Vessonaz, Vaemà, Saint Barthelémy, Léché (Colli) da Lignan, giro del Mont Faroma

difficoltà: BC+ / OC+ / S3   [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Varie
quota partenza (m): 1633
quota vetta/quota massima (m): 2788
dislivello salita totale (m): 2270
lunghezza (km): 28
disl. da portare (m): 1500

copertura rete mobile
no operato : 0% di copertura

contributors: lupo solitario
ultima revisione: 05/10/19

località partenza: Lignan (Nus , AO )

punti appoggio: Chalet S.Barthelémy Hotel, Fraz. Lignan n.36, Nus (AO)

cartografia: Valpelline-Saint Barthelémy, Carta dei Sentieri, L'ESCURSIONISTA editore

accesso:
Autostrada Torino-Aosta, uscita casello di Nus. Seguire le indicazioni per Nus e quindi per S.Barthelémy (osservatorio astronomico) fino alla frazione Lignan.

note tecniche:
Itinerario di cicloalpinismo con lunghi ed impegnativi tratti di portage e passaggi esposti, già noto in ambito scialpinistico ma ancora inedito alle ruote grasse. Solo per amanti del genere! E' un grandioso giro ad anello attorno al monte Faroma (da qui il nome) e attraversa alcuni tra i valloni più appartati e selvaggi della Valle d'Aosta. In alcuni tratti sia in salita che in discesa il sentiero potrebbe risultare di difficile reperimento, tuttavia si riesce sempre a scendere in sella ad eccezione di un tratto franato di circa 150m D- sotto il colle Vaemà

descrizione itinerario:
Start dalla Frazione di Lignan, si segue la stradina asfaltata che conduce all'osservatorio astronomico. Giunti all'osservatorio si svolta a sinistra sulla sterrata (segnavia 10a) che si inoltra nella comba di Chaleby e conduce prima agli omonimi alpeggi (2033m) e al termine della stessa a quota 2327m, all'alpeggio di Champanement. Questo sarà l'unico tratto pedalabile in salita tolto qualche breve passaggio trascurabile lungo il percorso. Ci si carica dunque la bici in spalla o chi preferisce a spinta e si segue il segnavia 10a fino ad incontrare la traccia dell'alta via n.1 proveniente dal col Chaleby. Si prosegue quindi sull'alta via 1 fino a raggiungere il primo dei quattro colli, il Col Vessonaz (2788m). Volendo, prima del colle si può fare una breve deviazione al bel bivacco Rosaire e Clermont (2692m). Discesa dal col Vessonaz su sentiero abbastanza scorrevole ma molto ripido e con tornantini stretti (max S3 con singoli passaggi di S4). In prossimità del fondo del vallone le difficoltà vanno scemando seppur sempre con brevi passaggi tecnici. In vista dell'alpe "l'Ardamun" a circa 2200m di quota, si abbandona l'alta via n.1 e si segue a sinistra il sentiero per il colle di Vaemà (sentiero di difficile individuazione nella sua prima parte). Questo risulta poco marcato con radi bolli sbiaditi e qualche ometto nella parte superiore. Giunti al colle Vaemà (2591m) si inizia la discesa su una vaga traccia che conduce ad una strettoia attraversata da un ruscello (S2 con singoli passi S3). Da qui si è costretti a portare la bici in discesa per circa 150m D- a causa di un paio di frane che hanno reso il sentiero non ciclabile. Una volta usciti dalla zona franata, a circa 2300m di quota prestare attenzione alla traccia che volge decisamente a sinistra su grosse pietre dapprima e che compie un lungo traverso in direzione della Tza di Verdona (2317m). Qui si intercetta il segnavia 105 per il colle di S.Barthlemy e la traccia torna ad essere ben visibile e marcata. Si sale sempre in portage fino al colle su pendenze mai eccessive. Discesa dal colle di S.Barthelémy ancora su segnavia 105 in direzione dell'alpe Valchourda (2380m) su discreta traccia (S2 passaggi di S3). Si riprende quindi a salire verso l'ultimo colle con qualche colpo di pedale simbolico qua e là giungendo quindi al colle Léché (2584m) ma volendo, se non vi sono bastati i 2270m D+ percorsi finora, si può raggiungere la cima del Gran Pays (2723m) percorrendo la dorsale a destra del colle. La discesa dal colle Lechè è caratterizzata purtroppo dalle numerose tracce lasciate dal bestiame (e qui ci sarebbe da aprire un dibattito su chi devasta i sentieri vista la campagna diffamatoria che va di moda ultimamente nei confronti delle mtb…). Si tratta quindi scegliere le linee meno scavate seguendo il segnavia n.105 (o n.8) fino all'alpe Léché (max S3). Qui, sempre seguendo il segnavia 105 (o n.8), il sentiero recentemente risistemato si inoltra nel bosco fino a giungere sulla poderale che in breve intercetta quella percorsa in salita (S2 max con singoli passaggi di S3). La si percorre quindi a ritroso fino a Lignan.