Stella (Corno) Giulia

Stella (Corno) Giulia

Dettagli
Altitudine (m)
2600
Dislivello avvicinamento (m)
400
Sviluppo arrampicata (m)
240
Esposizione
Nord-Ovest
Grado massimo
5b
Difficoltà obbligatoria
5a

Località di partenza Punti d'appoggio

Avvicinamento
Prevedere circa 2 ore dal Rifugio Montebello, situato all’arrivo della seggiovia del Montebello a quota circa 2100 m, raggiungibile anche con comodo servizio di jeep da Foppolo. Raggiungere il passo di Val Cervia sopra il lago Moro, quindi abbassarsi sul versante valtellinese seguendo il sentiero fino ad un poggio erboso. Abbandonare il sentiero e traversare verso destra puntando alle placche levigate visibili in lontananza. Raggiunte e attraversate le placche, continuare in mezza costa ancora 30 minuti (presenti due grossi ometti ad indicare la via), fino ad entrare nella conca glaciale situata alla base della parete NO (N.B. la quota minima che si deve raggiungere in discesa dal Passo di Val Cervia è circa 2200 m). Dalla conca si riconoscono bene gli attacchi delle vie.
Descrizione

La via affronta direttamente la grande placconata schivata dalla via “Cercando Valerio”. Il primo tiro è in comune con quest’ultima, poi si prosegue sulla grande placca con arrampicata divertente e protezioni rapide, fino a sostare quando la pendenza aumenta. Da qui seguono due tiri più verticali, delicati e di difficile protezione (chiodi necessari), fino a raggiungere (S4) il sistema di placche finale. I due tiri seguenti ripagano lo sforzo, regalando una cavalcata su GNEISS con bellissime fessure e facili strapiombi, con ottime protezioni veloci.

L1: Si risale sulla verticale del terrazzo per placche quarzifere molto articolate fino ad un comodo terrazzo alla base di un pilastrino piu’ compatto (qui è la S1 della Cercando Valerio, che si salta proseguendo ed usando il chiodo come protezione), che si risale uscendo su rocce rotte e sostando alla base della grande placconata sulla destra (S1, 60m, III, 1 ch e 2 chf).

L2: Proseguire sulla placconata a destra della sosta, seguendo un sistema di fessure-spaccature parallele, poi in aperta placca in direzione degli strapiombi neri. Sostare dove la placconata si fa più verticale, su friends grandi e clessidra (S2, 45m, IV).

L3: Salire verticalmente la placca soprastante cercando il primo chiodo sul margine sinistro a circa metà altezza e un secondo chiodo sul margine destro alla sommità della placca. Da qui si traversa in orizzontale a sinistra (10 metri) guadagnando la base di uno spigoletto (1 ch) caratterizzato da uno strano corno roccioso da superare in dulfer o in aggiramento a sinistra, per continuare poi fino alla comoda cengia erbosa soprastante sostando verso destra, al centro della placca successiva (S3, 50m, V molto continuo, 3 ch, 1 chf).

L4: Salire la placca sopra la sosta entrando poi in un diedrino appena a sinistra di un tetto. Superare il diedro prima sul lato sinistro poi su quello destro (2 ch), facendo attenzione a qualche scaglia poco sicura (molto infido se bagnato), fino ad uscire sulla destra su comoda cengia erbosa e sostare su friends alla base delle placche successive (S4, 40m, IV+,  2 ch).

L5: Affrontare il diedrone soprastante, inclinato verso destra. Raggiunta la fascia strapiombante, continuare verso destra fino a raggiungere il punto più debole dove sostare su friends (S5, 25m, III+).

L6: Rimontare lo strapiombo con passo atletico e proseguire in traverso verso sinistra sotto la fascia verticale che sbarra la strada. Raggiunto l’estremo sinistro (sulla verticale della S4) si prende un diedro finale tendente verso destra e caratterizzato in uscita da una bellissima scaglia da superare in dulfer. Proseguire su rocce rotte in direzione della croce di vetta (S5 sulla croce di vetta, 45 m, IV, possibile concatenare con L5 facendo attenzione alla gestione delle corde).
Proponi una modifica all'itinerario
scrivendo a redazione@gulliver.it
marcoser
18.08.2020
1 mese fa

Condizioni

Link copiato