Asta (Cima d') Via Normale da Malga Sorgazza

sentiero tipo,n°,segnavia: sentiero 327-364
difficoltà: E   [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Varie
quota partenza (m): 1440
quota vetta/quota massima (m): 2847
dislivello salita totale (m): 1400

copertura rete mobile
no operato : 0% di copertura

contributors: lancillotto
ultima revisione: 10/08/17

località partenza: Malga Sorgazza (Pieve Tesino , TN )

punti appoggio: Rifugio SAT Brentari

cartografia: Carta Tabacco 058 - Valsugana Tesino

accesso:
da sud x S.S. 47 Valsugana per Grigno (Sp 75), Castello e Pieve Tesino. Da qui si seguono le indicazioni per Val Malene e malga Sorgazza. Gli ultimi 10 km sono su strada molto stretta.
Ampio parcheggio alla partenza.

note tecniche:
Malga Sorgazza non gestita nel 2017

Rifugio Brentari aperto dal 18/06 al 25/09/2017.
E' il punto di partenza per le ascensioni alla vetta di Cima d'Asta o per le traversate verso la zona orientale del Gruppo di Lagorai. negli ultimi anni è tappa del bel trekking Alta Via del Granito e del giro del Zimon.

descrizione itinerario:
Dal parcheggio a quota 1440, seguire la sterrata che oltrepassato il bacino artificiale conduce alla teleferica del rifugio Brentari (circa 50'). Il sentiero sempre evidente anche se scomodo in qualche tratto tra i sassoni sale lasciando vari bivii fino alla base dei Lastroni: qui si può scegliere in base alle capacità e alla condizione del sentiero (neve, ghiaccio...) se salire direttamente per le belle placche di granito, ripide ma facili in condizioni normali o per il più facile Sentiero dell'Asino, maggiormente panoramico e tranquillo. In un modo o nell'altro si giunge al lago e al rifugio Brentari mt 2475 (circa 3 ore).
SEguendo i segnavia molto evidenti si raggiunge facilemente la Forzeleta mt 2660. Discesa per un canalino attrezzato che fa perdere dislivello e risalita verso la vetta mt 2847. Questo tratto, esposto a nord, è spesso innevato fino a stagione inoltrata. In vetta il piccolo bivacco Cavinato. Panorama molto vasto, anche se facilmente si trova nebbia.

altre annotazioni:
Fonte SAT
Il rifugio Brentari il principale rifugio realizzato dalla SAT nel gruppo del Lagorai-Cima dAsta e per decenni fu l'unico esistente nel piu' esteso gruppo montuoso del Trentino.
L'idea di realizzare un rifugio in questa zona maturo' all'inizio del secolo scorso tra alcune guide locali; tra queste i Tessaro "dei Tesseri", Sebastiano Marchetto "dei Orli-Scalia", Domenico Loss detto "Tabarro" da Caoria.
L'occasione per avanzare questa proposta venne dal Congresso della SAT del 1906 tenutosi a Roncegno. I lavori iniziarono l'anno successivo.
Il 24 agosto 1908 il rifugio Cima d'Asta, una costruzione dalla tipica forma a "cubo" veniva inaugurato e affidato a delle guide alpine locali.
Nel corso della grande guerra il rifugio sub danni gravissimi e la SAT, che nel frattempo si era ricostituita ed associata al CAI, lo inseri' tra le costruzioni da ripristinare al piu' presto. Cosi' gia' nel 1922 il rifugio Cima d'Asta venne risistemato e dedicato ad Ottone Brentari, insigne scrittore e alpinista nato a Strigno nel 1852 e morto a Rossano Veneto nel 1921, autore della prima guida del Trentino, commissionata proprio dalla SAT: un'opera che ancora fa testo per completezza e rigore, una vera miniera di informazioni, modello insuperabile per la severa ricerca e precisione. Vent'anni dopo, la seconda guerra mondiale arreco' nuovamente gravi danni al rifugio fatto segno di innumerevoli vandalismi.
Grazie all'opera di Giovanni Strobele, allora segretario della SAT, il rifugio fu riaperto l'8 agosto del 1952.
Questo rifugio mantenne ancora la struttura a "cubo" e una capacita' ricettiva di soli 18 posti. Negli anni '70 venne installato uno dei primi telefoni a "celle solari".
Nel 1982 la SAT di fronte a una presenza sempre piu' frequente di comitive e di alpinisti decise di effettuare un radicale ampliamento del rifugio. Iniziati i lavori nel 1984 si conclusero il primo settembre 1985 quando il nuovo rifugio Brentari venne inaugurato ufficialmente.
La nuova costruzione dispone di una cubatura tre volte maggiore di quella originale che stata incorporata alla nuova.
Ai piedi della parete sud del massiccio di Cima d'Asta, sul ciglio di una diga morenica naturale che delimita il laghetto omonimo, il rifugio si affaccia su un ampio anfiteatro montuoso.

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