Brenva (Aiguille della) - Père Eternel Via Ottoz-Grivel

difficoltà: TD   [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Ovest
quota partenza (m): 2173
quota vetta (m): 3224
dislivello complessivo (m): 1050

copertura rete mobile
vodafone : 40% di copertura
tim : 90% di copertura
no operato : 0% di copertura

contributors: manuel_c
ultima revisione: 14/07/09

località partenza: Palud (Courmayeur , AO )

punti appoggio: Rif. Pavillon; Rif. Torino

bibliografia: CAI-Touring club Monte Bianco I

vedi anche: http://www.gulliver.it/itinerario/65739/

accesso:
Dalla stazione intermedia del Pavillon prendere il sentiero per il punto panoramico della Brenva. Dopo avere superato un tratto attrezzato e una piccola falesia sulla destra, iniziare ad alzarsi per prati e pietraie in direzione dell’evidente Ghiacciaio d’Entreves.
La risalita per il canale alla Breche non è proprio agevole e sicuro per cui si consiglia di concatenare il Pere Eternel con la salita della Via Giovanni Paolo II.

note tecniche:
Per giungere alla breché dalla quale la via Ottoz-Grivel risale l'affilata guglia, oltre al 'normale' ma pericoloso accesso alla breche per il canale, è possibile seguire la via Giovanni Paolo II, una via moderna, attrezzata a spit, sulla Est dell'Aiguille de la Brenva che attacca dal ghiacciaio sottostante.
Una guglia granitica incredibile, da Entréves ricorda una lancia che si staglia verso il cielo. La via per giungervi ha un grande valore storico. Il Père Eternel (Padreterno).
E' alto circa 50 metri e fu salito nel 1927, impiegando otto ore e facendo uso di una pertica per superare lo strapiombo.
Grivel praticò un buco nella roccia sulla cima con un ago da mina e vi infilò una bandiera di latta.
Naturalmente sulla cima si alternarono, poiché c'è posto per un solo uomo.
Ancora oggi una pertica, aggiornata, ma non meno adrenalinica consente di risalire il passaggio chiave alla moda vecchia!

descrizione itinerario:
L1: scendere pochi metri fino all’intaglio e salire dal lato brenva per facili blocchi fino ad arrivare ad una sosta con tre chiodi cordini e maillon. Pertica ben visibile dalla sosta.
L2: portarsi sotto la pertica e salirla con delicatezza rinviando i chiodi da mina infissi nella roccia. Sosta fattibile sopra la pertica su chiodo da mina e friend n°2.
L3: seguire la linea di chiodi fino sulla lama sommitale. Rinviare la prima sosta e proseguire con entusiasmante scalata fino in cima. Sosta su tre spit e maillon.

Discesa con una doppia fino alla breccia

altre annotazioni:
Arturo e Osvaldo Ottoz, Laurent Grivel, Albin Pennard nel 1927