Da Via Struppa , si imbocca la Salita Ca’ dei Baghini , che diventa subito una bella mattonata in pendenza , intercetta Salita San Bazà per poi tornare al vecchio nome attraversando ambienti bucolici sino a via Campodenego, che si segue a sinistra sino al termine ( ex villa di campagna degli Spinola ). Qui si abbandona la zona abitata e , seguendo i segnavia biancorossi , ci si addentra nel bel bosco guadagnando rapidamente quota . Il tracciato è evidente e ben indicato e segue un’antica mulattiera in discreto stato di conservazione . Si arriva presto ad un trivio presso alcuni ruderi : a sinistra si va in pochi minuti alle caratteristiche Terre Rosse e ai ruderi del Castelluzzo , diritti si va a Cartagenova , mentre a a destra si prosegue con il nostro itinerario . La bella mulattiera continua nel bosco per uscirne solo sul già panoramico crinale sotto la grande Croce di San Siro . Toccata la croce e la cappelletta ( 500 m. ) , si sale sempre sul crinale raggiungendo prima la vera cima del monte , poi una grossa e malandata stalla ovina e infine la Curva del Perdono sulla Provinciale per Creto . Il sentiero continua dalla parte opposta della strada e conduce brevemente in Via dei Villini di Creto , che si segue sino al termine dell’asfalto . Si risale il roccioso crinale sino alla Colla del Canile ( 645 m.) e sempre seguendo il segnavia biancorosso si arriva al Monte Alpe ( 800 m.) e quindi al Monte Carossino ( 839 m.), le cui vette sono contrassegnate dai paletti del metanodotto.Scendendo ripidamente sul versante opposto , si intercetta subito il Sentiero Liguria Luni-Ventimiglia , indicato da una X rossa . Imboccandolo a sinistra si rientra nel bosco e ci si rimane sino ad una radura dove si incontra il crinale ( percorso anch’esso dal metanodotto ) che ci riporterà a Genova . Dopo la radura i segnavia spariscono ma il percorso è evidentissimo per i paletti delle tubazioni . La lunga ed ondulata dorsale ci conduce sulle anonime cimette del Mezzano e del Butegna e poi su quella del Corvo ( 534 m. – croce ). Poco dopo si incontra un alto recinto di filo spinato , con un passaggio per superarlo . Se come me non volete entrare in una proprietà privata , lo aggirate a sinistra raggiungendo una sterrata dove ricompaiono le X rosse . Proseguendo a destra , raggiungiamo la Crociera di Pino , dove ritroviamo l’asfalto che seguiamo sino a sopra Trensasco . Subito dopo la trattoria Baita del Diamante (390 m.), i cartelli invitano a salire al bellissimo Forte Diamante con un tracciato ripido e faticoso . Dal Diamante ( 667 m.) si possono raggiungere il Monte San Michele ( 650 m. – ex Forte Fratello Maggiore ), il Forte Fratello Minore ( 622 m. ) , il Forte Puin ( 508 m.) ed infine il grande Forte Sperone ( 489 m.) , dove ritroviamo l’asfalto e le aree parcheggio del Parco del Peralto . Costeggiando il Forte Castellaccio si scende al Righi e da lì si raggiunge il centro con la funicolare , con il bus oppure a piedi . Sino al Righi dovrebbero essere circa 21 chilometri di strada , per quasi 1300 metri di dislivello complessivo .
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