Salbitschijen Cresta sud

difficoltà: TD- :: :: :: [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Varie
quota partenza (m): 1192
quota vetta (m): 2981
dislivello complessivo (m): 1800

copertura rete mobile
tim : 80% di copertura
no operato : 0% di copertura

contributors: orientestella
ultima revisione: 13/05/09

località partenza: Abfrutt (Göschenen , Uri )

punti appoggio: salbitt hutte

bibliografia: SCHWEIZ PLAISIR OST

accesso:
Si risale brevemente la Göschener Tal fino ad Abfrutt (2,5 km da Göschenen, m 1192).

note tecniche:
Si tratta di una salita lunga (500 metri di dislivello) e davvero magnifica: una successione di placche saldissime e rugose con difficoltà pressoché continue di IV e IV+ con qualche passaggio di V e uno di V+ superabile in Ao.
Sulla via i chiodi sono numerosi, ma una serie di nut o qualche friend (adattissimi a questo tipo di roccia) sono sempre utili (noi li abbiamo usati in diverse occasioni).
La via si trova nella Göschener Tal, che si raggiunge facilmente dall'Italia con l'autostrada del San Gottardo, uscendo a Göschenen, appena passato il tunnel sotto il valico.

Il punto d'appoggio ideale è costituito dalla Salbithütte, un bel rifugio tipicamente svizzero (ordinato e pulito per quanto frequentatissimo), situato in posizione panoramica proprio al cospetto della nostra montagna.

descrizione itinerario:
Si lascia la macchina poco dopo il paesino di Abfrutt e si segue un sentiero evidente e segnalato che raggiunge dapprima l'idillico alpeggio di Regliberg e poi, su terreno meno ripido e più aperto, il rifugio Salbithütte del Club Alpino Svizzero (m 2105, 60 posti, tel. 041.8851431). Per raggiungerlo (ci vogliono circa 2,30 ore).

Dal rifugio si segue verso ovest un sentierino abbastanza evidente; giunti in prossimità della cresta bisogna superare uno stretto canale roccioso/erboso (qualche passaggio di I e uno di III); poi, attraversata la zona di erba e roccia che fascia alla base la prima torre della cresta (Salbitzahn), ci si porta ad una sella a valle della stessa torre (1/1,30 ore dal rifugio).

Un paio di tiri facili un po' a destra del filo conducono alla base di un diedro che porta in cresta.
Si segue la cresta per una ventina di metri, poi ci si porta un po' a destra, alla base di un camino di 12 metri (Müller-kamin).
Superato il camino (V-, tre chiodi), con altri due tiri si raggiunge la sommità della torre. Una doppia da 20 metri depone alla forcelletta (Zahnscharte) da dove inizia il tratto più bello della via (a questo punto si può giungere anche direttamente dalla fascia di erba e rocce con arrampicata di III).

Dalla forcelletta un tiro un po' a sinistra del filo conduce lungo alcuni diedri (III) ad una stretta forcella.
Si supera una placca di 6 metri (V, 2 chiodi) con arrampicata delicata e tecnica; per una fessura ci si porta a destra in un magnifico diedro esposto (V-, 3 chiodi) che porta sul filo; una successiva placca (6 m, IV+, 2 chiodi) solcata da una bellissima lama verticale conduce ad un'ampia sosta.
Si contorna a sinistra una piccola torre e si sale sullo spigolo con un tiro magnifico, all'inizio più tecnico (IV+, 2 chiodi), poi più semplice (III e IV) fino alla sosta.
Ancora un tiro nei pressi dello spigolo conduce alla base di una placca molto bella. Si sale la placca verso lo spigolo per 15 metri: i primi 11/12 metri sono di IV+ (4 chiodi), gli ultimi 3/4 sono di V+ ma si possono superare in Ao (2 chiodi). Ancora 10 metri lungo lo spigolo (V-, 1 chiodo) e si giunge ad un piccolo ma buon terrazzino. Il tiro successivo conduce alla base di una guglia sottile e caratteristica.
Si sale fino a metà della guglia, poi si traversa a sinistra (ovest) e si giunge (IV) ad una piccola ed esposta forcellina. Si attacca quindi la Plattenturm, raggiungendone la cima lungo lo spigolo caratterizzato da splendide lame verticali (IV+). Una doppia di una ventina di metri deposita ad una nuova stretta forcella posta alla base della Zwillingsturm.
Con un nuovo bellissimo tiro (IV e IV+) lungo lo spigolo ci si porta nei pressi della sommità della torre, che si raggiunge con un delicato traverso a destra.
Con facile arrampicata (II) si scende alla successiva forcella. La prossima torre, di roccia rotta, si contorna facilmente a sinistra, giungendo alla base delle rocce finali.
Lasciando il filo della cresta, ci si sposta ancora verso sinistra e, con percorso meno obbligato, per gradoni e placche fessurate (III e III+) ci si porta sulla cresta est lungo la quale (tenendosi sul suo versante nord) si arriva facilmente alla base della guglia finale, dove si trova il libro di vetta. Il superamento dell'ago sommitale avviene con una dülfer molto esposta (IV) di una decina di metri (6 ore dall'attacco).

Discesa: percorsa per un breve tratto la cresta est, ci si abbassa per il facile versante nord prima per rocce rotte, poi per nevaio, fino ad un canalone che, scendendo verso est, porta in breve tempo ai prati dove si incontra il comodo sentiero che riporta alla Salbithütte. Questa discesa non pone particolari problemi (qualche passo di I) perché ci sono numerose tracce di passaggio, bolli rossi e alcuni ometti. E' anche abbastanza veloce: in circa 1,30 ore si è di nuovo al rifugio.


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