Malatret (Gias) e Bec di Mea da Alboni, anello

sentiero tipo,n°,segnavia: sentiero Motti
difficoltà: EE   [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Sud
quota partenza (m): 1348
quota vetta/quota massima (m): 2100
dislivello salita totale (m): 800

copertura rete mobile
dato non disponibile

contributors: block65
ultima revisione: 01/05/11

località partenza: Alboni (Groscavallo , TO )

cartografia: Fraternali 1:25000 n.8 Valli di Lanzo

note tecniche:
Bellissimo anello che permette di transitare in alcuni ambienti dove è evidente la morfologia delle glaciazioni pleistoceniche, con ottimo panorama sulla Val Grande di Lanzo e sulla sua testata.

descrizione itinerario:
Da Pialpetta di Groscavallo seguire le indicazioni per Alboni che si raggiunge con circa 4 km di stretta strada asfaltata. Parcheggiare al fondo o lungo la strada al meglio, senza ingombrare il passaggio.
Seguire le indicazioni per Bec di Mea - Laghi e Sentiero Motti, superando la frazione Campo della Losa di Mezzo e imboccando il Sentiero Balcone tra i faggi. Superare la muanda delle Bennes, quindi, a un bivio, seguire le indicazioni "Laghi Sentiero corto" (segnavia 323).
Uscire in una radura e seguire il sentiero segnato fino all'alpe della Vaccheria (ore 0,30). Salire dietro le baite tra larici e abeti, imboccando l'incisione dell'antica soglia glaciale della valle sospesa d'Unghiasse, fiancheggiando uno sperone roccioso.
Dopo un pilone votivo, raggiungere una zona di massi, quindi il pianoro glaciale delle Riane, sbarrato al fondo da un'antica morena vegetata e ricoperta di massi di crollo.
Il posto è incantevole e si riconoscono i gradini di valle superiori e il profilo a "U". Superare il Torrente Unghiasse e salire sul fianco sinistro idrografico del vallone, lungo un bel sentiero segnato (323).
Guadagnare la base di una barra rocciosa e prestare attenzione a un masso tavolare che indica un bivio: a sinistra per i Laghi d'Unghiasse, a destra per il Sentiero Motti (ore 0,40).
Andare allora a destra per tracce e pietraia con rododendri, seguendo i numerosi ometti e bollini bianco rossi, lungo una traccia che incide in modo non sempre evidente il fianco meridionale del complesso del Gran Bernardè.
Scavalcare due impluvi (accumuli valanghivi a inizio stagione), quindi portarsi sul filo dei rispettivi speroni.
Continuare in leggera ascesa tra abeti e radi larci con sentiero un pò disturbato da rododendri e qualche tratto di ripida erba scivolosa (cautela).
Raggiungere quindi il costone dove vi sono le rovine del Gias Malatret (ore 0,30). Continuare verso est in leggera ascesa nel rado boschetto e guadagnare il colletto panoramico a quota 2100 m con grosso ometto di pietre (ore 0,10). Non scendere verso alcuni ometti, ma salire leggermente sul costone per reperire bollini e ometti che riconducono al sentiero che, con mezza costa, inizia ad abbassarsi nei pascoli (croci e coppelle).
Toccare l'alpeggio delle Combe, poi su mulattiera lastricata, un gias isolato con caratteristica vasca circolare per il refluo stallatico. Di qui scendere decisamente verso sud tra prati e muretti di roncatura, guadagnando l'Alpe del Crot Superiore (0,50). Scendere ancora al Crot inferiore quindi seguire la traccia nei prati che poi s'inoltra in un boschetto di abeti e betulle, fino a innestarsi nel Sentiero Balcone, con il bivio per la chiesetta della Frassa. Scendere in direzione ovest, superando un canalone con ruscello, quindi continuare fino alla muanda del Biollè e poi ancora in discesa fino alla Fodj. Un'ultima serie di risvolti portano al trivio prima del ponte di legno del Torrente Unghiasse, da cui si risale fino al Bec di Mea (ore 1). Seguire infine il sentiero fino a raccordarsi con l'itinerario seguito in salita, giungendo agli Alboni ore (0,20; ore 3,30 in totale)