Bianca (Rocca) Canalone NE

difficoltà: F+   [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Nord-Est
quota partenza (m): 1042
quota vetta (m): 2379
dislivello complessivo (m): 1337

copertura rete mobile
tim : 80% di copertura

contributors: marcog72
ultima revisione: 07/04/10

località partenza: Grangette (Perrero , TO )

note tecniche:
La Punta Rocca Bianca presenta nel versante NE un lunghissimo vallone-canalone, nevoso fino a inizio estate, ben visibile in inverno da Perosa Argentina o salendo in Val Germanasca poco dopo Pomaretto. In annate con abbondante innevamento, con un lungo e laborioso avvicinamento è possibile percorre in primavera gli 800 m finali del canalone, con picca e ramponi. E’ necessaria poca neve sul sentiero di accesso al vallone e condizioni sicure (il lato sx orografico del canale presenta ripide balze rocciose che possono scaricare). Pendenze in progressivo aumento fino a 35° costanti (40° in alcuni tratti) nei 500 metri terminali. Vista l’esposizione il canale prende sole presto al mattino. A stagione inoltrata possono comparire pericolosi buchi nella neve (e sotto c’è un rio).

descrizione itinerario:
Accesso in auto: all’inizio dell’abitato di Perrero, prendere sulla sx una deviazione per Cassas, Clotes, Grangette. Una stradina attraversa il torrente Germanasca e sale stretta con ripidi tornanti. Percorrerla fino al suo termine, loc. Grangette.
Salita: Superate le case della piccola frazione, si imbocca una mulattiera che, in moderata ascesa, punta verso SSO e tocca i resti di antiche borgate: La Roccia, Adreit, Poet inf., Cialves. Da quest’ultima si prosegue su una traccia di sentiero e in breve si attraversa un canalone spesso ingombro da valanga, oltre il quale si deve compiere un delicato traverso su pendio ripido spesso innevato. Aggirato un costone, segue un ultimo lungo traverso su terreno più facilmente sgombro da neve, ma dove la traccia tende a scomparire. Mantenendo la quota e seguendo le tracce di animali, si incontrano i resti dei muretti di sostegno che indicano il percorso. L’accesso al fondo del vallone può essere più o meno problematico a seconda della quantità di neve e di eventuali frane del versante.
Raggiungo finalmente il canalone nevoso a quota 1550 m circa lo si segue per tutta la sua lunghezza fino al colletto a sx della cima, mantenendosi a debita distanza dal versante sx orografico (rischi di caduta neve, ghiaccio o detriti). Dal colletto, svoltando a dx, per facile cresta nevosa, in breve si tocca la vetta e poco oltre, sull’anticima NNE, la croce di vetta.
Discesa: ci sono diverse opzioni: 1) per la via di salita; 2) per la via normale sci alpinistica in direzione di Indritti di Prali e di Villa di Prali; 3) per il vallone di Crosetto, passando dalla Colletta Sellar (discesa delicata sotto questo colletto in caso di abbondante innevamento); 4) lungo la cresta nord e la costa Gavalupo fino ad oltre il Bric omonimo e quindi a dx (est) per ripidissimi versanti in direzione delle borgate Poet sup. o Succetto-Pomarat da dove, per resti di antiche mulattiere, si torna a Grangette (quest’ultimo percorso è sconsigliato se non si conoscono bene i luoghi).