Venina (Val, Scudo della)Walk on Venina’s Wild Side

Venina (Val, Scudo della)Walk on Venina’s Wild Side

Dettagli
Altitudine (m)
2000
Dislivello avvicinamento (m)
700
Sviluppo arrampicata (m)
150
Esposizione
Nord
Grado massimo
5a
Difficoltà obbligatoria
4

Località di partenza Punti d'appoggio
Ambria

Avvicinamento
Da Ambria (1325 m, raggiungibile in auto dopo aver comprato apposito permesso di transito al bar di fronte al Municipio di Piateda) si segue il sentiero-mulattiera per la diga del Venina, percorrendo le famose Scale del Venina (quì scendevano fino al secolo scorso con le slitte trasportando i lingotti di ghisa pre-lavorati al forno fusorio posto a circa 2200 m di quota appena sopra lo Scudo), da cui si percorre la stradina che costeggia il lago sul versante est (destra idrografica) fino alla casera posta all’affluenza dell’immissario. Continuare per la stradina che risale la valle in leggera pendenza sul versante sinix idrografico fino ad un guado del torrente, da cui si passa sul lato destro idrografico ormai in prossimità del baitone situato a 2017 m di quota, a poche decine di metri dalla base dello Scudo: calcolare circa 2 ore e 30’ da Ambria.
Note
Lo Scudo del Venina è formato da un filone di GCCS (Gneiss Chiaro del Corno Stella, o gneiss leucocratico) che emerge di traverso in Val Venina, sbarrandone il corso proprio al di sotto della conca glaciale sommitale, quella che ospita la miniera di siderite con il forno fusorio tuttora presente. Una piccola Val Masino in terra Orobica; una liscia placconata gneissica larga circa 150 metri e alta circa 130 metri, che si erge come uno scudo granitico in Val Venina. Arrampicata di grande soddisfazione, su gradi non esageratamente alti (la placca ofrre più appigli di quanto si possa pensare alla base) ma di difficile protezione, con run-out che possono superare i 10 metri.

Le due vie risalgono lo Scudo nella sua parte centrale, compatta e apparentemente insuperabile, avara di fessure non-cieche e levigata in forma di rocce montonate dalla paziente e determinata azione dell’antico ghiacciao del Venina. Varie altre possibilità sono offerte dallo Scudo, a destra un grande ed estetico diedro, a sinistra un tetto a semicerchio sovrastato da diedri e placche più articolate. Ma certamente il settore centrale è il più impattante dal punto di vista estetico, richiamando l’attenzione del viandante anche da chilometri di distanza, come dalla casa dei custodi della diga del Lago Venina. Impressionanti per la compattezza della roccia il primo tiro di “Walk on Venina’s Wild Side” ed il secondo tiro della “Walk on Venina’s Right Side”: decine e decine di metri di arrampicata senza la minima discontinuità/frattura del muro roccioso, che appare al salitore come un blocco monolitico generato da fusione magmatica. Insomma una polenta gneissica ben cotta, alla bergamasca!
Descrizione

L1: Attaccare sotto la verticale del primo chiodo ad anello, posto in una fessurina a circa 6 metri da terra. Risalire la placca direttamente, guadagnando una sottile cornice posta a circa 5-6 metri sopra il primo chiodo (secondo chiodo), da cui si continua in linea pressochè retta, negoziando con spostamenti alternati dx-sinix le varie fessurine presenti, sino a guadagnare il bordo del primo salto della placconata, da cui si perviene alla S1 (4 chiodi, 1 friend, 2 chf, 45 metri, V- e IV)

L2: Si tende leggermente a sinistra a prendere una fessura che solca la placconata, poi si supera direttamente il sistema di placche ed un muretto terminale che permette di guadagnare un comodo terrazzo concavo per la S2 (3 chiodi, 1 friend, 2 chf, 60 metri, III+)

L3: Con facile risalita si percorrono gli articolati scivoli sommitali fino all’omino di vetta (60 m, II)

Tutti i chiodi lasciati.

Via “Walk on Venina’s Right Side”
Marco Serafini e Hamal Cantù (a comando alternato)

L1: Attaccare circa 10 metri a sinix del grande diedro, in corrispondenza di un blocco appoggiato alla parete. Si risale la placca direttamente puntando al muretto verticale terminale, che si supera verso sinix a guadagnare la S1 ( 1 ch, 2 friends, 2 chf, 35 m, IV/IV+)

L2: Si prosegue seguendo la placca più compatta che disegna una schiena nel bel mezzo della parete. Raggiunta la cornice sommitale, ci si sposta sulla destra per prendere un divertente sistema di fessure che porta alla S2 (1 ch, 4 friends, 2 chf, 60 m, IV/IV+)

Lasciati solo i chf alla S1.

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scrivendo a redazione@gulliver.it
Storico:
Marco e Luca Serafini, Sergio e Hamal Cantù, Gaetano e Silvano Verderio
marcoser
04.07.2020
1 mese fa

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