Plù (Monte) Sperone grigio integrale

difficoltà: 6a
esposizione arrampicata: Sud
quota base arrampicata (m): 2000
sviluppo arrampicata (m): 300
dislivello avvicinamento (m): 270

copertura rete mobile
vodafone : 100% di copertura
no operato : 0% di copertura
altri : 80% di copertura

contributors: subdir
ultima revisione: 23/05/09

località partenza: Chiampernotto (Ceres , TO )

bibliografia: Cento nuovi mattini

note tecniche:
Via di stampo classico che vince con percorso logico lo sperone grigio. Lame, fessure e diedri. La roccia è serpentino, bello quanto si vuole ma non è granito. Cmq roccia quasi sempre ottima lungo la linea di salita. Tutte le soste sono state riattrezzate a spit (alcune collegate con cordino), tranne la S4 (su clessidra e due chiodi, ulteriormente integrabile con friend di varie misure), la S9 e la S10. Chiodi sulla via, alcuni in buone condizioni, altri marci, al pari di alcuni cunei e cordini incastrati nelle fessure. Portare serie completa di nut e friend (camalot fino al 3), eventualmente il martello per ribattere i chiodi in posto.

Accesso: oltrepassata Ceres in Val d’Ala (TO), si raggiunge la frazione Chiampernotto e si parcheggia sulla sx nei pressi di un piccolo ponte sul torrente. Un pannello posto a lato di un garage segnala l’attacco del sentiero. Il sentiero, in questo tratto buono e ben segnalato, sale a svolte nel bosco di castagni fino all’Alpe Monaviel (sorgente). Si superano le case e si prosegue su traccia adesso orizzontale vs ovest (sx), fino a un evidente canale percorso da un torrente. Da qui si scorge lo sperone, bellissimo e imponente. Occorre attraversare il canale e poi risalire sulla dx orografica per tracce invase dalla vegetazione e piccoli salti (bolli rossi sbiaditi). A tratti risulta più comodo risalire direttamente nel bosco (a sx del canale salendo) comunque senza mai staccarsene troppo. Dopo circa 200 metri di dislivello, il cammino risulta sbarrato da un enorme masso. Un cordone rosso aiuta a vincere un caminetto sulla dx e a salire sopra il masso. Questo è il punto dove riconduce la discesa a piedi, dunque si possono lasciare qui gli zaini e il machete. Notare accanto a un pannello semidistrutto un buon ancoraggio per scendere in doppia alla base del masso.
Da qui per tracce ora più chiare si giunge alla base dello sperone. Si notatano gli spit di alcune vie recenti, ma occorre spostarsi in orizzontale verso sx in direzione del punto più basso dello sperone, fino a un piccolo ballatoio incassato tra una lama staccata e la parete. Bollo giallo e due spit di sosta (2h in totale).

Discesa: la relazione in ns possesso illustrava la discesa a piedi, che abbiamo senz’altro seguito. E’ possibile altresì calarsi in doppia perché la metà delle soste (una sì una no) sono collegate e dotate di maglia rapida. A posteriori, scendere in doppia è un’opzione da non scartare. Discesa a piedi: dall’ultima sosta raggiungere il punto più basso della cresta sommitale e imboccare il canale a est (dx). Occorre scenderlo integralmente, talora con semplici passaggi di arrampicata, talaltra con brevi doppie. Noi abbiamo visto un solo ancoraggio in posto - due chiodi in fessura terrosa, uno dei quali orrendo, l’altro brutto, uniti dalla fettuccia peggiore che io abbia mai visto e con un anello arrugginito che forse una volta era un maillon rapid. Abbiamo lasciato un maillon nuovo sul chiodo brutto ma si può anche scendere arrampicando (un pò esposto). Si prosegue la discesa per tracce. Abbiamo fatto tre o quattro doppie su alberi per superare i salti più scoscesi o bagnati. In corrispondenza di un salto di una decina di metri, non arrampicabile direi, ci viene il dubbio di avere sbagliato canale perché non abbiamo trovato alcun ancoraggio per la doppia. Allora siamo risaliti qualche metro e ci siamo calati da un albero. Da qui in poi si scende più facilmente, giungendo infine in vista del grande masso dove si lasciano gli zaini (magari lasciare all’andata un bel segno visibile tipo maglietta colorata). Si attraversa vs dx e ci si ricongiunge alla traccia seguita in salita, da qui in breve al masso. Noi ci abbiamo messo quasi due ore dall’uscita della via a qui; ancora un ora e mezza per arrivare alla macchina (3h30 in totale).

descrizione itinerario:
L1 – bella fessura, a tratti un pò erbosa ma accoglie friend di ogni dimensione; V+;
L2 – partenza facile, poi insidioso diedro verticale fessurato. Il passo di uscita è un pò da studiare, poi a sx verso la sosta; V. Si consiglia di proseguire ancora per tre-quattro metri a sinistra ad un’altra comoda sosta alla base del diedro di artif;
L3 – cupo diedro verticale, da salire in artificiale su friend, chiodi, cunei e sassi incastrati in fessura. Faticoso. Se ne esce a sx per poi rientrarvi fino a una delle soste più scomode del creato; A0 e V;
L4 – partenza ancora nel diedro, poi si esce a sx fino a un ballatoio. Possibile sosta su 2 spit; altrimenti si vince il muretto sovrastante, scavalcando lo spigolo, e si esce su placca lavorata ma non banale; V+. Sosta su clessidra e due chiodi, uno dei quali da dimenticare (e dunque da integrare);
L5 – ancora fessura verso sx, poi si giunge sotto un tettino fessurato (camalot nr 1 da allungare) che si aggira a sx con bel passaggio. Ancora per fessura e poi placca lavorata e appoggiata fino al terrazzo al termine del primo salto; VI o A0. Sosta sconcertante su due spit tre metri sopra il comodissimo terrazzo, oppure da attrezzare con fettuccia su spuntone e friend sul terrazzo medesimo. Dovrebbe essere reperibile una barretta di Mars dimenticata da me medesimo sul terrazzo, a meno che non sia passato prima qualcun’altro (cosa della quale è lecito dubitare);
L6 – in traverso a dx, visibili 2 chiodi. Poi fessura non banale e diedro appoggiato che riporta verso sx; V;
L7 – strapiombino in partenza, poi si segue più facilmente il bello spigolo; IV+;
L8 – ancora sullo spigolo; dopo un chiodo procedere tenendo d’occhio la dx fino a scorgere la sosta verso la quale occorre attraversare; III+. In alternativa, se si è scemi, tirare dritti fino alla fine dello spigolo; giunti al suo termine, abbracciarne la punta e maledire se stessi, capire che la sosta è 7-8 metri più in basso a dx e scendere in arrampicata fino alla stessa. Alternativa suggestiva ma sconsigliata (IV e tante parolacce);
L8 bis – si sale ancora un facile e breve muretto e poi, giunti alla fine del secondo salto, si va verso sinistra fin sopra un blocco; 2 spit di sosta;
L9 – forse la lunghezza più bella, impegnativa anche dati gli otti tiri alle spalle. Partenza in diedro, poi bei passaggi in dulfer su fessura, spostandosi progressivamente verso sx. Segue un altro bellissimo diedro verticale che invita ad ampie e virtuose spaccate. Si esce su cresta orizzontale fino alla sosta con cordone
L10 – facili risalti fino alla vetta, sosta su cordone posto attorno ad un grosso blocco; III-.