6.3Km
Si consiglia di percorrere la traversata in questo senso, in quanto l’orientamento risulta più intuitivo e le principali difficoltà vengono affrontate in maniera più logica, inoltre si può partire più presto e per il rientro c’è la possibilità della funivia.
Avvertenze
L'intera traversata si svolge in ambiente severo, isolato e scarsamente frequentato. La qualità della roccia è spesso mediocre e molti tratti richiedono una continua valutazione di appigli, appoggi e ancoraggi.
Lungo tutto il percorso sono inoltre presenti numerosi residuati bellici della Prima Guerra Mondiale, comprese granate e shrapnel inesplose, talvolta affioranti direttamente sul percorso. È fondamentale prestare la massima attenzione ed evitare qualsiasi contatto o manipolazione.
Si tratta di una traversata riservata ad alpinisti molto esperti, autonomi in tutte le manovre di corda, nella valutazione degli ancoraggi e nella progressione su terreno instabile e non attrezzato. Inoltre a volte è abbastanza difficile orientarsi lungo la scelta della linea da seguire.
Impensabile salire questo itinerario con tempo incerto o instabile. Massima attenzione.
Traversata Integrale Cercen – Busazza
La partenza consigliata è dal Rifugio Denza, indicativamente attorno alle ore 3:00 del mattino. Si segue il sentiero diretto al Passo Cercen, poco prima di raggiungerlo, si abbandona il tracciato per puntare a un canale situato immediatamente sotto l’anticima di Cima Cercen.
Osservando la cresta che sale dal Passo Cercen, il canale si trova leggermente spostato verso destra e guarda direttamente in direzione del rifugio. L’accesso non è particolarmente evidente, ma la parte superiore del canale è facilmente riconoscibile grazie alla presenza di una piccola trave di legno sporgente. Si risale il canale fino alla sua sommità passando proprio in corrispondenza della trave.
Dalla sommità del canale si entra in una comoda trincea della Prima Guerra Mondiale che conduce all’imbocco del Canalone Cercen. Da qui si prosegue per facili roccette e terreno misto fino a raggiungere la vetta di Cima Cercen.
Tempo indicativo dal Rifugio Denza a Cima Cercen: circa 3 ore.
Dalla Cima si continua lungo la cresta fino a individuare tre calate che permettono di superare il primo salto della traversata. Le soste non si trovano esattamente sul filo di cresta, ma leggermente sulla destra. Sono generalmente costituite da cordoni posizionati su spuntoni di roccia e richiedono un’attenta verifica prima dell’utilizzo!!!
Le calate si sviluppano sul versante rivolto verso il Passo del Tonale. Al termine si raggiunge una piccola cengia detritica dalla quale, con molta cautela, si ritorna sul filo della cresta.
Si prosegue quindi lungo una cresta che alterna tratti facili a sezioni caratterizzate da roccia marcia e terreno instabile. Dopo circa un’ora – un’ora e mezza si raggiunge un vecchio traliccio portacavo della Prima Guerra Mondiale.
Da questo punto esiste una possibile via di ritirata verso la Val Genova, da valutare soltanto in caso di reale necessità e comunque poco consigliabile.
Continuando lungo la cresta si incontra quello che rappresenta il passaggio chiave dell’intera traversata. Un antico crollo ha demolito un torrione creando una placca di granito rosato lunga circa 15 metri.
La difficoltà del passaggio è valutabile attorno al 5c/6a (secondo me’) Affrontarlo con scarponi da alpinismo, soprattutto nelle prime ore del mattino, richiede attenzione e sicurezza tecnica. Non sono presenti protezioni fisse. La sosta è precaria su Friend, l’unica protezione utile individuata consiste nella possibilità di posizionare un chiodo a lama per granito circa ai tre quinti della salita. Anche la sosta superiore deve essere valutata con attenzione poiché non sempre offre garanzia assoluta.
Superata la placca si continua lungo la cresta fino a raggiungere la zona sommitale di Cima Busazza.
Poco sotto la vetta, sul versante rivolto verso la Val Genova, è presente una piccola postazione della Prima Guerra Mondiale situata circa 20 metri sotto la croce di vetta. Per raggiungerla è necessario disarrampicare alcuni metri con difficoltà attorno al IV grado.
La postazione può offrire un riparo di emergenza e dispone di un piano in legno utilizzabile per il pernottamento con materassino e sacco a pelo.
In caso di maltempo è possibile valutare una discesa attraverso il canalone nord-ovest di Cima Busazza, con successivo traverso verso sinistra su terreno esposto. Se si continua è possibile seguire il filo di cresta, soluzione generalmente sconsigliata a causa della forte instabilità della roccia.
L’itinerario consigliato consiste invece nel mantenersi leggermente al di sotto della cresta principale, transitando in prossimità delle vecchie baracche militari, per poi ritornare sul filo e raggiungere l’inizio delle calate che conducono al Passo dei Segni.
Dal Passo dei Segni è possibile tentare una ritirata verso il ghiacciaio, ma questa soluzione è generalmente sconsigliata a causa del terreno estremamente detritico e franoso, che rende difficile l’individuazione di soste e punti di assicurazione affidabili, inoltre la terminale del ghiacciaio è bella aperta.
Il consiglio è quindi quello di proseguire verso Cima Presena. La salita dal Passo dei Segni è relativamente semplice e in alcuni punti sono presenti molti spit che agevolano la progressione.
Con passo sostenuto il tratto richiede circa 45 minuti fino alla cima.
Raggiunta Cima Presena, è possibile utilizzare gli impianti per scendere al Passo del Tonale e recuperare il mezzo.
Impensabile salire questo itinerario con tempo incerto o instabile. Massima attenzione
Attrezzatura usata per la traversata.
Materassino, sacco a pelo, 4 t-bloc o micro traxion per progredire in conserva, set completo di friend fino al 3BD, micro friend non portati, due chiodi a lama, martello, corda singola da 60m, scarpe approch, (no picca,no ramponi a seconda dell’ innevamento), 5/7 cordoni lunghi per spuntoni, kevlar per possibilità di rinforzare le soste, tanta Acqua, minimo 3litri, (molto caldo se c’è il sole + roccia nera…..), attrezzatura per calata.
Variante integrale per alpinisti molto allenati oppure da affrontare in due giorni….
Oltre alla classica traversata Cercen–Busazza, esiste la possibilità di realizzare una versione estesa e particolarmente impegnativa dell’itinerario, chiamata da mè “Integralissima” riservata a persone con ottimo allenamento, esperienza alpinistica e grande resistenza fisica.
La traversata sta nel concatenare la Cresta dei Kaiserjäger (passaggi fino al V+), la Cresta dei Pozzi (passaggi fino al IV+) e il successivo collegamento di cresta che conduce a Cima Cercen (passaggi fino al II grado).
Questa combinazione trasforma la traversata originale, lunga circa 4 km di sviluppo di cresta, in un percorso complessivo di circa 7,2 km, con un dislivello totale compreso tra 1.500 e 1.600 metri.
Si tratta di un itinerario di grande interesse storico e alpinistico, estremamente lungo e continuo, che richiede condizioni favorevoli, ottima preparazione e capacità di muoversi rapidamente su terreno alpinistico. Per alpinisti ben allenati è comunque possibile completare l’intero concatenamento in giornata, prevedendo circa 15 ore consecutive di progressione.
La piccola postazione militare situata circa 20 metri sotto la croce di Cima Busazza, sul versante della Val Genova, è stata oggetto di un intervento di recupero e sistemazione effettuato dagli alpinisti Mattia Cavallar e Carlo Cozzio.
Nel corso dei lavori sono stati rimossi dalla postazione numerosi residuati bellici presenti all'interno dell'opera, sono state riposizionate alcune assi in legno trovate il loco per realizzare un piano utilizzabile come giaciglio e sono stati effettuati piccoli interventi di riordino e consolidamento, tra cui la realizzazione di un muretto di contenimento.
La struttura può offrire un riparo d'emergenza per due o più alpinisti dotati di materassino e sacco a pelo. Rimane comunque una costruzione storica in ambiente alpino severo, da utilizzare con prudenza e sotto la responsabilità degli utilizzatori.
Periodo consigliato giugno/settembre.
- Bibliografia:
- Cavallar Mattia
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