Torrazzo (laghetti del) dalla diga di Teleccio

Torrazzo (laghetti del) dalla diga di Teleccio

Dettagli
Dislivello (m)
550
Quota partenza (m)
1917
Quota vetta/quota (m)
2430
Esposizione
Est
Grado
E

Località di partenza Punti d'appoggio
Rif. Pontese

Note
I laghetti, di piccola dimensione, non sono indicati sulle cartine più diffuse (ci sono però sulla Carta Tecnica Provinciale 1:5000) ma sono sicuramente una meta gradevole per una gita dal modesto dislivello.
Descrizione

Dal parcheggio nei pressi della diga di Teleccio imboccare la rampa sterrata che si porta al margine dello sbarramento e proseguire sulla stessa strada senza percorrerlo.
Dopo pochi metri, seguendo un’indicazione per il rifugio Pontese, imboccare un sentierino a sinistra che porta alla stradina che costeggia il lago.
Percorrerla per tutta la sua lunghezza superando a metà strada una piccola frana.
In corrispondenza della parte terminale del lago la strada sterrata diventa sentiero e comincia ad inerpicarsi con ripide risvolte sulla bastionata che sovrasta il lago guadagnando rapidamente quota.
Il sentiero, molto percorso ed evidente, intorno ai 2100 m attenua un po’ la propria pendenza e con un traverso a sinistra raggiunge il Rifugio Pontese (q. 2217 m).
Superato il rifugio continuare a seguire il sentierino che viaggia parallelo all’impetuoso torrente immissario del lago di Teleccio, attraversare due piccoli rigagnoli (il primo su passatoia di legno, il secondo su sassi) e poco dopo imboccare una non evidentissima deviazione a sinistra che in pochi metri scende a un ponticello di legno, già visibile dal sentiero principale, che attraversa il torrente.
Proseguire sull’evidente sentiero che con una risvolta si eleva sul torrente per poi allontanarsene grossomodo perpendicolarmente.
Intorno a q. 2250 m si incontra un bivio con indicazioni. Prendere il ramo di destra (Colle dei Becchi) ignorando quello di sinistra che scenderebbe nuovamente alla diga di Teleccio percorrendo il lato del lago opposto a quello di salita.
La traccia prosegue molto chiara, marcata con bolli bianco-rossi ed ometti, passa sopra la poco visibile Alpe Giafor e c.ca a q. 2280 m raggiunge una pietraia che viene superata in leggera salita.
A q. 2350 si passa nei pressi di un rudere e poco dopo, a q. 2395, poco prima di un grosso ometto contenente un’evidente pietra bianca (v. foto), abbandonare il sentiero deviando a destra per erba e pietre sparse. Muoversi per pochi metri in direzione nord-ovest, quindi piegare a nord-est, aggirare una piccola altura e raggiungere in brevissimo tempo la conca del primo piccolissimo laghetto del Torrazzo.
Svoltando a sinistra (est) e alzandosi di pochi metri si raggiunge il secondo, leggermente più grande.
Superandolo a sud e muovendosi per poche decine di metri in direzione nord-est si tocca il terzo e, forse, più grande laghetto.
Volgendosi a sud-est e spostandosi ancora di qualche metro si arriva al quarto laghetto subito dopo al quinto, leggermente più in alto.
Superando il quinto lago sul lato meridionale e costeggiando l’area acquitrinosa alle sue spalle si può rapidamente ricongiungersi con il sentiero (ometti molto visibili) in un punto un po’ più a monte di quello dove lo si è lasciato.
Di qui discendere per il percorso di salita.

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Bibliografia:
M. Antonicelli - I laghi del Canavese - Mulatero Editore
fcfcf
19.07.2020
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