Dalla stazione di Pegli dirigersi verso Voltri (strada statale) fino al capolinea del Bus 1 (circa 6 km – 1 ora).
Segnavia X Rossa (da Voltri al passo della Gava):
Dal capolinea attraversare la statale e imboccare una scalinata che sbuca sulla stradina asfaltata per Crevari. Si segue la strada per poco più di mezzo chilometro, poi, in corrispondenza di un tornante, si prende a sinistra una diramazione in parte scalinata che in breve si riporta sulla strada asfaltata. La si attraversa e si imbocca la diramazione (via G. Canepa) che sale alla sovrastante chiesa di Crevari (79 m). La stradina sale con una rampa più ripida, al termine della quale si trova un bivio. Si va a destra per una creusa mattonata (Via Piazzagrande) che prima sale in diagonale, poi piega a sinistra e diventa acciottolata, innalzandosi ripida tra muri, orti e ulivi. Raggiunto il nucleo superiore di Crevari la creusa ritorna mattonata. Ad un bivio si va a destra (Via Superiore dell’Olba) e, lasciata a sinistra una diramazione, si sbuca su una strada asfaltata in località Campenave (241 m).
Superata una casa isolata, si imbocca a sinistra una rotabile che sale dolcemente, offrendo qualche scorcio sul Monte Pennone. Ai due bivi successivi si va a destra, procedendo tra boschetti e villette sparse. Giunti presso due case isolate, si abbandona l’asfalto: si piega a destra lungo una mulattiera che costeggia la recinzione della seconda casa, poi si entra nel bosco. Si incontra una carrareccia e la si segue per pochi metri verso destra, poi si riprende a sinistra il sentiero segnalato, che taglia in diagonale sul versante di Vésima.
Il sentiero piega a destra e, con due tornanti, monta su un costone (quota 450 m circa) dove transita un sentiero più ampio. Si gira a sinistra in dolce salita nel bosco, guadagnando la spalla del Bric Brigna (473 m), percorsa dalla pista di un metanodotto. Si gira a sinistra, in comune col metanodotto, quindi si lascia a destra una diramazione. Poco più in alto si abbandona il metanodotto per salire a destra sulla mulattiera segnalata. Passati accanto ad una fonte, si esce dalla boscaglia, ai piedi dei pendii di erba e rocce del Monte Pennone; qui il panorama si apre verso est su una buona parte di Appennino Ligure. Giunti sotto un elettrodotto si incrocia una mulattiera, quindi si effettuano due tornanti passando a monte di un roccione. La mulattiera si innalza in diagonale sul versante nord-est del Monte Pennone, quindi guadagna la selletta (747 m) che lo separa dal Bric Pigheuggiu. Il sentiero segnalato taglia in lieve salita il versante sud-ovest del Bric Pigheuggiu, passando accanto al Riparo ex Dazio (758 m). Si passa poco sotto una sella erbosa, poi si taglia in lieve salita il roccioso versante sud del Monte Tardìa Levante, con meravigliosi scorci su Arenzano. Passando tra rocce dalle forme strane, il sentiero guadagna il Passo Tardia (858 m), ampia sella erbosa tra le due cime del Monte Tardia. Il segnavia X rossa attraversa la sella, quindi scende in diagonale fino al Passo della Gava (751 m).
Segnavia 3 bolli rossi (dal Passo della Gava al Rifugio Argentea)
Al crocevia del passo si sale su un sentierino un po’ sconnesso tra erba, rocce e cespugli. Oltrepassati alcuni saliscendi si raggiunge una mulattiera segnalata con una V bianca e la si segue verso destra, attraversando il Rio Leone e transitando accanto alla Fonte Leone (866 m), che gli dà origine. Il sentiero prende quota con due tornanti e giunge ad un bivio, dove si lascia a destra la V bianca diretta alla Rocca Vaccaria per proseguire lungo la traccia principale. In corrispondenza dell’alveo di un piccolo rio si trova un bivio.
Una traccia si stacca a destra e conduce in pochi minuti al piccolo Rifugio Buniccu (950 m), una costruzione in pietra utilizzabile come riparo in caso di maltempo.
Si prosegue dritti lungo il sentiero segnalato, che scavalca la Costa di Guadi (quota 975) e poi taglia pressochè in piano il versante sud-est della Rocca Vaccaria. Si lascia a destra un sentiero segnalato con una M bianca che sale al sovrastante Passo Crocetta, poi si supera un altro costone tra erba, rocce e radi pini e si raggiunge il piccolo Rifugio Fasciun (983 m), costruzione in pietra utile come riparo in caso di maltempo. Nei pressi del rifugio si trova una fonte perenne.
Subito oltre il rifugio si trova un bivio; si trascura la traccia principale che taglia verso la Collettassa e si piega a destra seguendo i tre punti rossi. Il sentiero si innalza dritto tra erba e rocce, poi piega a sinistra e va ad attraversare un ripiano erboso; con un’ultima breve salita si guadagna la piatta Cima Pian di Lerca (1088 m) dove sorge il Rifugio Argentéa.
Segnavia AVML: Dal rifugio Argentea al Monte Pennello
A questo punto l’itinerario prosegue lungo l’Alta Via dei Monti Liguri, in direzione est, sulla cresta pressoché pianeggiante verso il passo del Faiallo, passando per il Passo Crocetta (1068 m), Passo Vaccaria (1115 m), Monte Reixa (1183 m) e Passo del Faiallo (1050 m).
Dal Passo del Faiallo, seguire il sentiero dell’Alta Via che passa poco sopra la statale Faiallo – Turchino, con panorami straordinari sulla costa ligure e sui rilievi che digradano verso la Pianura Padana, Alpi comprese.
Quando il sentiero si collega alla statale zona Forte Geremia, seguire il largo sentiero versante nord del Bric Geremia che si addentra nel bosco fino a raggiungere il Giovo di Masone (674 m) e il passo del Turchino (532 m)
Sempre seguendo i segnavia bianco-rossi dell’AVML, si supera una sbarra e si imbocca una comoda strada sterrata che sale verso est, tagliando nel bosco sul versante nord dello spartiacque principale. Si aggirano gli arrotondati monti Turchino in lieve salita, per poi raggiungere la sella erbosa che separa quest’ultimo dal Bric Prato d’Ermo (quota 716). La sterrata piega quindi a sinistra in lieve discesa. Si rientra nel bosco e, contornato anche il Bric Prato d’Ermo, si raggiunge l’ampia depressione erbosa del Giovo Piatto (o Passo del Veleno; 660 m).
Qui si incontra il segnavia “triangolo rosso vuoto”, proveniente da Acquasanta. Si prosegue lungo l’AVML, salendo in diagonale per prati. Lasciata a sinistra la tondeggiante sommità del Bric Marino la pendenza diminuisce e si procede comodamente tra erba, rocce e radi pini. Si lascia a sinistra anche il Bric Strambè, per raggiungere una poco marcata sella erbosa (quota 805).
Si prosegue in salita più ripida, su un sentiero dal fondo sconnesso e malagevole, tra tratti erbosi e boschetti, passando accanto ad una baracca de pria. Più in alto la salita si fa meno ripida e si raggiunge l’ampia sella del Colle Gandolfi (938 m), posta sull’altopiano della Scaggia tra il Monte Pennello e il Monte Foscallo. Si abbandona l’AV per piegare a destra, lungo la stradetta sterrata che risale gli ultimi pendii erbosi fino alla panoramica vetta del Monte Pennello (995 m).
Segnavia E1 Sentiero Europeo (dal Monte Pennello a Pegli)
Dal monte Pennello si scende attraverso l’altopiano erboso in direzione sud passando attraverso una baracca da pria e giungendo nei pressi della sorgente del Fontanin da scaggia (920 m – area picnic). Si prosegue lungo il versante ovest raggiungendo Cian de Figge (615 m) e successivamente, seguendo il crinale, si raggiunge Pian delle Monache (340 m). La strada alterna adesso tratti sterrati a tratti asfaltati e in breve si arriva nei pressi di Pegli 2 e poi della Stazione.
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