de l'Ormea a destra perchè i panorami sono unici soprattutto dal Roc de l'Ormea a picco su Menton..
Quest'ultimo tra l'altro è pure fattibile in bike (un breve tratto ostico in alto..)forse anche la Longoira...
Ritornati al colle comincia l'avventura, 1100 m di campa giù in un crescendo di difficoltà..
Il primo tratto Col Berceau/Plan de Lyon presenta un unico tratto decisamente impegnativo ed è il primo traverso verso destra sotto il colle (alcune difficoltà aggirabili a monte del sentiero già in partenza..) ma è breve poi comincia una lunga serie di tornanti mai troppo chiusi ma molto ripidi con fondo un pò smosso, molto bello, qualche passaggio un pò più tecnico ma mai esasperato verso il fondo.
Al Plan du Lyon si pedala rilassati in mezzo all'erba e si risale un pochettino fino in corrispondenza al bivio col sentiero per Mortola/Passo Valetta (possibile variante per tornare a Latte)
Da qui si affronta la parte più difficile dell'itinerario, la nota positiva è però che le difficoltà non sono tutte concentrate ma lasciano abbastanza respirare tra una e l'altra con brevi tratti più rilassanti, si tratta di passaggi veramente hard che oltretutto si affrontano già con un pò di stanchezza (gradoni di roccia, passaggi stretti/scavati, pietrame vario)dove il "nose" è molto utile se non indispensabile non per riuscire a fare i tornanti ma bensì per spostare il posteriore quando sì è tra due massi in modo da passare senza raschiare la bici..insomma roba trialistica di gran soddisfazione, con impegno e coraggio si riesce a fare quasi tutto, l'unico vero tratto sicuramente NC è un breve passaggio sul ripido su roccia grigia calcarea verso il basso.
Bellissimo il toboga a curve sulla roccia che immette sulla strada sterrata...
Bellissimo anche il panorama costante sul Golfo di Menton, soprattutto all'imbrunire con migliaia di luci accese!
Raggiunta la strada asfaltata (dopo una scalinata in cemento very hard..)cercate di non perdere i segnavia bianco/rossi molto scarsi a lato strada, comunque si prosegue verso destra e poi subito verso sinistra, si passa sotto l'autostrada poi si sale un tratto costeggiando l'autostrada e subito dopo (fare attenzione)si devia a destra in mezzo alle case: da qui fino alla statale ci sono ancora una quantità incredibile di scalini di tutti i tipi e misure, perfino su scala metallica il breve tratto dopo la quale in cemento è veramente dritto....straconsigliata per i più temerari!!
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
tipo bici :: full-suspended
Bel percorso interamente su vecchia carrareccia militare in molti tratti ridotta a sentiero, effettuato dopo la traversata del Passo dei Ghiacciai. L'intera salita si può affrontare in modalità "spintage" con tre brevi tratti in modalità "sollevage"!!
L' ambiente è degno della Valle Gesso con vista sulla Ovest del Gelas, il vallone è zeppo di camosci presenti anche all'interno della bella caserma militare sotto il colle. Bellissimo il residuo nevoso di valanga scavato in basso dal torrente come una grande grotta..
La discesa è tutto sommato appagante, per lo più scorrevole anche se molto sassosa con alcuni brevi tratti tecnici decisamente impegnativi (molto belle le due gradinate e il tratto franato in alto dove occorre equilibrio tra le rocce) ma tutti fattibili in sella con buone capacità. Tornanti stretti solo tre tra la caserma e il colle comunque belli.
Il fondo richiede comunque sempre molta attenzione.
Percorso senz'altro consigliato anche per il valore storico magari anche in abbinamento al vicino Colle di Fenestrelle...
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
tipo bici :: full-suspended
Gran bella traversata oggi trovata nelle condizioni migliori vista la giornata calda e asciutta. Ambiente e panorami da urlo. La lunga salita in portage si fa sentire ma per chi è abituato passa senza troppi patemi.Passato dal Lago Bianco e Biv.Moncalieri, luogo incredibilmente selvaggio. Il traversamento dopo il Passo si è svolto senza alcun problema, erano sì presenti alcuni piccoli nevai ma la neve grippante e la presenza di vecchie tracce han reso il traverso (classificato EE)privo di difficoltà e molto veloce. In breve si giunge sulla morena sotto il Balcone dei Gelas dove, attratto da vecchie tacche rosse e da alcuni ometti, sono salito un pò troppo ma, poco male, sono presto ridisceso in bici sfruttando un piccolo nevaio dall'ottimo grip!!
Ritrovate le tacche bianco/rosse più recenti si trova anche il sentiero finalmente ciclabile (o quasi, quota 2700 circa) che scende un breve ripido tratto sul fronte della morena poi devia verso sinistra passando sotto la Pera de Fener (che non si tocca ma rimane un pò più alta sulla sinistra). Da qui in giù godimento puro, tornanti a gogò, alcuni belli strettini, un breve tratto N.C per passaggio su fondo di rigagnolo asciutto e ogni tanto occorre galleggiare bene su pietroni in posto. Più tranquilla la parte bassa dove anche i tornanti si "allargano" un pò pur rimanendo, sparsi quà e là, passaggi impegnativi.
Che dire, una traversata emozionante per chi cerca emozioni forti, a mio avviso effettuabile anche in senso contrario considerando la pulizia del sentiero e che poco sotto il bivacco pare già ciclabile. Sicuramente però non lo è il tratto in traverso in pietraia con alcuni saliscendi prima del Gias Pantacreus...

Due note sul versante di salita:
un plauso per la manutenzione del sentiero che risulta perfettamente pulito dagli arbusti vari e addirittura decespugliato, un enorme e ottimo lavoro, peccato invece non avere più trovato il ponte in legno dove finisce la sterrata (era smontato a lato della strada), ho cercato invano a piedi un possibile guado risalendo il torrente fino a quando ho tentato un improbabile attraversamento sfruttando la bici finendo con i piedi nell'acqua e rimanendo così tutto il giorno con i piedi a mollo....
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
tipo bici :: full-suspended
Oggi giornata magnifica e calda. Salita tutto sommato veloce essendo il percorso a piedi affrontabile per l'80% in modalità spintage, si porta a spalle in tre brevi tratti sparsi lungo la salita. Arrivato al rifugio in 3 ore sosta compresa era ancora presto così sono andato in perlustrazione verso il colle omonimo, ho portato la bici per circa ancora 50 m di dsl poi l'ho abbandonata perché il restante percorso è decisamente non ciclabile non essendoci un vero sentiero ma solo tacche da seguire tra grossi pietroni. Raggiunto il colle ho ancora proseguito sulla cima di Pagari (consigliata, panorama eccezionale!) Sole molto caldo e qualche chiazza di neve recente. Nessuno in zona tranne due a piedi diretti al rifugio. È un po bianco di neve solo sopra i 2900 m, il Clapier è bianco negli ultimi 100 m ma poca roba.
Discesa: il breve tratto fino al rifugio si riesce a fare in buona parte sfruttando anche le rocce montonate a lato del sentiero molto pietroso , poi veramente molto bello, impegnativo ma mai troppo esagerato, solo in due tratti dove ci sono tornanti stretti e pietrosi richiedono ottima padronanza del mezzo e qualche piede a terra (almeno per me). Il resto dei tornanti, che possono essere affrontati in continuità, si prestano però bene a dimesticarsi col nose. In basso fare attenzione ai tagli dei vari tornanti della strada anche in prossimità della colonia, quest' ultimo permette di evitare una parte del già poco asfalto!!
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Gran bell'anello di alta montagna discretamente impegnativo che si svolge praticamente tutto su carrarecce e mulattiere militari ancora ben conservate e per fortuna anche in parte risistemate. Per allungare e variare un pò la gita in salita, dopo il Lago di san Bernolfo, ho percorso il parallelo Vallone della Guercia (per lo più in portage ma anche qualche bel tratto pedalato) molto solitario e selvaggio fino al colle omonimo dove a destra si dirama un sentierino incredibile che taglia pianeggiante a mezza costa il versante nord/est della testa dell'Autaret (in parte pedalabile)per poi inerpicarsi sulla Serriera omonima fino in prossimità di un colletto sulla cresta a quota 2600 circa. La discesa sul versante opposto si svolge in un ambiente decisamente selvaggio e inizialmente su ripidi pendii, il primo tornante è da cartolina poi segue un tratto a tornantini penso impossibili da fare perchè somiglianti alle "guccie" di una traccia da sci su un ripido pendio, poi meglio anche se nei tornanti occorre sempre far girare il posteriore..In un ambiente di conoide si giunge sulla strada nel Vallone di Collalunga a quota 2330 circa.
Salito poi in vetta con percorso diretto dai pressi del Colle di Seccia, il primo tratto di cresta è complicato ma fattibile scegliendo il percorso migliore tra lame di roccia, breve tratto a piedi e poi facilmente si raggiunge la casermetta. Segue un tratto idilliaco e aereo di gran soddisfazione poi occorre mantenere un minimo di velocità per galleggiare in un mare di pietre (occhio a mantenere una pressione sufficiente nelle gomme!!). Finale più rilassante ma sempre ben concentrato, tornanti sempre abbastanza impegnativi..Oggi in totale solitudine sceso mentre saliva una gran nuvolaglia che poco dopo si è ben sfogata!

Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
tipo bici :: full-suspended
Un percorso d'alta quota veramente maestoso dove si susseguono tutti gli ambienti montani più incredibili dalle ampie radure pascolive ai percorsi panoramici su creste affilate fino agli ambienti più rocciosi e solitari di alta montagna.
In generale qui in Francia è tutto molto secco, più che da noi, quindi sia a piedi che in bici occorreva fare più attenzione del solito
La salita dopo Le Prats è abbastanza dura, all'inizio in corrispondenza dei tornanti molto ravvicinati con fondo pietroso ho preferito spingere la bici ma poi diventa tutta pedalabile con buona gamba, l'ambiente è molto aperto e il panorama la fa da padrone.
La salita al Paneyron è agevole e abbastanza veloce. La prima discesa nella parte finale è davvero troppo inclinata su fondo instabile, nonostante il culo sulla ruota si rischia di dare il giro, io ho fatto qualche zig zag con piede a terra ma anche così c'è da sudare. Il suggestivo Lac de l'Etoile è ridotto a una pozza ma comunque fa sempre il suo effetto...
Giunti alla quota 2821 guardando la salita alla Mortice ci si chiede se sia possibile scendere da lì perchè si vede solo un mare di rocce, invece... Discesa sul col Serenne anch'essa ripida ma ciclabile con le dovute attenzioni.
Ho tralasciato con dispiacere la cima nord salendo direttamente a quella centrale con ometto ( credevo fosse questa la più alta)poi con bel percorso di cresta ho raggiunto quella sud (breve passaggino di roccia di un metro) da qui in discesa si segue un sentierino che immette subito nelle larghe placconate di roccia calcarea che si percorrono con percorso a piacere avendo cura di spostarsi sempre verso destra quando è possibile puntando al sentiero ben visibile più in basso percorso in salita.
Io sono stato alto verso destra passando sotto un piccolo residuo di neve poi sono sceso sfruttando le cengie più facili fino ad arrivare molto vicino al sentiero raggiunto con breve tratto a piedi.
Il resto della discesa mi ha molto soddisfatto, il fondo è decisamente instabile ma con calma e qualche colpo di fortuna si riesce fare tutto on bike tranne un tratto prima del magnifico Lac des Neuf couleurs.
Nel finale ho scelto la variante diretta di sinistra, una figata incredibile!!
Oggi un pò di vento sulle creste per fortuna non molto forte, attenzione ai cani da pastore nel Vallone di Serenne che mi hanno fatto scendere per un tratto alla velocità della luce vista la loro aria poco rassicurante..
Un grazie agli infaticabili ragazzi di cicloalpinismo che grazie alle loro scorribande e alle loro recensioni mi hanno permesso di realizzare un giro indimenticabile!1
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
tipo bici :: full-suspended
Altro bel gitone sfruttando queste tardive calde giornate ancora estive..un altra volta grazie a chi scopre e relaziona queste chicche..Alla fine un gran bel culo compensato da una discesa infinita e meravigliosa. Salito e sceso dallo stesso lato. La mia % di pedalabilità in salita è stata molto più bassa ma su terreni un pò discontinui il "poussage" lo trovo meno faticoso. Gli ultimi 300 m sulla pietraia sono davvero infiniti ma la vista della Grivola e del ghiacciaio sottostante danno la carica giusta.
Sia all'andata che al ritorno ho percorso dopo il colle della Rossa il taglio alto sulla pietraia, si è rivelato molto veloce e fa si che si perdano pochi metri di dislivello, il primissimo tratto si svolge tra blocchi di roccia ma il percorso è segnalato da cerchi gialli.
In discesa nella parte alta a un certo punto il sentiero non è così evidente poichè vi sono molte tracce, occorre fare bene attenzione e tenersi sempre piuttosto a destra, io invece sono sceso troppo a sinistra seguendo credo delle tracce che andavano verso il bivacco Gratton. Dopo, come ben descritto, si trova un pò di tutto, per fortuna anche dei tratti scorrevoli e rilassanti, attenzione alle numerosissime lose di taglio per lo scolo delle acque, occhio alla pressione delle gomme!!
Ancora un discreto numero di persone in giro, soprattutto stranieri.
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
tipo bici :: full-suspended
Giro eseguito come da descrizione, veramente tosta la discesa, la più impegnativa che al momento conosca!!
Sceso dalla cima in bike, la % di ciclabilità è tutto sommato alta ma molto discontinua quindi se ci andate a piedi va bene uguale, la cima comunque è consigliata perchè panoramicissima!
La discesa è, come dice il termine di valutazione, eccezionalmente difficile, ho percorso a piedi un breve tratto dopo il bivio scendendo e forse altri due di pochi metri più in basso, però il piede a terra è stato frequente per via del fondo troppo pietroso, smosso e asciutto e dei tornanti molto stretti. Le soste in discesa sono state parecchie per via del grande caldo e della fatica..
Se si è ostinati all'inverosimile comunque la discesa in sella la si porta quasi tutta a casa e una volta giunti sul fondo regala una soddisfazione enorme, sicuramente penso che farà risultare le altre discese più facili!! Anche l'asfalto finale oggi non mi ha fatto poi così schifo!! Giornata di piena estate, parecchia gente in giro.
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
tipo bici :: full-suspended
Giro eseguito come da descrizione, veramente molto bello, un grazie agli infaticabili pionieri di cicloalpinismo!!
Finalmente in bici, giro molto remunerativo, sentieri anche nelle parti alte mantenuti perfettamente in ordine e sempre evidenti anche tra gli arbusti, un pò rovinato dall'acqua (scavato) il tratto in discesa dal Monte Vecchio tra il Tetto Butee e il Tetto Fustin.
Bellissima la discesa dal Bec Baral, ottimo esercizio per perfezionare la tecnica del nose nei tornanti più stretti, gli ultimi due/tre quelli più ostici...Forte era la tentazione di provare l'evidente traccia che dalla vetta punta direttamente alla Croce di Baral lungo l'affilata cresta est ma sarà per un altra volta!!
Sciabilità :: ***** / ***** stelle
attrezzatura :: scialpinistica
Bellissima! Salito prima alla Cima dell'Omo poi sceso al Gias della Sella risalito al Grum poi percorso la dorsale con breve risalita fino alla Cima Gardon e infine sceso il bellissimo pendio ovest fino al ponticello. Oggi la temperatura era perfetta con arietta fresca quindi non c'era fretta per scendere, la neve ha ben tenuto anche tardi (ultima discesa all'una). Prima discesa in pieno sud che cominciava a mollare il giusto, lo stesso nella seconda discesa a ovest dove c'erano ancora brevi tratti farinosi!!
Innevamento ancora abbondante tranne in basso dopo la dighetta dell'enel, per il momento è più che sufficiente comunque c'è sempre la strada che è ben innevata...
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Tutte le sue gite

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    San Bernardo (Monte) da Villar San Costanzo, diretta (26/12/14)
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    San Bernardo (Monte) da Villar San Costanzo, diretta (08/11/14)
    San Bernardo (Monte) da Villar San Costanzo, diretta (08/11/14)
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    Vanclava (Monte) o Tète de Vauclave Canale N (29/03/14)
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    Cobre, cima Sud canale N (11/01/14)
    Piovosa (Punta la) da Tolosano, per il canalone Nord-Ovest (29/12/13)
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    Tesina (Passo) da Vinadio, giro per Sant'Anna e Bagni di Vinadio (03/11/13)
    Rocca Brancia (Passo) da Pietraporzio, giro Colle Salsas Blancias, Rifugio Gardetta, Grange Serre (26/10/13)
    Bersaio (Monte) da Sambuco per Colle Salsas Blancias e Piconiera, discesa Vallone Bandia (26/10/13)
    Scolettas Sottano (Passo di) da Pietraporzio, anello Vallone del Piz - Prati del Vallone (19/10/13)
    Stau (Colle di) Da Villaggio Primavera (19/10/13)
    Rimà (Testa) anello da Aisone per il Vallone della Valletta (13/10/13)
    Cassorso (Monte), cima Ovest da Preit (25/04/13)
    Nebin (Monte) da Cucchiales (23/03/13)
    Viraysse (Monte), Cima delle Manse, Monte Soubeyran da Saretto, anello per il Colle Sautron (10/03/13)
    Boscasso (Bric) da Chialvetta (02/03/13)
    Freid (Monte) Canale E (16/02/13)
    Ciarbonet (Cima) Canale Sud - la Scala a Chiocciola (10/02/13)
    Arpet (Monte) canale N (06/01/13)
    Cairi (Rocca di) da Preit (30/12/12)
    San Bernardo (Monte) da Roccabruna, giro (24/11/12)
    San Bernardo (Monte) da Roccabruna, giro (24/11/12)
    San Bernardo (Monte) da Villar San Costanzo, diretta (17/11/12)
    Grammondo o Gramondo (Monte) da Calvo, giro Val Roya - Val Bevera (02/11/12)
    Esischie, Fauniera, Bandia, Margherina (Colli) da Canosio, giro di Rocca la Meja (15/08/12)
    Soubeyran (Monte) da Saretto, giro per i Passi della Cavalla e Munie e Lago Visaisa (12/08/12)
    Agnel (Cima dell') Canale N (02/06/12)
    Scaletta (Monte) Canale N (28/04/12)
    Peroni (Rocca) da Chialvetta per il Canale Nord (25/04/12)
    Vallone (Testa del) da Pontebernardo (01/04/12)
    Feuillas (Monte, cima SE) e Col d'Enclausette de l'Oronaye O Canali Nord (11/03/12)
    Cassin (Bric) Canale NO+variante canalino N (10/03/12)
    Barsin (Aiguille de) Canale N (03/03/12)
    Nebin (Monte) da Cucchiales (04/02/12)
    Cobre cima Sud canale SE (21/01/12)
    San Bernardo (Monte) da Villar San Costanzo, diretta (17/12/11)
    Marchisa (Rocca la) da Lausetto (04/12/11)
    Oserot (Monte) da Chialvetta (27/11/11)
    Buch (Monte) da Stroppo, giro (01/11/11)
    San Bernardo (Monte) da Villar San Costanzo, diretta (30/10/11)
    Corsica (Punta) da Castello per il versante Sud (26/03/11)
    Nebin (Monte) da Cucchiales (19/03/11)
    Piovosa (Punta la) da Tolosano, per il canalone Nord-Ovest (06/03/11)
    Croce Orientale (Passo la) q. 2646 m Anello da Chialvetta (27/02/11)
    Cassorso (Monte), cima Ovest da Preit (12/02/11)
    Camoscere (Monte) da Chiosso Superiore (24/01/11)
    Cassorso (Monte), cima Ovest da Chialvetta (23/01/11)
    Nebin (Monte) da Cucchiales (15/01/11)
    Sarsassi (Punta) da Campiglione (09/01/11)
    Piovosa (Punta la) da Tolosano, per il canalone Nord-Ovest (17/12/99)