Tre Confini (Pizzo dei) via Normale dalla Val Cerviera per il Rifugio Curò

difficoltà: F   [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Sud-Ovest
quota partenza (m): 900
quota vetta (m): 2824
dislivello complessivo (m): 1924

copertura rete mobile
vodafone : 20% di copertura

contributors: ste_6962
ultima revisione: 27/01/13

località partenza: Beltrame (Valbondione , BG )

punti appoggio: Rifugio Antonio Curò 1915 m Tel. 0346-44076. www.antoniocuro.it

cartografia: CAI Bergamo fogli 3-4 Alpi Orobie in scala 1:50000

note tecniche:
Il Pizzo dei Tre Confini è una montagna delle Alpi Orobie situata in alta Valle Seriana alla quale si accede da Bergamo.
L'accesso è facile ed agevole, e nonostante la quota non sia certo elevatissima il paesaggio e l’ambiente circostante sono già di alta montagna, con impressionanti pareti rocciose, estesi nevai e qualche piccolo ghiacciaio.
La via normale che sale dal Rifugio Curò è un itinerario al confine tra l’escursionismo impegnativo e l’alpinismo facile (ad inizio stagione ed in presenza di neve), mentre a fine stagione diventa praticamente un'escursione.adatta comunque ad escursionisti esperti.
La salita richiede un buon allenamento, oltre ad essere in grado di procedere su terreno innevato (a volte ripido e un po’ esposto) con piccozza e ramponi. Il nome che porta questa montagna deriva dal fatto che sulla vetta convergevano i confini dei tre comuni di Vilminore, Lizzola e Bondione, questi ultimi due ora sono invece aggregati con Fiumenero a costituire il Comune di Valbondione.
La prima ascensione conosciuta al Pizzo dei tre Confini è stata fatta il 3 Agosto 1891 da G. Scolari e G. Trivella, in traversata dal Monte Gleno lungo la cresta NE, mentre la prima salita lungo la Valle del Gleno e la Vedretta del Trobio è stata compiuta da L. Albani e G. Sugliani sempre nello stesso anno e nello stesso mese, il 25 Agosto 1891.

descrizione itinerario:
Accesso stradale :
da Bergamo si prosegue per Alzano Lombardo, poi si imbocca la Valle Seriana, toccando prima Albino, poi Ponte Nossa, arrivando a Clusone la località principale della Val Seriana. Da Clusone si trascura la diramazione a destra per il Passo della Presolana e si prosegue a sinistra verso Gromo, poi superando Gandellino e Fiumenero per arrivare infine a Valbondione, ultimo centro abitato della Valle Seriana. (da Bergamo a Valbondione ci sono circa 70 Km.)

Itinerario di salita :
Dal paese di Valbondione si segue la strada carrozzabile che porta a Lizzola. Alla frazione Beltrame, a circa 200 metri dal bivio nelle vicinanze di un bar, si posteggiano le auto in un piazzale e si segue una stradina sterrata che inizia a salire verso sinistra (cartello indicatore). Si prosegue lungo la sterrata che risale il bosco con una pendenza regolare, attraversando tutto il vallone sul suo fianco destro.
Più avanti la stradina esce dal bosco e si trasforma in mulattiera, sempre evidente e ottimamente tracciata si avvia verso la grande bastionata rocciosa che chiude il vallone (da qui è visibile il grande salto roccioso dal quale scendono una volta all’anno, quando vengono aperte le paratie del Lago artificiale del Barbellino, le famose e spettacolari Cascate del Serio). Sempre salendo su terreno non ripido si arriva vicino alla bastionata fino ad arrivare ad un evidente bivio.
Se si volge a sinistra si segue un ripido sentierino (segnalato) che supera un pendio erboso molto ripido, poi un tratto roccioso esposto (corde fisse), si prosegue per un canalino di roccette che vanno superate con attenzione, arrivando infine sul piazzale antistante il Rifugio Curò vecchio, e quindi al Rifugio nuovo, subito dietro l’angolo.
Al bivio sottostante la bastionata rocciosa, si può anche proseguire per il sentiero che va verso destra che risale il pendio con una lunga serie di tornanti e poi taglia la bastionata rocciosa con un sentiero scavato nella roccia e sospeso nel vuoto, in qualche tratto aereo e spettacolare, ma mai difficile o pericoloso, che porta nella conca superiore dove sorge il Rifugio Curò. Ore 2,30 da Valbondione al rifugio, con l’ultima variante calcolare ore 0,30 in più.
E. dal Rifugio Curò si segue l’ampia mulattiera che costeggia il Lago artificiale del Barbellino, passando accanto alla cappelletta dedicata a Giulio Albini e prosegue pianeggiante fino all’imbocco della Val Cerviera dalla quale scende una bellissima cascata d’acqua. Al bivio, dove c’é un cartello indicatore, si supera un ponticello e si volge a destra risalendo un pendio erboso e di ghiaietto con numerose risvolte, poi il sentiero confluisce in una cengia lungo la quale si supera il salto roccioso terminale e si arriva così all'inizio della Val Cerviera, proprio alia base della cresta Ovest del Pizzo Recastello e con la visuale di tutta la bastionata rocciosa che dal Pizzo dei Tre Confini si allunga fino al Monte Cimone.
Si inizia a risalire la Val Cerviera su un buon sentiero (o su evidenti tracce nella neve), trascurando più in alto la traccia che si stacca sulla sinistra nella Valle del Cornelio Rosso (è l’inizio della via normale di salita al Pizzo Recastello..!), proseguendo dritti verso la bastionata rocciosa che chiude in alto la valle. Si continua per pietraie o su nevai volgendo gradualmente verso sinistra arrivando nei pressi di una bastionata rocciosa che sostiene l’alto circo nevoso compreso tra il Pizzo Recastello e il Pizzo dei Tre Confini, seguendo un ripido pendio-canale (ripido ma facile, al massimo si incontra una pendenza di 40°) e superando qualche tratto di facili rocce si giunge nel circo nevoso sottostante la cresta di collegamento tra il Recastello e il Pizzo dei Tre Confini, in un contesto ambientale veramente splendido.
Prima si attraversa questo circo verso sinistra in diagonale, poi una volta giunti nei pressi di un piccolo circo occupato spesso da neve o da un piccolo e grazioso laghetto a quota 2700 m. infine si punta direttamente verso la cresta risalendo il breve pendio nevoso. Una volta che si è giunti alla sella nevosa, percorrendo la facile cresta si raggiunge facilmente la vetta, arrivando nei pressi della croce metallica. (Ore 3,00/4,00 dal Rifugio alla vetta, indicative a seconda delle condizioni della montagna). Con tempo favorevole dalla cima si ammira un panorama vastissimo e spettacolare, che da solo ripaga della fatica fatta per raggiungere la vetta. In discesa si segue a ritroso il medesimo itinerario.

Variante per la discesa :
oltre a ripercorrere lo stesso itinerario seguito in salita, é possibile effettuare un percorso alternativo e nel contempo di effettuare una bella traversata di questa montagna, un itinerario facile che non comporta particolari problemi o serie difficoltà. Dalla vetta si segue in discesa la cresta NE che collega il Pizzo dei Tre Confini al Monte Gleno, con percorso facile, basta fare attenzione alle eventuali cornici e a qualche punto un po’ esposto, fino ad una depressione innominata a quota 2750 m., da qui si scende il pendio del versante Nord a zig zag, (un pendio a tratti ripido ma che si può scendere abbastanza facilmente..) oppure direttamente (a seconda delle condizioni del manto nevoso) fino a mettere piede nella conca sottostante, occupata da un piccolo ghiacciaio (la Vedretta del Trobio), si scende il ghiacciaio tenendosi al centro e poi volgendo a destra, per raggiungere le tracce della via normale al Monte Gleno che vanno seguite. Scendendo su evidenti piste nella neve o su tracce di sentiero si arriva nella piccola conca occupata dal Lago dei Corni Neri. Dal laghetto si può scendere direttamente i pendii sottostanti fino a riprendere il sentiero che costeggia il Lago del Bar bellino, che riporta al Rifugio Curò. Dal Lago dei Corni Neri é anche possibile scendere diagonalmente il pendio sottostante il grandioso versante settentrionale del Pizzo Recastello su nevai e roccette fino ad arrivare nei pressi del bivio dove si incrocia il sentiero che sale nell’alta conca del Barbellino e quello che sale verso la Val Cerviera, da qui in breve si raggiunge il rifugio. In entrambi i casi la discesa da questo versante richiede circa ore 2,30 / 3,00. Questo itinerario, e, quindi la traversata del Pizzo dei Tre Confini (valutabile EE/F) vanno intraprese solo in condizioni di visibilità almeno decente, ed è sconsigliabile in presenza di nebbia fitta o con il tempo incerto.