Carro (Punta del) da Noasca per l'Alpe Rocci e la cresta SO

difficoltà: EE   [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Sud-Ovest
quota partenza (m): 1058
quota vetta/quota massima (m): 2777
dislivello salita totale (m): 1800

copertura rete mobile
no operato : 0% di copertura

contributors: Blin1950
ultima revisione: 14/06/14

località partenza: Noasca (Noasca , TO )

cartografia: Carta dei Sentieri n° 14, L'Escursionista & Monti editori

accesso:
Si risale la Valle dell’Orco, giunti a Noasca, risalire il paese, a sinistra la piazza con ponte sull’Orco, con qualche spazio dove si parcheggia. In alternativa si attraversa il ponte e poco oltre si trova un’altra piazza per parcheggiare.

note tecniche:
La Punta del Carro, rappresenta il punto di incontro della lunga cresta est denominata Costa delle Fontane Fredde, della cresta ovest che scende abbastanza ripidamente su Noasca e della cresta sud del Gran Carro; in realtà il punto di incontro non è molto ben definito in quanto la forma del vertice è alquanto arrotondata, comunque su uno spuntone della cresta ovest è posto un notevole ometto di pietre che indica di fatto il punto esatto della vetta e la quota 2777 è confermata anche dal gps.
Salita raccomandabile solo a ottimi faticatori e amatori dei percorsi di ricerca, capaci di districarsi nei tratti dove le tracce di passaggio sono assenti.

descrizione itinerario:
Dalla piazza di Noasca si sale dietro alla Chiesa Parrocchiale e si segue il sentiero che supera il salto della cascata e passando per le case Sengie e poco oltre si incontra un bivio con targa lignea con indicazioni, Noaschetta a sinistra e Alpe Rocci a destra, si segue il sentiero a destra che raggiunge la prima baita dell’alpe, poi si piega a sinistra e poco dopo raggiunta la dorsale nel lariceto, il sentiero segnato inizia a scendere, si deve abbandonare il sentiero ed iniziare a salire a destra nel bosco cercando un po’ il passaggio migliore, nell’erba sotto un bosco di larici radi;
in seguito, si giunge ad una pietraia che si supera in posizione centrale, tendente leggermente verso destra, ancora alcuni pendii d’erba e si giunge ad una sella da dove iniziano ad esserci macchie di rododendri ed erba, con la cresta ora con filo molto più marcato, seguire la cresta appoggiandoci quasi sempre sul versante ovest (Noaschetta), ogni tanto capita di trovare qualche bollo di vernice rossa molto scolorita, si raggiunge la quota 1988, segue un breve tratto di cresta pianeggiante, poi nuovamente ripida avendo alla destra l’impressionante, profondo e ripido canale dell’Arianass;
raggiunta la quota 2269, caratteristico roccione con profonda spaccatura, a destra parte il tracciato della vecchia mulattiera delle mucche che tagliando il largo pendio canale, raggiunge i resti dell'Alpe Pianpurcetto, m. 2303.
Si continua oltre l'alpe in salita a guadagnare la cresta divisoria con il vallone di Noaschetta, da questo punto, lo spettacolo sul Gran Paradiso è a mozzafiato, si sale per cresta su traccia di camosci fin sotto ad una bastionata rocciosa che si aggira sulla destra e per ripido ma facile pendio erboso si guadagna la Punta del Carro 2777 m. Discesa lungo il percorso di salita e volendo magari non più passare dall’Alpe Pianpurcetto, raggiunta la parte di cresta pianeggiante di quota 2414 m., è possibile raggiungere direttamente la quota 2269, per cresta aggirando ovviamente alcune asperità.