La via non è forse bella come quelle degli Speroni di Sea e si equivale con la Grassi - Vittoni. Ambiente severo e isolato e ascensione con qualche pericolo oggettivo, data la roccia non sempre buona.
Prima salita: M.Blatto, L.Pinto.
Abbandonare la traccia e salire lo speroncino su rocce rotte per poi entrare in un canale di sfasciumi, cui seguono un centinaio di metri di fasce rocciose con erba e gradoni (passaggi di II°). Portarsi verso un marcato ed evidente sperone giallastro chiuso in alto a sinistra da un evidente tetto a mezzaluna, segno di un antico crollo. Salire per due lunghezze su roccia buona fino in cima allo sperone (IV). portandosi su una terrazza inclinata con blocchi. Salire la terrazza e raggiungere la base di una parete dal colore che vira dal brunito al grigio-verde, solcata da fessure irregolari. salire per altre due lunghezze (max IV+) fino a un terrazzo dove la parete si fa più severa e la via porta verso un grande diedro aperto dalla facci destra un po’ strapiombante. Salire una lunghezza su roccia pessima III e IV-, fino a quando si può appoggiare sulla parete di sinistra. Proseguire allora sulla parete con 30 metri di corda III+, per poi ritornare verso il diedro. Salire un camino con roccia un po’ scivolosa II e III quindi sostare nel diedro che qui si chiude con una parete liscia e dall’esile fessurino di fondo. Salire in spaccata su provvidenziali rughe VII- 1 chiodo a lama lasciato e poi uscire su una terrazza con blocchi. Qui la parete di fronte strapiomba notevolmente impedendo una progressione di ordine classico, Si piega allora destra verso un canale camino dall’aspetto repulsivo che si percorre con una lunghezza su roccia dubbia e blocchi poco stabili, portandosi all’uscita su uno sperone verticale, unica possibilità di uscita in vetta. Si salgono i primi metri su roccia levigata superando una bella lama staccata (BD 4) V+, per poi raggiungere il filo su roccia più articolata IV e IV -, uscendo poco a sinistra della calotta di vetta. (ore 3,30 di salita totale)
Discesa: Dalla vetta seguire il facile versante sud per prati e pietrame aggirando alcuni affioramenti rocciosi tenendosi di sotto cresta ma senza perdere troppa quota. si raggiunge così il passo del Ghicet di Sea lungo il quale si rientra nel vallone di Sea (ore 2,30)
Materiale una serie di friend fino a 4 BD, qualche chiodo per un’eventuale ritirata, cordoni.
In posto è rimasto solo un chiodo sul passo chiave
- Cartografia:
- Alte Valli di Lanzo - escursionista editore
- Bibliografia:
- Berutto - Fornelli, Alpi Graie - Guida ai monti d'Italia
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