Leitosa (Cima di) Sperone centrale della parete ovest

L'itinerario

difficoltà: TD-   [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Ovest
quota partenza (m): 2180
quota vetta (m): 2870
dislivello complessivo (m): 690

copertura rete mobile
no operato : 0% di copertura

contributors: block65
ultima revisione: 12/08/15

località partenza: Forno Alpi Graie (Groscavallo , TO )

punti appoggio: Albergo Savoia - Forno Alpi Graie

cartografia: Alte Valli di Lanzo - Escursionista Editore

bibliografia: Guida ai monti d'Italia - Alpi Graie Meridionali; Berutto - Fornelli CAI/TCI

accesso:
dal Santuario di Forno Alpi Graie, salire la scalinata che porta alla torre e uscire dalla recinzione chiudendo il cancello. Seguire quindi il sentiero con bollini rossi che s’inoltra sul fianco destro idrografico del tratto iniziale del vallone di Sea. Superare la Cascata del Mulinello, quindi salire lungo traccia più debole ma ben segnalata, fino a raggiungere lo stretto passaggio franoso sotto il Portale degli Elfi. Scendere nel canale di Nosferatu e attraversarlo su massi instabili e salire su ripida traccia alla base della Parete del Nano. Salire ancora fino a entrare all’imbocco del primo vallone di Leitosa. Qui la traccia diviene malagevole e più ripida passando contro una fascia di rocce-erba, per poi divenire di nuovo più percorribile fino a un piccolo rio. I bollini in questo punto s’interrompono ma è abbastanza intuibile che non bisogna puntare verso la pietraia a destra quanto salire direttamente per dossi erbosi con sterpaglia, fino al Gias Leitosa primo. Di qui andare a destra e reperire un bel lastricato nella pietraia che conduce in breve alla base della Cresta della Cittadella, passando poco sotto il caratteristico masso tavolare di attacco. Andare oltre e scendere nel ripido impluvio roccioso (freccia di vernice poco visibile) risalendo su placchette umide il lato opposto. A questo punto occorre districarsi al meglio tra gli ontani che occupano il dosso morenico alluvionale del secondo vallone di Leitosa, mantenendo la direzione sud-sudest e senza perdere quota. Giunti in una zona più prativa si tocca il Gias Leitosa secondo. Salire dietro le costruzioni per ripido prato e puntare al contrafforte che costituisce il prolungamento dello sperone ovest del Torrione del Gallo. Passare alla base della sua propaggine est e guadagnare la selvaggia comba erbosa rocciosa che costituisce lo zoccolo della caotica e repulsiva parete ovest della Cima di Leitosa. Proseguire in ascesa sotto una barra rocciosa sbarrata in alto da tetti e imboccare un canale difeso da lacune placche lisce. Salire (passi di II e III-), quindi raggiungere il valloncello erboso e detritico che conduce alla base del crestone centrale della parete ovest (ore 3 da F.A.Graie).

note tecniche:
La via sale nella prima parte l’evidente nervatura centrale della parete ono della Cima di Leitosa 2870 m, che delimita il secondo canale parallelo a sinistra, di quello percorso dalla Goulotte fantasma centrale che si forma in particolari inverni. Raggiunta la grande cengia detritica superiore, esce sul torrione probabilmente percorso probabilmente dalla cordata Borelli-Girardi-Visetti nel 1914

descrizione itinerario:
Salire con una lunghezza di quasi 50 metri le rocce rotte fino a portarsi alla base delle placche che costituiscono la base del torrione III+ (S1). Salire quindi la placconata compatta sul bordo sinistro, appoggiandosi un po’ allo spigolo, IV+ e V-, fino a un terrazzo sotto una fascia di tetti (S2). Traversare a sinistra passando sul lato nord del crestone e salire un diedro un po’ lichenato V, la cui fessura di fondo è ostruita in alto da una lama sporgente che obbliga a un faticoso passaggio molto esposto V+. guadagnare il filo dello spigolo e salire lungo diedrini articolati fino a una piattaforma (S3). Rientrare sulla placconata ovest e salire un fessurino in libera che incide un muro verticale fino a quando questo diventa troppo stretto per le dita (VI+ un passo di VII-). Chiodare allora tre metri della crepa A1 e afferrare in alto una cornice che permette su ribaltarsi su una bella placca lavorata (chiodo lasciato). Salire pochi metri III e riportarsi sul filo dello spigolo, dove si sosta su un terrazzino (S4). Evitare un tetto che chiude il torrioncino superiore girando sul lato nord e proseguire su roccia brutta per una decina di metri IV- fino a quando, aggirato il torrione, si sosta appena dietro su blocchi (S5). Il crestone s’impenna ora notevolmente ed è sbarrato in alto da alcuni tetti. Seguire il fil di spigolo compatto e poco chiodabile con un tratto di V+ sostenuto che porta quasi sotto il tetto sommitale. Traversare allora a sinistra e infilarsi in un orrido camino con blocchi incastrati, che si sale fino a uscire sulla selletta a sud del torrione IV+ (S6). Con due lunghezze (passi di II+) percorrere la crestina abbattuta che porta al torrione successivo (S6 e S7). Salire allora il torrione appoggiandosi allo spigolo di sinistra (IV+), poi una placca incisa da un’esile ruga che obbliga ad alcuni passi delicati senza protezione V-. Sostare infine su una cornice (S8). Salire allora sul lato nord del torrione con arrampicata non difficile IV- ma su roccia poco solida fino a raggiungere l’uscita, alla base di rocce rotte sotto la grande cengia superiore (S9). Salire al meglio tra un dedalo di blocchi e fasce rocciose per un paio di lunghezze e senza via obbligata (S10 – 11), poi camminando portandosi alla base dell’evidente torrione che sostiene la cima. Salire nel punto più debole per facili placche abbattute III+, fino all’impennata di uno scudo più compatto, evitarlo a sinistra per un canalino poco invitante che si stringe a camino in uscita IV- (S12 – S13). Riprendere il filo di cresta e uscire su rocce rotte in vetta alla Cima di Leitosa III – (S14). Questo tratto è probabilmente in comune con la via Borelli-Visetti-Girardi.
Discesa: dalla vetta seguire la cresta su facili rocce ma esposte, in direzione nord, fino a reperire una cengia obliqua che immette in un canale. Scendere nel canale con cautela fino a “scappare” sulle roccette dell’estrema parte sinistra della parete nord (doppie da attrezzare possibili). Di qui alla base (passi di II+, Variante Altavilla Vittoni 1967).
Materiale: in posto sono rimasti solo 2 chiodi. Portare una scelta di chiodi e una serie di friend fino al 4 BD, raddoppiando le misure 1-2 e 3. Utile una staffa.