Villano (Punta il) Paretina NE

Villano (Punta il) Paretina NE

Dettagli
Dislivello (m)
1533
Quota partenza (m)
1130
Quota vetta/quota (m)
2663
Esposizione
Nord-Est
Impegno
I
Difficoltà tecnica
4.2
Esposizione
E2
Tipologia
Parete

Località di partenza Punti d'appoggio
Rif. GEAT Valgravio

Avvicinamento
Da San Giorio prendere bivio per Città e di qui sino ad Adret, dove la strada finisce. Si può partire anche da Cortavetto, 150 m più alto, ma il percorso meno diretto richiede più tempo.
Note
La parete attira lo sguardo dalla strada della valle di Susa. E' ben visibile in molti punti tra Avigliana e Bussoleno. Appare come una bellissima pala, normalmente bianca per tutta la primavera. Come spesso succede, vista dal basso e da lontano sembra assai più impegnativa di come poi risulta sul campo. In realtà è un bell'itinerario di ingresso allo sci ripido. L'impegno è concentrato su ca 250 m di cui solo gli ultimi 100 superano i 40°, restando sui 45°. La gradazione 4.2 proposta è fin larghetta. Ambiente solitario, panorama, e splendidi terreni dai 1700 m in in su ne fanno un buon boccone per gli amanti degli itinerari fuori dalle piste battute. La partenza da quota 1130 m la rende consigliabile solo per chi è piuttosto motivato. Probabilmente il periodo migliore per evitare in parte il lungo portage, è fine marzo/primi aprile, ove vi siano le condizioni di sicurezza. La parete è molto aperta al sole e si scalda presto in stagione avanzata.
Gli alti valloni dell'Orsiera, rio Gerardo e Gravio costituiscono uno scrigno pieno di gioielli poco conosciuti e frequentati. Un bel campo di gioco, a 50 km da Torino, spesso ancora innevato a maggio. Il loro cantore è il grande Barbiè, nelle sue pubblicazioni e su questo sito.
Descrizione

Da Adret si imbocca il bel sentiero che conduce al rif. del Gravio (segnali). Dal rifugio si può percorrere sia il sentiero sulla destra che sulla sinistra del torrente.
Sono quasi equivalenti. Quello sulla destra orografica permette di visionare bene la parete. Raggiunta l’alpe Mustione m 1670 si devia decisamente a destra (senso di marcia) risalendo il vallone abbastanza evidente che scende dalla punta. Dapprima il terreno è un po’ malagevole, ma poi la vegetazione si dirada ed i pendii si fanno assai adatti allo sci. La cima resta ben visibile e si raggiunge su terreno via via più ripido compiendo una sorta di S per aggirare le evidenti barre rocciose che sostengono la parete finale.

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popino
05/05/2017
3 anni fa
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