Finale (Punta di) o Finailspitze da Vernago per Giogo di Tisa e cresta NE

difficoltà: F+   [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Tutte
quota partenza (m): 1695
quota vetta (m): 3514
dislivello complessivo (m): 1980

copertura rete mobile
vodafone : 20% di copertura

contributors: Andrea81
ultima revisione: 26/06/12

località partenza: Vernago (Senales , BZ )

punti appoggio: Rifugio Similaun 3019 m

cartografia: Tabacco foglio 4

note tecniche:
Montagna dalla forma piramidale, posta nelle vicinanze del Giogo di Tisa, famoso dal ritrovamento della mummia dell'uomo del Similaun (Otzi).
La salita è di carattere alpinistico, F/F+ in condizioni ottimali, mentre a inizio stagione o in autunno la presenza di neve sul percorso la rende una via di misto con conseguente aumento della difficoltà (PD). La cresta NE è la più frequentata, ma c'è anche la possibilità di salire dalla cresta Est, meno passaggi su roccia ma terreno più instabile.
Casco consigliabile per la cresta, e piccozza e ramponi a inizio stagione.

descrizione itinerario:
Da Vernago, lasciata l'auto nelle vicinanze della diga, si sale o per il sentiero nei prati, o per una stradina asfaltata che presto porta al Maso Tisa, e si prosegue seguendo i cartelli per il Rifugio Similaun (sentiero n.2). Terminata la strada, si oltrepassa un cancello di legno e inizia il sentiero a monte delle baite; il percorso si svolge inizialmente in un fresco lariceto, poi il bosco lascia spazio ai pascoli solcati da numerosi ruscelli.
Si prende quota molto regolarmente, inoltrandosi nel vallone vero e proprio. L'ambiente man mano che si sale diventa più spoglio, costituito da magri pascoli e pietraie. Si raggiunge un bel pianoro costellato da grossi ometti di pietre al termine di una rampa più ripida, ecco che appare la parte alta del vallone di salita.
Si attraversa il ripiano al centro, sempre seguendo i segni bianco/rossi molto evidenti, raggiungendo una pietraia, posta sotto le pareti rocciose sulle quali sorge il rifugio Similaun (che non si vede). Si notano sulla destra i tralicci della teleferica del rifugio, bisognerà puntare verso quello più alto. Il sentiero prosegue comodo a zig zag in una vasta pietraia, le serpentine prendono quota finchè inizia una serie di comode cengie nella roccia (attenzione con neve o ghiaccio), finchè dopo una strettoia si compie una curva, e finalmente appare il Rifugio Similaun al Giogo Basso.
Si continua a monte del rifugio per il sentiero 2a (indicante Punta di Finale e ritrovamento uomo del Similaun), sulla sinistra, sempre seguendo i segni di vernice che conducono al Giogo di Tisa. Il sentiero si inerpica subito sul costone sovrastante il rifugio, per poi proseguire sulla panoramica cresta rocciosa, con un breve tratto attrezzato. Quando la cresta presenta un ostacolo insuperabile, il sentiero scende di 30 m sul versante est, per guadagnare vasti ripiani un tempo occupati da ghiacciai.
Seguendo tacche di vernice e ometti, ci si destreggia tra enormi blocchi e rocce montonate, attraversando nevai e con brevi saliscendi si raggiunge il grosso cippo al Giogo di Tisa, commemorante il ritrovamento di Otzi. Si continua facilmente in traverso da sinistra a destra su una morena, per raggiungere in breve il Giogo di Finale (evidente sella) che si affaccia sul ghiacciaio ormai nel versante austriaco. Da qui appare la mole piramidale della Punta di Finale.
Si traversa praticamente in piano il glacio-nevaio verso sinistra, giungendo rapidamente ad un grosso pianoro dove sorge anche un bel laghetto glaciale. Lo si lascia a sinistra e ci si dirige verso la parte detritica iniziale della cresta NE che scende dalla Punta di Finale.
La pendenza cambia rapidamente, si inizia a salire più ripidamente su massi e detriti, inizialmente su traccia di sentiero piuttosto marcata, poi man mano la parte rocciosa aumenta, e si devono affrontare i primi passaggi di facile arrampicata. Si entra in un canalino un po' franoso, per poi proseguire tra le placche e le roccette (passaggi di I e II). Proseguendo talvolta sul filo di cresta, talvolta sul più docile versante sinistro (attenzione alle pietre instabili). Si affronta un passaggio obbligato di II leggermente esposto, per poi continuare tra grossi massi raggiungendo l'anticima. Si continua in piano o sul filo di cresta, o leggermente sotto seguendo tracce e ometti, fino all'intaglio sotto la vera cima. Altri facili passaggi di I su una paretina portano alla grossa croce di vetta.
discesa per l'itinerario di salita, oppure piegando per la cresta Est più facile ma più scoscesa. A inizio stagione possono essere sfruttati i nevai residui per evitare alcuni passaggi di roccia in discesa, ma va valutato bene il percorso.