Via classica di gran soddisfazione, con alcune lunghezze centrali molto interessanti che superano bellissimi diedri fessurati.
Roccia compatta.
La via è in parte chiodata. Occorre portare una serie di nut e friend, martello e chiodi, 2 corde da 55 m. solo se si scende in doppia su una via moderna.
Avvicinamento
Auto: Cuorgnè, Locana, Rosone, Vallone di Piantonetto.
Si raggiunge il rifugio (non gestito) Pocchiola-Meneghello (m. 2440, 12 posti letto), nel Vallone di Valsoera, in uno dei due modi:
a) partire da San Giacomo di Piantonetto (circa 1300 m. di dislivello). 3 ore dall’auto.
b) partire dalla diga di Teleccio e passare per la Bocchetta di Valsoera, da cui si scende al rifugio. 2 ore, 45 minuti dall’auto.
Dal rifugio, salire alla stazione di arrivo della teleferica AEM e continuare in discesa verso sud-est, portandosi alla base della parete.
Descrizione
La via Locatelli attacca un po’ più a sinistra del centro parte, sopra un’evidente nicchia scura (30 minuti dal rifugio).
- L1: attaccare sopra la nicchia, superando un diedro inclinato e solcato da una fessura. Spostarsi quindi a destra di un paio di metri e superare direttamente un breve strapiombo (2 chiodi). Attraversare decisamente a destra su una placca, quindi salire un canale-diedro, fino alla sosta1 (5a).
- L2: proseguire verso destra in un canalino con qualche ciuffo erboso, portandosi alla base di un sistema di diedri verticali (4b).
- L3: salire un bel diedro fessurato (1 chiodo), quindi girare a destra del fianco del diedro sfruttando delle lame staccate (4c).
- L4: si traversa a destra, in leggera discesa, portandosi alla base del gran diedro centrale alto circa 100 metri, percorso dalla via Locatelli-Alberto.
- L5: bellissima lunghezza che percorre per 40 metri il gran diedro centrale della parete Ovest (5a sostenuto, alcuni chiodi).
- L6: proseguire sulla faccia destra del diedro per alcuni metri (un cuneo rimasto), doppiare lo spigolo e continuare sulla parete in grande esposizione (2 chiodi, 4c), fino ad un discreto punto di sosta alla base di un diedro secondario.
- L7: salire il diedro di circa 30 m., solcato da alcune belle fessure da proteggere (2 chiodi, 4b).
- L8: proseguire direttamente per un altro diedro nerastro (4b), e continuare per una facile rampa di placche appoggiate, verso destra, fino alla sosta8, in comune con una via moderna (unica sosta a fix).
- L9: non salire direttamente, ma spostarsi verso destra, in corrispondenza di un masso staccato. Afferrare una splendida fessura (5c) e salirla in opposizione fino al suo termine. Guadagnare lo spigolo verso destra, quindi, per facili rampe, portarsi alla base dell’ultimo diedro della via.
- L10: salire il diedro fessurato in opposizione (5c), proseguire a sinistra e, superati alcuni facili salti, si raggiunge l’ometto di fine via.
Discesa: in doppia su una via moderna, oppure, più velocemente (45 minuti al rifugio), a piedi lungo la via normale (per il passo Destrera, segni rossi e bianchi).
Storico
Prima salita: Locatelli-Alberto, 1969
Settembre 2021: Soste richiodate a spit (Andrea Michelotti e Matteo Dalla Gasperina)
- Bibliografia:
-
Il parco nazionale del Gran Paradiso, Giulio Berutto
Ultima revisione 12/01/2023
Autori:
chiara-giovando