650m
Si percorre la strada toccando le varie frazioni di Bellino, e poco oltre Chiazale si trova la località Ponte Pelvo , riconoscibile appunto per un ponte in legno nei pressi di un fabbricato di una piccola centrale idroelettrica. Possibilità di posteggio nello spiazzo limitrofo altrimenti lungo la strada poco prima.
Dal Ponte Pelvo sul torrente Varaita attraversare raggiungendo subito un edificio di una piccola centrale idroelettrica, e proseguire sulla stradina sterrata che risale un ampio prato raggiungendo un alpeggio ai margini del bosco. Proseguire lungo la stradina, che attraversa due guadi sul rio, fino ad incontrare sulla destra il sentiero U25 (cartello malandato) per il Lago Camosciera, trascurando il percorso U24 che invece prosegue per il Colle della Bicocca.
Risalire il vallone Camosciera inizialmente tra i larici, e poi successivamente tra pascoli e rado bosco, al di sotto delle aspre balze rocciose della cresta divisoria con il vallone di Traversagn. Ci si incunea in un canalino sulla destra dove il sentiero sale tra detriti e rigagnoli, per guadagnare un primo ripiano erboso.
Qui la traccia si biforca in corrispondenza di un grosso masso al centro del pianoro: proseguire a sinistra per il Lago Camosciera, attraversare il pianoro e salire un pendio che dà accesso ad un secondo bellissimo pianoro erboso solcato da diversi ruscelli.
Ancora a sinistra, si sale il pendio di erba che nella parte mediana presenta una modesta barriera rocciosa che si supera senza problemi tramite un breve canalino. Si sbuca così ad una sella a circa 2550 m alla base del versante sud del Bric Camosciera. Proseguendo brevemente sul sentiero pianeggiante, aggirando un dosso, si può raggiungere il piccolo Lago Camosciera, dal quale si può vedere con maggior chiarezza il versante di salita alla cima.
Dalla sella, si sale verso nord attraversando una breve fascia di pietraia alla base del pendio, ma in realtà se si individua una lingua erbosa si passa fra le rocce senza nemmeno toccarle.
Successivamente si sale senza percorso obbligato il ripido pendio erboso fino a giungere in prossimità di una estesa pietraia che proviene dalla cresta sovrastante: qui conviene, appena possibile, tagliare in diagonale il pendio verso destra (direzione Pelvo d’Elva) senza raggiungere la pietraia ma sfruttando le lingue erbose che portano ad un piccolo poggio, sorretto da delle barre rocciose rosso scuro che si notavano già dal basso.
Proseguendo in diagonale ascendente, lambendo soltanto la pietraia, questa termina ben presto lasciando posto ad un pendio erboso che si risale facilmente portandosi sul crestone ovest proveniente dalla cima. Qui si segue una traccia piuttosto marcata che porta al breve strappetto finale su terreno erboso/terroso. Piccolo ometto di pietre.
- Cartografia:
- IGM f.79,tav Bellino
- Bibliografia:
- Guida monti d'Italia Monviso Alpi Cozie meridionali
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