Sesvenna (Piz) Via Normale dal Rifugio Sesvenna

difficoltà: F+   [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Nord-Ovest
quota partenza (m): 1738
quota vetta (m): 3205
dislivello complessivo (m): 1570

copertura rete mobile
vodafone : 60% di copertura

contributors: ste_6962
ultima revisione: 01/07/19

località partenza: Slingia (Malles Venosta , BZ )

punti appoggio: Rifugio Sesvenna m. 2256. www.sesvenna.com/it/. Tel. 0473-830234

cartografia: Tabacco carta 044 - Val Venosta, Sesvenna, Malles. Scala 1:25000 ; Tappeiner-Athesia foglio 114 Sesvenna. scala 1:25000

bibliografia: Guida dei Monti d'Italia CAI-TCI Alpi Retiche

accesso:
da Bolzano si segue la strada statale SS38 per Merano e la Val Venosta. Fino a Merano si segue la superstrada, al suo termine si segue la strada principale, SS38, risalendo quindi la valle e superando i centri abitati di Parcines, Coldrano e Silandro per raggiungere Spondigna, dove si tralascia a sinistra la SS38 che conduce verso Solda ed il Passo dello Stelvio e si prosegue a destra lungo la SS40 (indicazioni per il Passo Resia) oltrepassando in successione i centri abitati di Sluderno, Tarces, per raggiungere quindi Malles. Da Malles si prosegue brevemente lungo la SS40 fino al primo bivio, dove occorre svoltare a sinistra entrando nella Valle di Slingia, che va risalita interemante (indicazioni per Lutago e Slingia) superando in successione Castello del Principe, S. Stefano, Abbazia di Monte Maria, Lutago per arrivare infine a Slingia. Qui si trovano solamente parcheggi a pagamento, costo attuale (giugno 2019) 5 euro al giorno (97 km da Bolzano).

note tecniche:
La salita si svolge in due parti, l’accesso al Rifugio Sesvenna (ottimo punto d’appoggio per la salita) seguendo un ottimo sentiero segnalato, e la seconda parte, sempre su sentiero o nevai fino a raggiungere la Fuorcla Sesvenna, fino a qui è un itinerario semplice e senza alcun problema, valutabile E (EE in presenza di neve). Dal colle alla cima diventa un itinerario alpinistico, con una discesa di circa 100 m di dislivello in territorio svizzero e poi si mette piede sul ghiacciaio (la Vedretta del Sesvenna) che va risalito interamente fino al colletto di quota 3081 m, nella parte intermedia spesso si trovano alcuni crepacci, ed è consigliabile procedere legati in cordata, lungo il ghiacciaio spesso si trova una pista. La parte finale si svolge lungo una cresta di roccette, gradini rocciosi e/o misto, a seconda del periodo, ci sono passi di I e qualche metro di II su roccia abbastanza buona con alcuni passaggi aerei ed esposti, richiede passo sicuro e abitudine a muoversi su questo tipo di terreno, dal colletto di quota 3081 m alla cima sono presenti segnavia bianco-rossi e diversi ometti che facilitano la scelta dei passaggi più agevoli. Il periodo ideale per compiere questa piacevole ascensione va da fine giugno a settembre, consigliabile salire ad inizio stagione, quando il vallone detritico e le vaste pietraie che conducono alla Fuorcla Sesvenna sono ancora innevate, rendendo la progressione più piacevole e divertente. In presenza di neve o ghiaccio lungo la cresta Est occorre prestare la dovuta attenzione, il percorso diventa più serio ed impegnativo.

descrizione itinerario:
da Slingia, si prosegue lungo la strada asfaltata (indicazioni per il Rifugio Sesvenna) che si inoltra nella parte alta della Valle di Slingia. Dopo alcuni km la stradina diventa sterrata (sale sul versante sinistro del vallone) e si segue con percorso pianeggiante fino a quota 1820 m dove si traversa un ponte in legno e ci si porta sul versante destro del vallone, dopo un tratto in leggera salita si raggiunge la Schliniger Alm (o Albergo Planbell) a quota 1868 m. Dall’alberghetto si prosegue lungo il tracciato della stradina fino alla Malga Innere Alm m. 1923, dove si può abbandonare la stradina (o seguirla, ma il tracciato del sentiero accorcia il tempo di salita ed è più piacevole) per prendere il sentiero che sale a destra (cartello indicatore per il Rifugio Sesvenna, segnavia n. 1) che sale prima con una serie di serpentine, e poi a mezzacosta, intercettando nuovamente la stradina a quota 2150 m. Un tratto ripido della stradina conduce sopra la cascata del torrente Schlinigier Bach, da dove con percorso pianeggiante si raggiungono prima il Rifugio Sesvenna vecchio e poi quello nuovo a quota 2256 m (ore 1.40/2.00 da Slingia).
Dal rifugio, si segue il sentiero con segnavia n. 5 (indicazioni per la Fuorcla Sesvenna – Sesvennacharte) che sale un pendio erboso a sinistra, e con alcune diagonali raggiunge uno spallone erboso a quota 2500 m, dove si apre il Vallone Kloanbergl che si deve risalire. Piegando a sinistra si risale il vallone per pendii erbosi prima e detritici, si tralascia un sentiero a sinistra che porta al Lago Sesvenna (Sesvennasee), e si prosegue a destra, entrando in una conca a quota 2660 dominata a sinistra dalla Punta della Vedretta (Fernerkopf) m. 2953 e dallo Schadler m. 2948 a destra, non lasciarsi tentare da una traccia di sentiero che sale a sinistra, ma rimanere a destra, risalendo il pendio che gradualmente diventa più ripido fino a sbucare sull’ampia insellatura della Fuorcla Sesvenna m. 2819 posta sul confine tra Italia e Svizzera. Dal colle il Piz Sesvenna ed il rimanente percorso da fare sono ben visibili ed evidenti. Si piega a sinistra e si scende decisamente una ripida china detritica per circa 100 metri di dislivello (o nevosa ad inizio stagione) che porta in una conca pianeggiante dove ha inizio il ghiacciaio (Vedretta di Sesvenna o Sesvennaferner su cartografia locale). Messo piede su ghiacciaio, si risale la prima ripida rampa con andamento da sinistra verso destra (questo tratto può essere crepacciato, attenzione!) sbucando nell’ampia conca glaciale compresa tra il Muntpitschen a sinistra e il Piz Sesvenna a destra. Con percorso diretto si punta inizialmente verso la Foratridaspitze e poi verso il colletto di quota 3081 posto tra la Foratrida a sinistra e il Piz Sesvenna a destra, una ultima ripida rampa nevosa porta al colletto. Dal colletto si mette piede sulla cresta Est, che si inizia con un traverso da destra a sinistra per evitare un primo gradino verticale (I) si può anche salire direttamente il gradone (II). Sopra il gradone una cengia aggira a sinistra un torrioncino, poi si entra in una specie di spaccatura-camino che porta sul filo di cresta vero e proprio. Tenendosi generalmente sul filo, con alcuni aggiramenti a destra per evitare altre piccole torri, qualche tratto innevato (che richiede attenzione) con diversi passaggi di facile arrampicata su gradini e blocchi (roccia abbastanza solida, generalmente I con qualche metro di II) superando qualche tratto affilato ed abbastanza esposto si raggiunge la base della parte alta della cresta, dove una traccia di sentiero consente di aggirare i passaggi più impegnativi ed arrivare sotto il blocco roccioso sommitale, che viene aggirato a destra con una sorta di semicerchio, e poi su roccette facili si raggiunge la cima, sormontata da una grande croce metallica con quaderno di vetta. Lungo tutta la cresta si trovano segnavia biancorossi e ometti, che facilitano la scelta dei passaggi migliori ed evita perdite di tempo nella ricerca dell’itinerario. Dal rifugio alla cima vanno considerate ore 3.30/4.00 a seconda delle condizioni della montagna. In discesa si percorre a ritroso lo stesso itinerario di salita, oppure (ma solo con neve in ottime condizioni) è possibile scendere direttamente per i ripidi pendii del versante Nord-Ovest (tratti a 40°) fino a raggiungere nuovamente la traccia di salita sul ghiacciaio, che va seguita integralmente, risalendo alla Fuorcla Sesvenna e poi fino a Slingia.

altre annotazioni:
ll Piz Sesvenna è la cima più alta del Gruppo omonimo che fa parte delle Alpi Venoste di Ponente. Di forma piramidale e dall'aspetto imponente, si eleva sul confine italo-elvetico tra l'Engadina e la Val Venosta. Si tratta di una montagna che gode di una buona frequentazione, sia per il piacevole percorso che per il noto e vastissimo panorama che è possibile ammirare dalla vetta. La prima salita nota a questa cima risale al 1879, dove tale Gustav Groeger salì per quella che sarebbe poi diventata la attuale via normale italiana.