Verdon (Gorges du) L’Eperon sublime

Verdon (Gorges du) L’Eperon sublime

Dettagli
Altitudine (m)
800
Sviluppo arrampicata (m)
180
Esposizione
Sud
Grado massimo
7a
Difficoltà obbligatoria
6a

Località di partenza Punti d'appoggio
la palud

Note
Uno dei più bei pilastri dell’Escalès, un mito degli anni ’70.
Salita classica tra diedri e fessure, con dificile passaggio in placca...7a azzerabile.
La via è un po' unta ma ciò non leva nulla lla sua bellezza!
La via è sufficentemente attrezzata con fixe e qualche resinato, ma qualche friends e nuts non guastano.
Descrizione

Dal belvédère de la Trescaire parcheggiare all’esterno della curva e proseguire lungo il bordo del Canyon, verso DX, faccia al vuoto, per 200 m circa, appena possibile scendere alla terrazza sottostante poi verso Dx, ometto fino ad un masso con su scritto, in rosso, “Douce…”, da qui cinque/sei calate corte vi lasceranno alla “Terrasse Médiane”, uno dei tanti giardini sospesi, ATTENZIONE, l’ultima sosta di calata è sotto una grotta, a Dx, e non si vede scendendo!
Aggirare lo sperone a Dx viso alla parete, per tracce prima scendendo e poi risalendo, l’attacco è in un diedrino, spit evidente e più in su un chiodo normale.
Altra soluzione è proseguire oltre le calate di DOUCE SUBLIMATION sino a quelle di LUNA BONG.

L1: salire il diedrino, 5c/6a, traversare a Sx e superare un muretto verso Sx, 5c.
L2: spostarsi a Sx ed entrare in un diedro camino e risalirlo sin dove un grosso masso l’ostruisce in parte, superarlo e sostare, 6a.
L3: continuare nel diedro a destra, un po’ in placca ed un po’ ad incastro, uscita faticosa, 6a.
L4: spostarsi a Sx, un altro diedro fessurato indica la direttiva, passo molto difficile a metà, 6b in fessura.
L5: sempre in diedro, faticoso, 6a, sino ad una maschera di terracotta (?), da lì traversare a Sx, 6b, ad una lama diritti alla sosta. (a metà del traverso sale una linea di spit, fare attenzione a non tenersi alti ingannati da quest’ultima)
L6: verso Dx, 7a o A0, poi su per una fessura, non banale, 6a+, dove questa finisce è possibile una sosta facoltativa unendo uno spit ed un ramo, continuare sin sotto uno strapiombo, difficile arrivare ad un resinato, 6a, superarlo per un grosso masso incastrato, in libera 6b+…abbastanza rognoso! Ci si può aiutare con un nut ed un friend medio, pochi metri e poi si sosta.
L7: traversare sotto il tetto verso Sx e continuare per facili diedri e fessure, 5c…rognosissimo all’inizio del diedro.
Note: una delle classiche più belle, anche se piuttosto unta merita davvero una salita. La spittatura è, in alcuni tratti piuttosto distanziata e friends medio-grossi e qualche nuts possono rivelarsi molto utile, noi li avevamo lasciati in macchina grazie al consiglio di un saputone beccato poi all’uscita con tutto un negozio di materiale appeso all’imbrago, e ce ne siamo pentiti. L’unica scappatoia è reperire una calata, di 20 m, sul bordo Dx della terrazza, guardando la parete, così si scende alla Terr. de l’Orni, dove sempre tutto a Dx altre 4 calate vi lasceranno sul Sentiero Martel. Sconsigliata se non si a bene a mente il luogo.

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Bibliografia:
GRIMPER AU VERDON
berni
26/10/2014

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