Da cui scendere verso il lago (traccia di sentiero) e iniziare a traversare a destra quando sensato. Perdere progressivamente quota fino ad arrivare al livello del lago, che si continua a costeggiare guadando un grosso corso d’acqua, spesso da attraversare scalzi.
Da lì si punta alla base dello sperone che costituisce la cresta del Naso, la via per arrivarci si trova sul suo fianco O-N-O (a sx).
Dal guado continuare dritti puntando a passare a destra dell’evidente coppia di cascate.
Risalire quindi le placche a dx delle evidenti cascate per facile diedri e canali appoggiati, poi si continua su pietraie faticose, (occhio alla caduta di sassi) mirando ad un evidente prato verde sulla sinistra dello sperone roccioso che si ha davanti, si incontra qualche raro ometto. Raggiungere il prato e risalirlo: al suo vertice, in un diedro fessurato parte la via diretta (incisione su roccia, fino a VII-). Ignorarlo e continuare a costeggiare la parete verso sx su pietraie ripide, fino a una cascatina, probabile ultimo punto d’acqua affidabile in stagione più inoltrata. Superare il risalto roccioso alla sua sx ed entrare nell'anfiteatro successivo. Continuare a salire in direzione della seraccata fino a individuare un sistema di cenge e placche appoggiate che permette di traversare verso destra su roccia e riprendere la cresta principale. Questo primo tratto è facile e su roccia abbastanza buona, ma con molte possibilità. Ci si arriva in 4 -5 ore circa. Possibilità di reperire acqua da canali che colano sulle placche.
Salita al Bivacco Mamo Comotti dalla Cresta
Iniziano i 400 metri di cresta per il bivacco. Seguire il percorso più logico cercando sempre la strada più semplice fra cenge, diedri e placche. Si inizia con delle placche di III, salire sempre in diagonale verso dx seguendo il facile fino a raggiungere un canale di sfasciumi, risalirlo fino a quando a dx si trasforma in un lungo diedro camino, che si risale per intero.
Roccia abbastanza buona rispetto alla cresta del Naso. Aggirare dei torrioni, si incontra qualche ometto ma dopo le ultime placche le difficoltà sono finite. Aggirare sempre a destra le difficoltà finché a trovare un ometto gigante. Lì puntare dritto e dopo ancora 50 metri di sviluppo si arriva finalmente al bivacco a 3550 metri.
Il telefono ha campo sia per telefonate che dati, al 2024 non c’è elettricità, a seconda dell’innevamento potrebbe esserci ancora qualche piccolo nevaietto accanto alla struttura. Nel 2024 erano presenti numerose bottiglie d’acqua (14 euro la bottiglia da 2L) e del cibo in scatola, in larga parte scaduto da qualche anno.
Ci sono sei posti letto ma non è molto spazioso, benché comodo. 2-3 ore circa per il bivacco.
Cresta Sud del Naso del Lyskamm
Dal bivacco si rimontano i pochi metri prima di scendere per placche lisce (II) ad un intaglio. Qui si piega a destra per cengia, riguadagnando la cresta. Se ne segue il filo su buona roccia, salendo e scendendo altri due torrioni. Si cammina così in discesa su roccia friabile e detritica, risalgono delle placche con buone lame per spostarsi poi a destra ed evitare un altro torrione.
Prosegue la lunga cavalcata facendosi strada in piano tra blocchi instabili di colore bianco, seguiti da un settore caratterizzato da rocce lisce, da superare sul filo o dove risulta più semplice. Finalmente si arriva ad un settore caratterizzato da rocce granitiche bianche solide fino ad uno spigolo che si scala (IV). Ancora altra arrampicata su roccia meno solida, ma mai difficile (valutare dove si mettono i piedi e cosa si tira) fino ad arrivare alla quota neve. Da qui si calzano i ramponi e si risale il pendio che in 100m di dislivello conduce alla cresta nevosa da seguire fino cima del Naso del Lyskamm a4272.
4-5 ore dal bivacco.
Dal Naso si può proseguire per la Cresta Sella al Lyskamm Orientale o, scendere ai Rifugi Gnifetti e Mantova, oppure (ghiaccio permettendo) congiungersi alla cresta che porta con un’altra ora e mezzo di cammino al Quintino Sella.
- Bibliografia:
- G. Buscaini, Monte Rosa - Guida dei Monti d'Italia TCI/CAI
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