Clavarino Luigi (Punta) quota 3070 m Via Didattica 99

Clavarino Luigi (Punta) quota 3070 m Via Didattica 99

Dettagli
Dislivello (m)
1851
Quota partenza (m)
1219
Quota vetta/quota (m)
3070
Esposizione
Sud-Est
Grado
D-

Località di partenza Punti d'appoggio
Rifugio Daviso 2280 m

Note
Bella scalata classica in cresta, su roccia generalmente discreta, che supera direttamente tutte le difficoltà aggirate nel 1910 da Girardi - Benedetti. L'itinerario diretto fu realizzato agli inizi di giugno del 1999 da M.Blatto e Renato Rivelli che, date le condizioni di innevamento, dalla sommità del gendarme quotato 3070 m salirono direttamente in vetta(3262 un) lungo un itinerario di misto che si teneva poco a sinistra dello Sperone dei Francesi. Qualche punto di sosta fino alla quota 3070 m, fu attrezzato successivamente dall'allora Gruppo Alpinistico "Diavoli Rossi".

Descrizione

Da Forno Alpi Graie si segue il sentiero 318 che conduce in 2 ore al Rifugio Daviso 2280 m.
Di qui si risale lungo il sentiero che porta al Col Fea e, poco prima del bivio per il Col Girard, si piega a sinistra fuori traccia seguendo degli ometti e dei bollini di vernice rossa sbiaditi, giungendo all’attacco del punto più basso della cresta sud – est della Punta Clavarino (quota di attacco 2555m).
Attaccare un diedro aperto (freccia di vernice) e con arrampicata divertente (4c)guadagnare il filo della cresta.
Seguirla con tratti di conserva alternati a tratti di progressione in arrampicata (3c), pervenendo una cornice che caratterizza il versante est, a piombo su un salto verticale di oltre 200 Traversare a monte con cautela (1 chiodo e roccia dubbia) e toccare uno sperone caratterizzato da lame poco stabili. Vincerlo direttamente (3c) e riportarsi sul fil di cresta che si segue con lungo tratto di conserva. Guadagnata la base di un bel torrione vincerlo direttamente lungo la fessura sinuosa che lo incide (4c, 1 chiodo) unscendi su un tratto di cresta molto esposto. Percorrere interamete la cresta orizzontale (3b, 1 chiodo), scendendo poi a un colletto che dà accesso agli sfasciumi del bacino del Ghiacciaio Martellot. Andare a destra e superare una parete verticale ma con buoni appigli(4a),fino ai piedi del formidabile gendarme finale.
Di qui due possibilità:
1)aggirarlo con facile ma esposta arrampicata sul versante est, guadagnando un canalino nevoso – detritico che porta in cima agevolmente
2)(soluzione consigliata) attaccare direttamente la parete sud del gendarme lungo una bella fessura atletica (5c e nessun chiodo),uscendo sulla piattaforma di vetta (3070 m, ore 2- 2,30 dall’attacco; ometto di vetta).

Discesa:
dalla vetta del gendarme scendere con cautela lungo il canalino della possibilità 1, guadagnandone la base. Abbassarsi disarrampicando fino al ciglio della parete sottostante, reperendo un ancoraggio per la doppia. Con 50 metri di calata portarsi sulla facile spianata di blocchi accatastati che porta al colletto che si affaccia sul bacino del Martellot. Scendere per sfasciumi fino sul filo di una placca affiorante costituita di rocce montonate e reperire 2 spit di calata. Con 50 metri raggiungere la base delle fasce rocciosi friabili, dove è finalmente possibile scendere a piedi (su morena o su neve)rientrando al punto di attacco. Attenzione a questa doppia, poichè e possibile trascinare blocchi instabili.

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scrivendo a redazione@gulliver.it
Cartografia:
Alta Valle Orco n° 14 - Escursionista e Monti Editore
Bibliografia:
Val Grande di Lanzo - Guida Alpinistica, M.Blatto, R.Rivelli
block65
21.07.2019
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