- Accesso stradale
- RaS
Partiti alle 8:20 con 3° dal Gias delle Mosche, 2h30 di avvicinamento senza correre e con un sole via via più caldo (alla fine da tshirt). Attacco evidente. L1 sicuramente il tiro più ostico e sostenuto, chiodatura perfetta a chiodi (ribattuti) che non fanno sentire la necessità di integrare. L2 di nuovo molto ben chiodato e su difficoltà più tranquille (attenzione ad un grande blocco tra 1° e 2° chiodo su una cengia). Da L3 abbiamo proseguito in scarponi: il camino presenta un fondo erboso e si sale sicuramente meglio così piuttosto che in scarpette. Anche qui chiodatura che non richiede integrazione (almeno secondo me). S3 attrezzata con cordone su massi. Bello ancora il muretto di L4 da salire a proprio piacimento e da proteggere. Abbiamo quindi proseguito in conserva su bei passaggi, alcuni non banali (come la placchetta liscia di IV) e piuttosto aerei nella parte finale. La roccia in alcuni tratti presenta qualche lama staccata, ma è tutto abbastanza evidente, per il resto grip fantasmagorico. Dalla cima bel panorama e temperature da settembre. Noi siamo scesi dal canale a sx (faccia a monte), come per la Fasciolo-Girelli: la disarrampicata fino al colletto non è banale ma non presenta passaggi oltre il II+. Il canale è ripido ma non scivoloso e con una doppietta da 25-30m ci si leva dalle rogne.
Materiale usato: 1 mezza da 60 usata doppia (sui tiri), 6 rinvii (comodi 2 allunghini), set di friend 0.3-2 BD, cordini per le soste.
Discesa bucolica con il solito panorama psichedelico di Fremamorta: Argentera innevata e calde luci autunnali sul Corno, un sogno.
Pensavamo fosse più lunga ma alla fine senza correre in 7h30 abbiamo fatto tutto il giro auto-auto. 2h30 di avvicinamento valgono la pena per 4 tiretti e un po’ di conserva? Nel magico contesto di Valcuca assolutamente sì! Con Davidino, alla sua prima volta in valle Gesso.