Viso Mozzo via Serena

L'itinerario

difficoltà: D-   [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Nord-Est
quota partenza (m): 2730
quota vetta (m): 3019
dislivello complessivo (m): 300

copertura rete mobile
dato non disponibile

contributors: Insosta
ultima revisione: 11/09/06

località partenza: Pian del Re (Crissolo , CN )

bibliografia: Monviso e le sue Valli ( Berutto)

note tecniche:
Arrmapicata piacevo su difficoltà basse , sempre al sole.
la via è da proteggere utilli friends e nuts medi e piccoli , i primi salitori hanno usato nuts, i cuneo e 2 chiodi; lasciati il cuneo e i chiodi

descrizione itinerario:
Dal pian del re si segue il sentiero che porta al Rif Q. Sella fino all' inizio del 5 tornante dopo il lungo traverso sotto la morena N-E del Monviso, dove inizia una traccia di sentiero. La si segue , traversando lungamente( quando si perde tenersi alti sotto la bastionata sino a raggiungere la dorsale erbosa del Monte Ghicia Pastur che domina il grande cono di deiezione del versante N-E del Viso Mozzo. La si risale un poco seguendo una ripida traccia deviando poi a sinistra sulla pietraia per puntare al canale dal quale si innalza il campanile di S.Chiaffredo. Giunti ad un centinaio
di metri dalla base del Campanile di S. Chiaffredo, si superano
dei grossi massi dove sgorga sempre l'acqua e, poco più
in alto, si gira a ds. (ometti), pervenendo all'attacco, su una cengia
sotto una placca con fessura-camino a sin. esposta ad E (da
2h a 2h 30' dal Pian del Re).

l) Superare il camino-fessura ed uscire sul filo dello sperone (IV,
III, 35 m).
2) Salire un diedrino a sin., poi seguendo una placca frastagliata
si riprende il filo, andando a sostare in un anfratto (IV, III, 30 m).
3) Salire un paio di metri, poi ascendere a sin. verso un diedrocanalino
che termina su una forcelletta. Vincere il diedro e sostare
alla forcella (III, IV +, III, 1 cuneo rimasto, 35 m).
4) Percorrere una parete nerastra fino alle cenge presso la arrotondata
sommità del primo risalto (III +, III, 35 m).
5) Obliquando leggermente a sin. si va a riprendere il filo della
nervatura, che diventa sempre più ripido, fin sotto un evidente
diedro sinuoso interrotto da gradoni rovesci (Il, III, 40 m).
6) Si attacca il diedro e lo si segue sino al termine, sostando in
un'insenatura dominata da uno strapiombo (IV, IV + , IV, 1chiodo
lasciato alla sosta, 20 m).
7) Evitare lo strapiombo traversando 2 m a sin., e proseguire presso
il filo dello spigolo su rocce nerastre fino a delle cenge erbose
(IV-, III+, 35 m).
8) Proseguendo sullo sperone si raggiunge un minuscolo colletto,
dominato da una bella placca biancastra triangolare, alta una
decina di metri (III, III +, IV-, 40 m).
9) La si supera prima al centro, poi sulla ds. in fessura (l chiodo
lasciato); successivamente si evita uno strapiombo a sin. e si prosegue
sullo spigolo fino ad una terrazzetta comoda
(IV, IV + ,IV-, 35 m).
lO) Seguendo il largo sperone si guadagna un ripiano situato una
quindicina di metri sotto la cima (III, IV-, 40 m).
11) Gli ultimi metri si superano direttamente per rocce verticali,
sbucando sui comodi lastroni dieci metri a ds. del punto culminante
(IV-, 15 m) (relazione di G.L. Bozzo).

Discesa a piedi per la normale del Viso Mozzo